LA RIVISTA IN EDICOLA - Febbraio 2012
21/04/2010

Ilie Nastase, l’attore del Court

Ilie Nastase, l’attore del Court

 

di Carlotta Clerici - foto Archivio Storico Tennis Italiano

 

Tutti gli anni, mio papà fa in modo di comperare qualche biglietto per il Roland Garros. Perché, dice, io rimanga minimamente aggiornata e sappia distinguere uno spagnolo dall’altro; anche se non è facile.

 

Consapevole dell’importanza di un numerato, rimango seduta per qualche ora sul Centrale, ma, come ne esco, non riesco a trattenermi da una piccola visita sentimentale agli eroi dei miei tempi, di quando ero bambina e papà aveva un appartamento a Londra. Comprato, afferma, "perché di Wimbledon e dello Strand non si può fare a meno".

 

Così quest’anno ho avuto la ventura di trovare sul programma Ilie Nastase, impegnato in un doppio, e mi sono subito affrettata verso un campo secondario ma non di meno completamente esaurito. Ho trovato il mio idolo ingrassato e anche lievemente pelato sotto l’onda del capellone di una volta.

 

L’ho visto arrabbiarsi o fingere di arrabbiarsi, ridere, tentare qualcuno dei suoi numeri da clown e qualche straordinario rovescio. Ho passato un’ora di nostalgia, nella quale si confondevano passato e presente, e all’immagine di quel signore di mezza età si sovrapponeva una sorta di Ariele degli anni Settanta. Quando più tardi mi sono ritrovata a cena con papà, gli ho chiesto di parlarmi di Ilie, di dirmi in che cosa fosse diverso da altri tennisti dei suoi tempi.

 

"E’ stato diverso - ha risposto lui - per una caratteristica fondamentale. Ha introdotto nel gioco lo spettacolo teatrale, direi soprattutto il musica hall. Certo, attori del court ce n’erano già stati. Come Tilden, ad esempio, attore tanto professionale da aver giocato un match e aver recitato nello stesso giorno a Broadway. Ma nessuno era stato tanto irriverente, tanto consapevole che il tennis fosse anche e in qualche occasione soprattutto spettacolo. Qui, in Francia, si dice infatti jouer sia per lo sport che per la scena. Ed ecco che Nasty, scelto dal destino per il palcoscenico dei court, era spinto a giocare, cioè a recitare".

 


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