Le parole di Goran Ivanisevic a TennisMajors, con le quali l’allenatore di Novak Djokovic ha elogiato il lavoro del serbo e si è soffermato soprattutto sulla partita contro Grigor Dimitrov, che avrebbe potuto mettere molto più in difficoltà il proprio assistito di quanto non abbia realmente fatto.

Goran Ivanisevic, coach di Novak Djokovic, ha parlato a TennisMajors dell’impresa che il proprio assistito ha compiuto a Melbourne, dove ha conquistato il decimo titolo dell’Australian Open. “Quello che ha fatto Novak è incredibile. – Ha esordito l’allenatore. – Avevo già allenato Cilic, ma quando si lavora con qualcuno come Novak è tutto diverso. Non c’è spazio per gli errori, bisogna essere consapevoli di molte cose e i giorni che abbiamo vissuto qui in Australia sono stati pieni di nervosismo. È impressionante vedere come per ogni cosa che vada male lui riesca a trovare una soluzione. Non posso credere che sia stato capace di fare quello che ha fatto: si è procurato una lesione lieve, che poi è peggiorata sensibilmente. Ogni giorno ha fatto 37.000 consulti medici per cercare di migliorare, credo sia stato più tempo in macchina in questa edizione che in tutte le precedenti, andando da una parte all’altra. Se mi avessero detto che avrebbe vinto il torneo non ci avrei creduto.

Il lavoro di Djokovic è stato incredibile, ma secondo Ivanisevic a dargli una mano è stato anche Grigor Dimitrov, che il serbo ha affrontato al terzo turno: “Eravamo ottimisti per quanto riguarda i primi due turni perché sapevamo che i rivali erano alla portata, però la partita di Dimitrov…semplicemente non ha giocato nella maniera corretta, non ha impostato bene la partita sul piano tattico. Quel giorno, Novak non poteva muoversi e ha impostato l’incontro giocando vincenti al secondo o terzo colpo di ogni scambio. Aveva timore di quella partita perché Grigor è sempre un rivale pericoloso, però ha sbagliato e ha dato una mano. Da quel momento, il livello di Djokovic è stato spettacolare”. Poi i momenti più belli, quelli che sono arrivati nel momento in cui il campione serbo ha chiuso la partita con Stefanos Tsitsipas, trionfando di nuovo e compiendo un’impresa storica: “Tutte le emozioni che avevo raccolto in più di due settimane sono esplose quando ha vinto e è venuto ad abbracciare tutta la squadra. La verità è che sono orgoglioso di lavorare con Novak, imparo sempre qualcosa, è pazzesco quello che sto vivendo insieme a lui. Il fatto che parliamo la stessa lingua aiuta molto, ma non è facile gestire le sue emozioni quando mi lancia quegli sguardi con i quali sembra che voglia spararmi”.