La protesta dei giocatori nei confronti dei tornei del Grande Slam riguardo alla questione dei montepremi è stata al centro dell’attenzione negli ultimi mesi

La protesta dei giocatori nei confronti dei tornei del Grande Slam riguardo alla questione dei montepremi è stata al centro dell’attenzione negli ultimi mesi. I top players hanno ridotto la loro attività con i media durante il Roland Garros, minacciando di fare lo stesso anche a Wimbledon, salvo poi trovare un compromesso che gli organizzatori che hanno aumentato il prize money del 20%. Si tratta di un incremento non ancora sufficiente, tanto è vero che alcuni dei migliori esponenti del circuito maschile e femminile (tra cui Jannik Sinner e Aryna Sabalenka) starebbero considerando di boicottare il torneo di doppio misto agli US Open.
Il primo passo per avvicinarsi alle richieste dei giocatori è stato fatto dal Roland Garros. Come riportato da The Guardian, lo Slam francese ha deciso di offrire a priori una quota degli introiti direttamente ai tennisti. Questo significa che non sarà necessario aspettare ogni anno l’annuncio ufficiale del montepremi e rappresenta un segnale di buon auspicio affinché si giunga ad una soluzione al più presto. Ricordiamo che l’obiettivo di tale protesta è quello di garantire ai giocatori il 22% dei ricavi incassati ogni anno dai quattro principali eventi del calendario.
Nel frattempo, la USTA ha comunicato che il torneo di doppio misto sarà formato da 16 coppie. Le classifiche pubblicate dopo il Canadian Open saranno utilizzate per determinare sia l’elenco dei partecipanti che l’ordine delle teste di serie. Non è un segreto che il successo di questa manifestazione sia legato soprattutto alla presenza dei top players, che avevano partecipato in misura massiccia l’anno scorso. Non c’era il nostro Sinner, che doveva smaltire il malessere accusato a Cincinnati, ma lo spettacolo era stato comunque gradevolissimo. Ad imporsi alla fine erano stati due specialisti del doppio come Andrea Vavassori e Sara Errani.

