Il padre e coach di Ben ha parlato della sua esperienza da allenatore alla guida del figlio

Uno dei rapporti più intriganti e che funziona meglio tra padre e figlio nel circuito è sicuramente quello tra Ben e Bryan Shelton. Una fiducia reciproca, il rispetto dei ruoli e un buon lavoro effettuato in questi anni che lo ha reso un top 10 piuttosto stabile. Nel podcast di Caroline Garcia il padre e allenatore del tennista di Atlanta ha descritto così l’esperienza di allenare il figlio: “Lavorare con un ragazzo come Ben è una sfida, è veramente molto aggressivo. A volte supera quel limite, si autosabota e finisce per non raggiungere nemmeno il secondo o il terzo turno di un torneo“.
Sul rapporto con il figlio: “È difficile trovare un equilibrio tra questi ruoli. Sono il padre di un ragazzo ancora giovane, che sta crescendo e scoprendo la vita, ma allo stesso tempo sono il suo allenatore. Per me significa essere paziente e capire in quale condizione mentale ed emotiva si trovi. Quando vuole affrontare argomenti legati al tennis lo percepisco, ma capisco anche quando non vuole farlo. Cerco di rispettare entrambe le situazioni ed è questo che rende sano il nostro rapporto”.
Sul come affrontare le sconfitte: “Voglio che capisca che il tennis è un gioco e che dovrebbe divertirsi il più possibile. Quando mi vede godermi questa esperienza, sia dopo una vittoria sia dopo una sconfitta, deve ricordarsi che non esiste soltanto il risultato. Siamo competitivi, ma nella vita c’è molto altro. I risultati dovrebbero arrivare di conseguenza”.
Ancora sul rapporto genitore-figlio in quanto allenatore: “Cerco sempre di fare domande. È un modo per insegnare ai figli a pensare, risolvere problemi e trovare autonomamente delle soluzioni. Se continuiamo a dire loro cosa fare e come farlo meglio, il percorso diventa nostro e non più loro”.

