L’azzurro ha vinto il loro unico precedente, nel 2022, a Sofia. Borges: “Jannik non mi darà alcuna chance, sarò pronto a tutto”

Dopo l’esordio faticoso con Kecmanovic, battuto al quinto set tra una brutta caduta e un’unghia sanguinante del piede, Jannik Sinner affronta mercoledì Nuno Borges. Il portoghese, 29 anni e attuale n. 48 del mondo (con un best ranking al n. 30 nel 2024), negli ultimi cinque anni si è messo in luce soprattutto nel circuito Challenger; tuttavia, nel suo curriculum può vantare uno degli “scalpi” più prestigiosi di sempre, quello di un certo Rafa Nadal. Infatti, nell’unico titolo vinto, a Bastad, nel 2024, Nuno battè in finale proprio il campionissimo maiorchino, ormai alla fine della carriera. Tra lui e Sinner c’è un solo precedente, a Sofia, nel 2022, vinto dall’azzurro in due set. Il tennista originario di Maia ha cominciato il proprio percorso agonistico presso la Mississippi State University, dove si è laureato in chinesiologia.
Alla sua quinta partecipazione ai Championships, Borges ha superato al primo turno Tristan Boyer e ora, contro Jannik, punta a raggiungere per la seconda volta il terzo round nello Slam londinese. Nuno ha perso tutti i dieci confronti avvenuti finora contro tennisti in Top 5 ma ha vinto due volte contro avversari in Top 10: con Ruud (n. 8) al terzo turno del Roland Garros 2025 e con Auger-Aliassime (n.8), al secondo round dell’Australian Open, nel 2026. Per lui, si tratta inoltre della prima sfida con un n. 1 del mondo e, per la prima volta, calcherà il manto erboso del Centre Court. Nei major ha raggiunto due volte gli ottavi di finale, all’Australian Open e allo US Open, nel 2024.
Il portoghese giunge a Church Road in fiducia e con buone sensazioni sull’erba avendo raggiunto la semifinale a Maiorca. “È un’impressione curiosa perché è la prima volta che ho risultati soddisfacenti nella settimana che precede Wimbledon” ha dichiarato Borges in un’intervista all’ATP, “abbiamo solo un paio di tornei sull’erba prima di Wimbledon e quando perdi una partita pensi di non riuscire a prepararti abbastanza”. E, per quanto riguarda la sfida con il n. 1 del mondo, “nonostante non sia certo io il favorito, spero di causargli almeno un po’ di stress, come ha fatto Kecmanovic” ha ammesso Nuno. “È normale che Jannik abbia avuto qualche difficoltà all’esordio del torneo, dover difendere il titolo ti mette molta pressione” ha osservato saggiamente Borges, “tuttavia, il tempo trascorso in campo può aiutarlo a sentire meglio il proprio gioco sull’erba. Non lo so… forse non mi darà alcuna chance. Cercherò di preprarmi a tutto”. Grande ammiratore di Federer sin da ragazzino, Borges ha inoltre spiegato come per lui Roger sia l’esempio luminoso “del vero professionista, di come si debba competere, stare in campo ed essere calmi e positivi anche nei punti più pazzi”. Non solo. Nuno ha rivelato che è solito affrontare le gare ricordando ciò che gli dice sempre il suo allenatore, Rui Machado, secondo il quale “non vinci quando lo vuoi bensì quando sei in grado di farlo”. Allora la domanda è: Borges sarà in grado di impensierire il n. 1 del mondo?

