Nato da un’idea di Luca Margaroli, lo Swiss Master Cadro ha permesso ai tennisti elvetici di competere dopo il lungo stop. A trionfare sono stati Marc-Andrea Huesler e Ylenia In-Albon

La nascita di un evento per tutti i tennisti elvetici

Partendo da un’idea nata durante il lockdown, Luca Margaroli è riuscito a dare via alla prima edizione dello Swiss Master Cadro. Dal 27 giugno all’8 luglio sulla terra del circolo ticinese è andato in scena il torneo nato per aiutare i tennisti elvetici dopo il lungo periodo di stop. La rassegna si è aperta con le qualificazioni che hanno dato anche a giocatori meno quotati la chance di tornare a competere. A seguire si è giocata una fase di robin round che è andata a definire il tabellone principale dove ad imporsi sono stati Marc-Andrea Huesler e Ylena In-Albon, vincitori delle rispettive finali contro Johan Nikles e Leonie Kung. Dato il periodo non è stato facile organizzare l’eventospiega Luca che insieme al padre Riccardo ha avuto l’intuizione di investire sul tennis in un momento tutt’altro che facile – Il nostro main sponsor “Banca Stato” ci ha dato una grossa mano e poi abbiamo ricevuto altri piccoli aiuti che ci hanno permesso di mettere insieme un bel budget. Il torneo ha ricevuto anche il sostegno della federazione che dopo averci fatto visita nei primissimi giorni ha addirittura deciso di aumentare il contributo, questo mi ha fatto piacere perché vuol dire che hanno apprezzato il nostro lavoro”. Le parole del doppista che si è calato in una veste inedita come aveva raccontato ai nostri microfoni quando il progetto era ancora in fase embrionale.

In fase organizzativa Margaroli ha ricorso anche al crowdfunding, l’iniziativa ha avuto successo nonostante sia andata diversamente da quanto previsto: “Volevamo coinvolgere gli appassionati e chiedere ad ognuno una piccola cifra. Io mi aspettavo una cosa popolare e meno elitaria; ma invece di ricevere tante piccole offerte ne sono arrivate meno, ma molto consistentianalizza Luca che alla fine ha comunque ricevuto il risultato sperato riuscendo anche a portare gente sugli spalti – Nell’ultimo periodo le norme sono cambiate spesso, inizialmente si doveva giocare a porte chiuse, poi siamo arrivati a 300 con distanziamento e poi il numero è stato aumentato ulteriormente”. Questo ha chiesto un ulteriore impegno per mettere una tribuna, ma ha permesso ai giocatori di giocare davanti ad un buon numero di spettatori che non ha fatto mancare il proprio sostegno, in particolar modo durante gli incontri degli atleti ticinesi. Nonostante i protocolli elvetici si siano ammorbiditi, sono stati messi a disposizione i dispositivi di sicurezza, non obbligatori ma caldamente consigliati: “In Ticino siamo stati attenti alle fasi della riapertura anche per la vicinanza alla Lombardia, la situazione oggi è buona, ma nonostante non ci sia l’obbligo abbiamo messo a disposizione del pubblico mascherine gratuite e gel igienizzante”.

Per una settimana prima organizzatore, poi giocatore

In campo è emerso un buon livello di tennis nonostante i forfait che hanno coinvolto all’ultimo momento Henri Laaksonen, Viktorjia Golubic e Simona Waltert. Nelle sfide giocate da evidenziare l’assottigliamento del gap tra contendenti nel post virus, confermando il trend di Todi e Perugia, questo ha contribuito al divertimento del pubblico che specialmente nel robin round ha assistito a match lottatissimi. Non sono mancati i giocatori di prospettiva, in risalto i nomi di Jeffrey Von Der Schulenburg e Sun Lulu che ci vengono presentati da Margaroli: Jeffrey ha vinto recentemente il torneo nazionale a Neuchatel, ha compiuto da poco 18 anni ed è stato in top 10 mondiale a livello juniores. L’ho visto giocare in questi giorni ed è migliorato ulteriormente. Alcuni giovani si sono assentati, chi per la scuola chi per altro; però abbiamo buoni prospetti, magari non al livello di Sinner, ma ragazzi che potranno dire la loro – assicura Luca – Tra le donne gioca molto bene Sun Lulu, altra ragazza che ha avuto un’ottima carriera junior anche se dopo aver toccato la top 500 WTA ha perso la classifica perché ha scelto di giocare al college”.

In campo ha trovato spazio lo stesso Luca che ha potuto giocare davanti al pubblico amico di Cadro: Naturalmente questa settimana sono stato più attivo sul fronte organizzativo, quindi il campo è stato un piacevole extra. Ho giocato le prime partite dopo la pausa, l’ho fatto davanti alla mia famiglia e alla gente che mi conosce da quando sono bambino”. Le parole di Margaroli che prima del rientro nel circuito farà qualche apparizione in Serie A1 con Palermo e giocherà l’Interclub in Svizzera. Alla ripresa però non potrebbe essere facile trovare spazio nei tornei come lui stesso ci spiega: Io attualmente sono numero 133 in doppio, ma se si giocherà un torneo ATP a settimana è probabile che molte coppie vengano a giocare nei Challenger, questo porterebbe me e Vavassori dall’essere solitamente teste di serie al rischiare addirittura l’esclusione”. Il pensiero del doppista che in attesa di scoprire cosa riserva il futuro, può godersi il risultato di quella che era partita come una semplice idea.

Conny Perrin: “Serve un impegno reciproco per la ripartenza”

Tra le partecipanti alla manifestazione figurava anche Conny Perrin, numero 236 del mondo recentemente eletta nel ITF World Tour Player Panel. In campo la giocatrice di St-Imier è uscita subito di scena per mano di Lisa Sabino, ma questo non le ha impedito di apprezzare l’iniziativa: In questo periodo è difficile trovare tornei e dobbiamo ringraziare persone come Luca e la sua famiglia che si impegnano per organizzare questi eventi. Tornare in campo è fantastico ed in Svizzera siamo stati fortunati a giocare tornei con buoni prize money”. Allo Swiss Master Cadro il montepremi complessivo era di 45.000 chf + ospitalità, altro aspetto che ha chiesto un impegno non indifferente alla famiglia Margaroli.

Perrin ha poi parlato della sua elezione nel board ITF dei giocatori: Appena l’ho saputo, ho pensato che la creazione del board per i giocatori fosse un’ottima iniziativa. Avremo più voce in capitolo e potremo fare dei passi avanti, abbiamo già fatto qualche incontro e progrediremo step by step – mostra fiducia la svizzera – In questo periodo stiamo provando a fare del nostro meglio per ripartire, non è facile, bisogna trovare gente che voglia organizzare tornei in sicurezza e allo stesso tempo noi giocatori dobbiamo seguire i protocolli. Serve un impegno reciproco”. Precisa Conny che dà molta importanza a quest’ultimo aspetto prima di concludere parlando della futura ripresa in America: “La trasferta negli States resta in discussione, noi al momento però ci prepariamo. Un ulteriore stop potrebbe avere un impatto negativo sul mondo del tennis, quindi è importante ricominciare, poi ognuno è libero di scegliere se giocare o no”.