La tennista russa ha parlato in conferenza stampa, trattando anche della prossima avversaria in finale.

PARIGI – «Sì, oggi mi sentivo molto, molto concentrata su quello che dovevo fare in campo. Molto concentrata sul piano di gioco che abbiamo preparato con Conchita, molto concentrata sulla mia mentalità, su ogni minimo dettaglio. A un certo punto vedevo anche i piccoli peli sulla palla mentre la colpivo. Insomma, ero davvero molto focalizzata sulla partita e sono molto contenta di essere riuscita a mantenere questo atteggiamento per tutta la sua durata. E sono anche molto contenta della vittoria, naturalmente».
A 19 anni appena compiuti, Mirra Andreeva, numero 8 del mondo (ma guadagnerà almeno due posizioni) si gode la prima finale Slam della carriera, ottenuta con una netta vittoria (6-1 6-3) su quella Kostyuk che l’aveva battuta due volte in due incroci, compresa la recente finale di Madrid. Il Roland Garros è il primo Slam che la giovane tennista di Krasnojarsk ha disputato, nel 2023. Un anno dopo era già in semifinale, dove perse da Jasmine Paolini.
«Beh, due anni fa ero molto emozionata, quasi non ci credevo, e forse proprio questo atteggiamento negativo ha finito per influenzare il mio modo di giocare. E’ anche vero che Jasmine mi ha letteralmente distrutto, non ho mai avuto grandi possibilità di girare la partita. Ora sento che sto diventando più grande, un po’ più matura a ogni partita che gioco, un po’ più esperta. Penso di essere in grado di affrontare ogni partita in modo diverso, di concentrarmi davvero sull’avversaria e sul piano di gioco che mi serve».
In finale troverà la sorpresa Maja Cwalinska, numero 114 del mondo, protagonista di una clamorosa rincorsa dalle qualificazioni. «Ha giocato in modo incredibile in queste ultime due settimane, anzi tre settimane, visto che ha superato le qualificazioni. Sarà una sfida molto divertente, molto interessante, perché non ho mai giocato contro di lei e non so bene come giochi. Mi dovrò preparare al meglio».
Un paio di giorni fa, Mirra aveva detto di avere «la sensazione che in qualche modo ognuno di noi abbia un destino già tracciato prima che iniziassimo a vivere questa vita». Ecco, sabato sapremo se il destino di Mirra è davvero vincente, come i suoi primi anni di carriera farebbero supporre.

