Il tennista palermitano spera di entrare nelle ‘quali’ degli Australian Open. L’obiettivo è risalire più possibile la classifica e provare a tornare tra i primi cento giocatori del mondo

Era il 2018 quando Marco Cecchinato incantava l’Italia, e non solo, e sul Philippe Chatrier mandava al tappeto Novak Djokovic per regalarsi una meravigliosa semifinale, quando ancora spingersi così avanti negli Slam sembrava un miraggio per i colori azzurri. Un best ranking al numero 16 ATP, poi tante difficoltà, la classifica che è andata via via peggiorando, ma la volontà di non mollare mai e di riprovarci. Cecchinato ha chiuso la stagione al numero 228 ATP, e spera di poter giocare le ‘quali’ degli Australian Open per provare a tornare a giocare in un tabellone principale di uno Slam (agli US Open 2023 l’ultima presenza).
In una lunga intervista concessa a “Palermo Today”, il 33enne siciliano ha raccontato di come gli ultimi mesi del 2025 rappresentino il punto di partenza da cui ripartire. “Gli ultimi tre mesi sono stati positivi, ho espresso un buon livello di gioco, ho disputato ottimi match e ora ci giochiamo la possibilità di andare in Australia. Il momento chiave di questo 2025? Senza dubbio il torneo di Milano. Quella settimana dal nulla mi ha fatto credere di essere nuovo competitivo“. Gran parte del merito di questi risultati, spiega Cecchinato, è da attribuire alla figura di Francesco Palpacelli, cugino e da qualche tempo anche allenatore del ‘Ceck’. “Mi ha fatto ritornare la passione. E ora ti dico che anche se non avessi chiuso questa stagione nei primi 250, avrei continuato. Devo dire solo grazie a lui, on perché è mio cugino, ma perché è la figura di sempre. Prima non era il mio allenatore, ora lo è. E fuori dal campo è un fratello. Condividiamo tutto, è sempre a totale disposizione”.
Ma fin dove si può spingere Cecchinato? Difficile dirlo oggi, ma l’ambizione e la grinta per perseguire i risultati più prestigiosi non mancano di certo. “Nel 2026 sogno di entrare nuovamente nella top 100 e poi nel 2027 salire ancora, anche se non voglio pormi numeri e stabilire una determinata classifica. Sono orgoglioso di quello che sto facendo e voglio ritornare a buoni livelli. Se penso un giorno di tornare in Davis? Assolutamente sì, ci spero”.

