Campioni da junior...e poi? / Parte II

Continua la nostra inchiesta, dopo gli uomini tocca alle ragazze. Quante sono state capaci di vincere a livello junior e a livello maggiore? Risposta sorprendente...
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  • 1/24 2006. Caroline Wozniacki è ancora in attesa di un crack negli Slam che contano...
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    Selezione immagini: Francesco Camanzi
    16 giugno 2012

    Campioni da junior...e poi? / parte ii

    di Daniele Rossi - foto Getty Images

     

    Dopo esserci occupati dei maschi, la nostra piccola ricerca si rivolge al gentil sesso. Abbiamo visto che fra i vincitori uomini di Wimbledon Juniores, solo cinque sono stati capaci di ripetersi a livello maggiore. Fra le donne il discorso è un po' diverso, perchè la concorrenza è meno spietata e il fattore fisico non è predominante, anche se negli ultimi anni c'è stata un'inversione di tendenza. Fra le vincitrici dell'edizione Junior di Wimbledon, solo quattro hanno saputo vincere Slam a livello maggiore, ma solo due sono riuscite a concedere il bis nei Championships. Vediamo la lista completa, che riserva più di una curiosità: chi fa l'attrice, chi la presentatrice, chi la fidanzata di Billie Jean King,,,

     

    1968: Kristy Pigeon (USA). Gioca solo tre partite a livello professionistico, raccogliendo altrettante sconfitte.

    1969: Kazuko Sawamatsu (JPN). Buona carriera, pioniera del tennis giapponese. Nel 1975 fece semifinale agli Australian Open e quarti di finale a Roland Garros e Us Open.

    1970: Sharon Walsh (AUS). Forte doppista con 30 titoli in carriera, si distinse anche in singolare con una finale agli Australian Open 1979, sconfitta dall'americana Barbara Jordan.

    1971: Marina Kroshina (URS). Di origine ucraina, da Junior vince quasi tutto e in patria diventa una star. Da Pro non riesce a ripetersi. Si toglie la vita nel 2000.

    1972: Ilana Kloss (RSA). Da singolarisa ha un best ranking di 19, in doppio vince un Us Open nel 1976. Una volta ritirata, diventa commissioner del World Team Tennis e compagna di vita di Billie Jean King.

    1973: Ann Kiyomura (USA). Discreta carriera da singolarista (best ranking 33), vince Wimbledon in doppio con la Sawamatsu nel 1975. E pensare che in finale aveva battuto la Navratilova...

    1974: Mima Jausovec (JUG). Poco conosciuta, ma solida top 10 agli inizi degli anni '80. Approfitta dell'improvviso scadimento del torneo femminile al Roland Garros per vincere lo Slam parigino nel 1977. Farà finale anche l'anno successivo e nel 1983, ma perderà dalla romena Ruzici e poi da Chris Evert.

    1975 e 1976: Natasha Chmyreva (URS). Carriera brevissima, in cui fa in tempo a raggiungere una semifinale agli Australian Open e un quarto di finale a New York.

    1977: Lea Antonoplis (USA). Modesta singolarista (best ranking 66), buona doppista.

    1978: Tracy Austin (USA). Talento precossimo, la piccola copia di Chris Evert. Due Us Open, numero 1 nel 1980, gli infortuni le spezzano la carriera a 25 anni.

    1979: Mary Lou Piatek (USA). Molto forte da junior, da Pro solo 2 titoli in carriera, best ranking 31.

    1980: Debbie Freeman (AUS). Anche lei promette fuoco e fiamme da junior, ma fra le grandi non riesce ad essere competitiva e a soli 21 anni lascia il tennis.

    1981: Zina Garrison (USA). La prima afro-americana a sfondare: numero 4 del mondo nell'89, 11 titoli in carriera e finalista a Wimbledon nel 1990, battuta dalla Navratilova.

    1982: Catherine Tanvier (FRA). Bel talento, ma decisamente troppo leggera per gli alti livelli. In singolare vince un solo torneo in carriera, in doppio sette. Due anni fa ha recitato in un film di Jean-Luc Godard.

    1983: Pascale Paradis (FRA). Campionessa junior di quell'anno, si perde nel passaggio al professionismo. Nel 1988 raggiunge i quarti di finale a Wimbledon, ma è l'unico acuto di una carriera anonima.

    1984: Annabel Croft (GBR). Proprio lei. L'affascinante giornalista di Eurosport era un promessa del tennis inglese. Un solo titolo in carriera, mai oltre il terzo turno negli Slam. Meglio da presentatrice.

    1985: Andrea Holikova (CZE). Un'intrusa in una famiglia di famosi giocatori di hockey. Fortissima da junior, a livello maggiore non entra neanche fra le prime 100.

    1986 e 1987: Natalya Zvereva (URS). In singolare quattro titoli Wta, numero 5 del mondo nel 1989, almeno quartofinalista in tutti gli Slam. In doppio 18 Slam e 80 titoli in totale, la maggior parte in coppia con Gigi Fernandez. Peccato che tutti la ricordino solo per quella maledetta finale del Roland Garros '88...

    1988: Brenda Schultz (NED). Alta e con un servizio potentissimo (ha il record del servizio più veloce in ambito femminile, 209 km/h), ha vinto 7 titoli Wta ed è stata Top 10 nel '96. Si ritira nel '99 per problemi fisici, torna a giocare nel 2006 ma non è una grande idea.

    1989 e 1990: Andrea Strnadova (CZE). Fortissima da junior, nel 1991 è la “Newcomer of the year”, ma vincerà un solo torneo in carriera e non entrerà neanche fra le prime 30.

    1991: Barbara Rittner (GER). Due tornei vinti in carriera, best ranking 24, da Pro a Wimbledon non supererà mai il terzo turno.

    1992: Chanda Rubin (USA). Ottima giocatrice lungo tutto l'arco degli anni '90. In carriera vince 7 titoli, è numero 6 del mondo nel 1996, l'anno prima viene nominata “Newcomer of the year”. A Wimbledon però non si spingerà mai oltre il quarto turno.

    1993: Nancy Feber (BEL). Entra a malapena fra le prime 100, e non andrà mai oltre il terzo turno in uno Slam.

    1994: Martina Hingis (SUI). Quando vince Wimbledon Junior ha solo 14 anni. Numero 1, 5 Slam, le sfugge solo il Roland Garros. Si vociferava di un possibile doppio misto alle Olimpiadi con Federer, ma l'idea è tramontata.

    1995: Aleksandra Olsza (POL). Quell'anno vince sia singolare che doppio. La carriera da Pro è fallimentare: fa una fugace apparizione fra le prime 100, a Wimbledon vincerà solo due partite.

    1996: Amelie Mauresmo (FRA). Uno dei più grandi talenti degli ultimi anni. Due Slam nel 2006, in totale 27 tornei. Si ritira nel 2009, da poco ha iniziato a collaborare con Victoria Azarenka.

    1997: Cara Black (ZIM). Sorella di Byron e Wayne, in singolare non combina molto, in doppio vince tutto in coppia con Liezel Huber. Finisce il '97 da numero 1 sia in singolare che in doppio a livello juniores.

    1998: Katarina Srebotnik (SLO). Buona singolarista (4 tornei, best ranking 20), grande doppista. In coppia con Kveta Peschke forma ancora una delle coppie più forti del circuito.

    1999: Iroda Tulyaganova (UZB). Tre titoli minori in carriera (ha battuto la Schiavone in finale a Tashkent nel 2000), è stata anche numero 16. Attuale coach di Akgul Amanmuradova.

    2000: Maria Emilia Salerni (ARG). Modesta singolarista (al massimo secondo turno agli Us Open), meglio da doppista.

    2001: Angelique Widjaja (IND). Detiene il record di aver vinto un torneo Wta (Bali) con il ranking più basso, 579. Per il resto poco da segnalare, anche lei si concentrerà prevalentemente sul doppio.

    2002: Vera Dushevina (RUS). Prometteva molto (in finale sconfisse la Sharapova), ma in carriera ha vinto un solo torneo, nel 2009 a Istanbul. Attualmente numero 93 Wta.

    2003: Kirsten Flipkens (BEL). Troppo leggera, non è mai riuscita a fare il salto di qualità. Zero tornei in bacheca, best ranking 59, adesso langue fra la 200° e la 300° posizione.

    2004: Kateryna Bondarenko (UKR). La minore delle sorelle, ha vinto un solo torneo, a Birningham nel 2008. Parecchio in calo nelle ultimi stagioni, attuale numero 66 Wta.

    2005: Agnieszka Radwanska (POL). Attuale numero 3 del mondo, il suo gioco è uno dei più divertenti e vari del circuito. Ancora un buco però: mai oltre i quarti di finale negli Slam.

    2006: Caroline Wozniacki (DAN). Ex numero 1, in crollo verticale nel 2012. L'ultima scommessa è l'ennesimo nuovo allenatore: Thomas Johansson. Il diritto rimane un problema cronico.

    2007: Urszula Radwanska (POL). Sorella minore di Agnieszka, è più potente ma il suo talento se lo sogna di notte. Ancora giovanissima (è del '90), best ranking 62.

    2008: Laura Robson (GBR). La nuova speranza britannica in realtà è australiana. Appena 18enne, è numero 114 Wta, da seguire.

    2009: Noppawam Lertcheewakarn (THA). Bimane da entrambi i lati, non sembra avere il tennis per sfondare ad alti livelli. Attualmente numero 162 del mondo.

    2010: Kristyna Pliskova (CZE). Ha una sorella gemella che si chiama Karolina, anche lei giocatrice professionista. Giovane, ma ancora lontana dai vertici. Competitiva a livello Itf, non a quello maggiore.

    2011: Ashleigh Barty (AUS). E' del '96, numero 2 del ranking Itf, ha giocato nel tabellone maggiore del Roland Garros quest'anno, perdendo subito dalla Kvitova.

     

    Le magnifiche quattro sono dunque Mima Jausovec, Tracy Austin, Martina Hingis e Amelie Mauresmo, ma solo le ultime due sono state capaci di vincere Wimbledon anche da grandi. Nel discorso donne bisogna anche prendere in considerazione il fenomeno delle “baby-campionesse”, giocatrici che fin da giovanissime erano competitive a livello Wta, come Steffi Graf, Monica Seles, Jennifer Capriati o le sorelle Williams. Come avrete visto, al contrario degli uomini, le giocatrici totalmente scomparse sono molto poche, la maggior parte ha avuto una buona carriera o si è data al doppio. Nelle ultime edizioni spiccano i nomi di Wozniacki e Radwanska, ma il bilancio negli ultimi trent'anni dall'albo d'oro di Wimbledon è sicuramente negativo.

    Tra maschi e femmine dunque, dal 1968 ad oggi, solo 9 giocatori - 6 considerano solo Wimbledon: Borg, Cash, Edberg, Federer, Hingis e Mauresmo - si sono rivelati vincenti sia a livello Juniores che a livello professionistico. Un dato piuttosto sorprendente, ma che testimonia ancora una volta quanto la crescita e la carriera di un giocatore possa essere condizionata da una serie di fattori imprevedibili e di quanto possa essere difficile pronosticare il suo futuro. Ma è anche per questo che il tennis è così bello, no?

     




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