Il numero 2 del mondo ha incassato una dolorosissima sconfitta contro Nole nella seconda semifinale degli AO, nonostante i numeri pendano tutti dalla sua parte

Jannik Sinner ha dovuto incassare la sua prima sconfitta agli Australian Open dal 2023 e – contro ogni aspettativa – non è stato il suo grande rivale Carlos Alcaraz ad infliggergliela. Se lo spagnolo è riuscito ad avere la meglio su Alexander Zverev al termine di una battaglia durissima, il campione in carica ha dovuto cedere il passo alla leggenda serba Novak Djokovic. Il 38enne di Belgrado ha sfoderato una prestazione che quasi nessuno si aspettava, ribadendo al mondo intero perché è uno dei migliori atleti di sempre. Una vittoria epica in cinque set, che ha permesso a Nole di raggiungere l’ennesima finale a Melbourne e di avere un nuovo appuntamento con la storia.
Grandissimi rimpianti per il fuoriclasse azzurro che – pur non avendo giocato il suo miglior tennis – ha avuto comunque numerose chance per portare a casa la vittoria. Il numero 2 del mondo ha sfruttato soltanto 2 delle 18 palle break avute a disposizione ed è stato troppo timido nei momenti decisivi, lasciando spesso l’iniziativa ad un Djokovic in stato di grazia. Il 24 volte vincitore Slam non si è lasciato pregare e ha completato una delle imprese più inaspettate della sua leggendaria carriera, se si considera che Jannik lo aveva sempre battuto dopo la finale delle Nitto ATP Finals di Torino andata in scena nel 2023.
Dando un’occhiata ai numeri della sfida tra Sinner e Djokovic, è facile rendersi conto di come l’azzurro sia stato superiore in tutte le statistiche principali. Il 24enne altoatesino ha avuto una migliore percentuale di prime palle in campo (75% contro 70%), ha ottenuto più punti con la prima (80% contro 71%), ha vinto più punti con la seconda (52% contro 51%), ha messo a segno più aces (26 a 12), ha commesso meno doppi falli (2 contro 3) e ha tirato molti più vincenti (72 contro 46), oltre ad essersi aggiudicato più punti in totale (152 contro 139).

