Il canadese ha ribadito il suo legame con la terra battuta dopo la netta vittoria su Tabilo

Felix Auger-Aliassime è in crescita: il canadese, dopo un inizio stentato nel torneo contro Altmaier, arriva ai quarti di finale del Roland Garros non lasciando neanche un set a un avversario ostico come Alejandro Tabilo e affronterà Flavio Cobolli per un posto in semifinale in un incrocio che si preannuncia intrigante ed equilibrato. In conferenza stampa il futuro n.4 del mondo ha chiarito il suo rapporto assolutamente non conflittuale con la terra battuta: “Mi è sempre piaciuto giocare sulla terra battuta. Non è vero che non la gradisco. Uno dei miei più grandi punti di forza è il mio servizio, la superficie è anche un po’ più veloce, quindi il mio servizio paga ancora di più, specie quando si chiude il tetto. Quando ero giovane e avevo 18, 19 anni giocavo più sulla terra battuta che sul veloce: ormai la stagione è basata soprattutto sul cemento e quindi giochiamo soprattutto lì“.
Prosegue il canadese: “Forse se vinco il torneo, finalmente diventerà chiaro a tutti: non mi dispiace la terra battuta. Quando avevo 18 anni, i miei allenatori pensavano che avrei dovuto andare a giocare in Sud America perché ero più bravo sulla terra battuta. Così sono andato a Rio, Buenos Aires e San Paolo. Durante l’estate, ho saltato la stagione dell’erba per giocare sulla terra battuta. A 18 anni, la mia programmazione era costruita intorno al pensiero di giocare più tornei sulla terra battuta. Con il passare degli anni e il mio gioco si è evoluto, è diventato più naturale giocare i tornei sul cemento più grandi e gli eventi indoor all’inizio e alla fine dell’anno. Ma non mi dispiace la terra e non presi Toni Nadal nel mio team per migliorare sulla terra”.

