Gran bella vittoria per Tyra Grant che ottiene il suo primo successo nel tabellone principale di Wimbledon.

Foto di Mattia Martegani

Prima dell’inizio del suo match fuori dal campo numero 3 c’era una fila infinita: tutti british accorsi per applaudire una delle ultime briciole di UK a Wimbledon, Katie Boulter. Ma alla fine tutti gli applausi sono stati per lei, Tyra caterina Grant, che all’esordio in un tabellone principale dello Slam si è presa la partita e il biglietto per il secondo turno in due set secchi – 6-4 6-2.
«Avevo giocato sull’erba tre anni fa, a Roheampton e poi nel torneo junior di Wimbledon, e questo mi ha aiutato», racconta Tyra, 18anni, già sicura di raggiungere qui il suo best ranking (132, per ora virtuale). Tre turni di qualificazione passati, una prova davvero ‘autorevole’, in campo contro la numero 60 Wta (ed ex top 25). E la stessa personalità, unita ad una grande proprietà di linguaggio, nel dopo match. «E’ stato un match dettato da risposta e servizio, al massimo uno o due colpi in più. Però mi ha fatto piacere vedere che anche negli scambi più prolungati, che li vincessi o li perdessi, ero sempre io ad avere il controllo». Il suo stile di gioco del resto è fatto di potenza, di vincenti, più che di ritmo e resistenza. «Non potrei giocare diversamente. Non mi vedo a correre da una parte all’altra del campo, ma oggi ho giocato anche dei bei rovesci in back, e non è scontato: a volte mi sveglio la mattina e decido di tirare tutto a 3000, anche se non mi sta dentro nulla, perchè amo proprio la sensazione di colpire forte la palla…. Come mi trovo con gli spostamenti? Più che di quello per me si è trattato di trovare il giusto timing, perché con Matteo (Donati, il suo coach) e Pindu (Massimiliano Pinducci, il preparatore atletico) avevamo curato molto i movimenti sull’erba, la necessità di ‘stare bassi’ su questi campi».
La dedica della vittoria «è per la mia famiglia, per mia madre che non può essere qui perché sta seguendo mio fratello in un torneo a Biella, e per il mio team». L’ambizione è che si tratti solo del primissimo capitolo: «Il mio sogno? Diventare numero 1 del mondo e vincere parecchi Slam, ma non so dire quanti. E poi Gli Internazionali d’Italia, perché sono nata lì, sarebbe fantastico».
La butta lì con un sorriso candido, Tyra, senza nessuna paura. Per ora, con nelle cuffie il sound di Capo Plaza e Artie 5ive, i suoi musicisti preferiti, meglio pensare alla prossima avversaria, la ceca Marie Bouzkova, n.21 del mondo. Il Paradiso, in fondo, può attendere ancora un po’.