Sono i protagonisti silenziosi di ogni torneo di tennis, ma a Wimbledon neanche la selezione dei raccattapalle viene lasciata al caso

Foto di Ray Giubilo

A Wimbledon nulla può essere lasciato al caso, e ogni elemento che concorre al corretto svolgimento della gara viene curato al dettaglio. Tra questi vi è anche la selezione e la formazione dei raccattapalle, o più correttamente definiti “ball boys/girls“. Nonostante spesso vengano trascurati, la loro presenza in campo è fondamentale per far scorrere il gioco in maniera corretta, e per questo il cammino di avvicinamento al momento degli incontri ufficiali inizia molti mesi.

Ogni anno Wimbledon riceve all’incirca 1.400 candidature per il ruolo di BBG, ragazzi e ragazze compresi tra i 14 e i 17 anni d’età. La scrematura è piuttosto ampia, considerando che solamente 280 saranno i fortunati che prenderanno parte all’evento. Di questi 280, circa 100 hanno svolto la mansione negli anni precedenti, e vengono quindi ‘invitati’ dal torneo a tornare per una nuova partecipazione. Una volta entrati a far parte della squadra dei BBG, inizia il lungo periodo di formazione: i primi incontri si tengono già nel mese di febbraio, e vi è un alternarsi tra allenamenti sul campo – che prevedono per lo più esercizi di velocità – e diversi test scritti, volti a valutare la conoscenza del regolamento.

Al contrario quindi di quello che spesso si pensa, svolgere il lavoro – perché di questo si sta parlando – di BBG non è così scontato né semplice, e farlo nel tempio del tennis aggiunge grande fascino ma anche una importante responsabilità. E il compenso? Pur trattandosi di un impiego quasi a tempo pieno, non vi è naturalmente un vero e proprio stipendio, ma tutti i partecipanti ricevono un compenso di circa 200 sterline come rimborso spese. Anche se, in fondo, il vero compenso è poter assistere da vicino alle gesta dei campioni come Jannik Sinner e non solo, in quello che è il complesso di tennis più famoso al mondo.