L’ex numero 13 del mondo ha parlato del suo futuro e ha rincarato la dose su Jannik, che secondo il suo giudizio avrebbe ricevuto un trattamento privilegiato

Foto Ray Giubilo

La carriera di Nick Kyrgios è entrata in una fase di stallo a partire dalla fine del 2022, a causa di una serie di infortuni che gli hanno impedito di scendere in campo con regolarità allontanandolo sempre di più dal circuito professionistico. Il tennista australiano – che aveva più volte confidato di volersi ritirare abbastanza presto – ha disputato soltanto una manciata di partite in questa stagione ed è sembrato la brutta copia del giocatore che era fino a qualche anno fa. Tutti hanno capito che il tennis non rappresenta più una priorità per il nativo di Canberra, irrimediabilmente afflitto da problemi alle ginocchia e al polso che gli provocano molto dolore.

Nel frattempo, l’ex finalista di Wimbledon è stato ospite di Josh Mansour nell’ultimo episodio del podcast ‘Unscripted‘ e ha rivelato che gli piacerebbe giocare gli Australian Open almeno un’altra volta. “Spero di giocare gli AO in qualche modo, mentre non ho certezze riguardo al mio futuro. So cosa serve per giocare ad un certo livello, ma il mio fisico è arrivato ad un punto di non ritorno ed è estremamente difficile mettere insieme tutti i pezzi del puzzle” – ha spiegato Nick. L’australiano è esausto anche mentalmente: “Non voglio arrivare al punto di odiare il mio lavoro, ma è dura quando provi dolore ogni volta che ti alleni e giochi una partita. Mi resta un po’ di amaro in bocca, devo essere onesto. In questo momento, mi alleno quasi tutti i giorni senza partecipare ai tornei. Tuttavia, ci sono un paio di eventi che mi piacerebbe disputare se il mio corpo me lo permetterà.”

Kyrgios è consapevole che il suo ritiro è vicino: “So che la fine della mia carriera si sta avvicinando a grandi passi, specialmente con tutti questi infortuni che non mi danno tregua. Non posso sottopormi ad un altro intervento chirurgico, perché mi costringerebbe a restare fuori per altri 6-9 mesi e significherebbe la fine.” L’ex numero 13 del mondo è tornato a parlare anche di Jannik Sinner usando parole abbastanza pesanti: “Era il numero 1 del mondo quando è risultato positivo a quella sostanza e non c’è dubbio che sia un giocatore eccezionale, destinato a portare avanti questo sport per i prossimi 10-15 anni insieme a Carlos Alcaraz. Non ci vuole un genio per capire che l’ATP lo abbia protetto in una certa misura. Il CEO e i massimi dirigenti dell’ATP sono tutti italiani, infatti c’è stata una chiara mancanza di trasparenza in quella vicenda.”