13/01/2010

Aspettando gli Aus Open: le origini

di Daniele Rossi - foto Ray Giubilo

 

Il primo Slam stagionale si avvicina a grandi passi e quale occasione migliore per andare a rivisitare la gloriosa storia degli Australian Open?

Sicuramente il meno affascinante, certamente più povero di tradizione rispetto ai suoi tre "fratelli", il major australiano ha saputo però offrirci negli anni sorprese ed emozioni a non finire. Ha tenuto a battesimo grandi campioni, ne ha rivitalizzati altri in declino, ha dato il via ad imprese epiche e ha saputo regalare gloria imperitura anche ad illustri carneadi.

 

Per anni gli Australian Open sono stati l'anello debole della catena Slam. Una trasferta lunga e faticosa, il caldo soffocante e il ridotto prize money scoraggiava spesso e volentieri i giocatori di punta americani ed europei, facendo sì che per anni si trasformasse in una sorta di campionato nazionale.

 

Ciò almeno fino al 1987 quando coraggiosamente ma saggiamente, la Lawn Tennis Association of Australia decise di abbandonare l'ormai vecchio e logoro impianto con campi in erba di Kooyong, per il nuovo ed avveniristico Melbourne Park in cemento, con tanto di Rod Laver Arena dotata anche di tetto mobile in caso di pioggia o di caldo insopportabile. Grazie a questo rinnovamento gli Australian Open sono tornati a correre al livello degli altri Slam, trasformandosi anche in un terreno di conquista per leggende del tennis quali Andre Agassi e Martina Hingis.

 

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La storia\Cenni storici
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