Prima scontro diretto tra i due Matteo che stanno incantando il pubblico di Francia. Il vincitore sarà il sesto semifinalista italiano dell’Era Open a Parigi

3 giugno 2026. Una data da ricordare nel libro d’oro del tennis tricolore perché finora non era mai successo che tre italiani gareggiassero per un posto in semifinale nello stesso Slam. Invece, nel secondo mercoledì parigino, dopo l’incontro tra Flavio Cobolli e Felix Auger-Aliassime, in serata toccherà al derby dei nostri Matteo Berrettini e Matteo Arnaldi. Una prestazione straordinaria da parte di entrambi sui quali, fino alla vigilia del torneo, non si formulavano pronostici particolarmente rosei, soprattutto per le difficoltà incontrate in campo negli ultimi tempi, con la conseguente discesa in classifica al n. 104 per Arnaldi (ex n. 30) e al n.105 per Berrettini (ex n. 6). “The Hammer”, inoltre, a 30 anni e 52 giorni, è il tennista italiano più âgé dell’Era Open a raggiungere i quarti di finale di uno Slam ed è il giocatore con la classifica più bassa ad issarsi ai quarti dopo Andreev, nel 2007, allora alla posizione n. 125.
Il romano e il ligure hanno incantato il pubblico di Porte d’Auteuil grazie al loro cuore e alla loro resilienza, in particolare Arnaldi, agli ottavi, grazie ad una battaglia titanica di quasi cinque ore e mezza contro un “vulcano” come Frances Tiafoe. Prima dello statunitense, Matteo ha avuto la meglio su Griekspoor, il due volte finalista Slam Tsitsipas e Collignon. Egli raggiunge così per la prima volta in carriera i quarti in un major e, se vincesse contro Berrettini, disputerebbe la sua prima semifinale Slam, la quarta in una competizione del circuito dopo quelle di Umago (2023), Montréal (2024) e Delray Beach (2025).
Soprattutto grazie all’exploit contro Tiafoe, Matteo diventa così l’atleta ad aver trascorso più tempo in campo per raggiungere i quarti a Parigi, con una durata complessiva dei suoi incontri di 17 ore e 42 minuti. Il 25enne di Sanremo non ha ancora vinto nessun titolo né disputato finali ma, come detto, è approdato tre volte in semifinale e la più importante è stata quella dell’Open del Canada, nel 2024. Ora è seguito da coach Fabio Colangelo e sta risalendo la china dopo un inizio di stagione alquanto in sordina; di recente, infatti, la terra gli sta regalando nuove soddisfazioni grazie alla vittoria del Challenger di Cagliari e al terzo turno disputato al torneo di Roma.
Dal canto suo, Berrettini sta vivendo un vero e proprio riscatto dopo le delusioni degli ultimi tempi, soprattutto dopo quella vissuta di recente nella sua Roma, sconfitto all’esordio da Popyrin. In realtà, è dall’inizio della stagione che Matteo era alla disperata ricerca di una rinascita tennistica. Poi, finalmente, Parigi.
Il 30enne romano giunge nella Ville Lumière senza grandi aspettative e in buone condizioni fisiche. Si regala gli scalpi di Fucsovics, Rinderknech, Comesana e JM Cerundolo, raggiungendo così per la settima volta in carriera i quarti di uno Slam, la seconda al Bois de Boulogne dopo quella del 2021 (sconfitto da Djokovic); e, se battesse Arnaldi, “Berretto” otterrebbe la sua quarta semifinale major dopo quelle raggiunte in Australia (2022), a Wimbledon – dove poi fece la finale (2021) – e allo US Open (2019). Diventerebbe inoltre il quarto tennista oltre i trent’anni a disputare per la prima volta la semifinale al Roland Garros negli anni 2000. Dotato delle sue proverbiali “martellate”, micidiali sul cemento e l’erba, Matteo sfodera un tennis altrettanto efficace anche sul mattone tritato, sul quale ha vinto sei dei dieci titoli in bacheca e giocato tre delle altre sei finali raggiunte. Ricordiamo, inoltre, che Berrettini è diventato il primo tennista azzurro ad issarsi ai quarti di finale in tutte le prove dello Slam.

