Wimbledon, fra innovazione (tanta) e tradizione (sempre meno)

L’abolizione della Middle Sunday vede cadere un’altra delle tradizioni di Wimbledon. È il prezzo da pagare per rimanere al passo coi tempi, e all’All England Club lo fanno bene: presentato ufficialmente il progetto di ampliamento dell’impianto, con 39 nuovi campi fra i quali uno stadio da 8.000 posti. Nel frattempo, nel 2002 festeggerà 100 anni il mitico Centre Court

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Foto Ray Giubilo

In un tennis che negli anni recenti è cambiato molto rapidamente, il torneo di Wimbledon vuole continuare a essere il baluardo delle tradizioni, ma anche all’All England Club perdono un pezzo dopo l’altro. Prima l’introduzione del tie-break al quinto set, con la curiosa scelta di fissarlo sul 12-12 (quattro Slam, quattro regole diverse...), e ora anche l’abolizione della mitica Middle Sunday senza tennis. L’avevano già annunciato da mesi, ed è diventato ufficiale con la pubblicazione del programma dell’edizione 2022 dei Championships, per la prima volta spalmati su quattordici giorni. Cade così un’abitudine storica e unica, che dal 1877 era stata calpestata soltanto in quattro occasioni (1991, 1997, 2004 e 2016), sempre per riparare ai troppi match cancellati nei giorni precedenti a causa della pioggia. Dalla 135esima edizione, invece, la domenica di mezzo sarà un giorno come un altro, con metà degli incontri degli ottavi di finale. Insieme alla Middle Sunday sparisce di conseguenza anche il Manic Monday, il super lunedì che per anni ha rappresentato una delle giornate più intense del calendario, con tutti gli ottavi di finale e i primi incroci fra giocatori compresi fra le prime 16 teste di serie, che spesso regalavano partite scoppiettanti in serie.

Nel comunicato con cui hanno ufficializzato la novità, dall’All England Club hanno sottolineato la necessità degli eventi sportivi di “migliorare la loro accessibilità, al fine di raggiungere un pubblico più ampio”. Dopotutto, un giorno in più di tennis vuol dire più soldi dalle tv, più biglietti venduti e un corposo aumento del fatturato, che a Wimbledon non è mai stato la priorità ma comunque ha la sua importanza. La novità avrà certamente un effetto positivo anche sul torneo, eliminando le differenze con gli altri Major e anche la disparità fra coloro che giocavano il terzo turno al venerdì, e quindi avevano la certezza di due giorni di riposo a metà torneo, e chi invece scendeva in campo al sabato. In più, un giorno in più offre agli organizzatori maggiore spazio di manovra, nel caso in cui alcune partite – come spesso accade sotto il cielo londinese – dovessero venire sospese o rimandate a causa della pioggia. A partire dal torneo del 2022 i primi cinque turni (fino ai quarti di finale compresi) verranno divisi su due giorni ciascuno, con match maschili e femminili. Negli ultimi quattro giorni, invece, sarà proposta la classica alternanza fra donne e uomini: giovedì le semifinali femminili e sabato la finale; venerdì le semifinali maschili e domenica la finale.

Foto Ray Giubilo

L’edizione 2022 dei Championships segnerà anche i 100 anni del mitico Centre Court, che verrà celebrato con una cerimonia speciale in programma proprio nella Middle Sunday, domenica 3 luglio. In più, il museo di Wimbledon ha installato una nuova esibizione dedicata al suo stadio principale, intitolata “100 Years of Change”, che mostra tutti i cambiamenti che hanno portato il Centrale alla sua conformazione attuale, dotata dal 2009 di un tetto retrattile. I 100 anni del Centre Court saranno anche il tema dell’intera campagna promozionale del torneo, che verrà lanciata la prossima primavera e comprenderà anche uno speciale asciugamano celebrativo, in vendita negli shop all’interno dell’All England Club. Sempre per l’edizione 2022 sono stati svelati anche i primi dettagli relativi alla vendita dei biglietti, con la notizia più succulenta per gli appassionati che riguarda il ritorno della Queue, la coda-pellegrinaggio più famosa del mondo diventata un appuntamento irrinunciabile per tanti appassionati, che si accampano fuori dai cancelli la notte prima per potersi all’indomani aggiudicare i primi biglietti disponibili.

Altre novità riguardano la nascita del torneo under 14, che si giocherà all’AELTC nella seconda settimana dei Championships, così come una modifica al tabellone del doppio misto. Passerà da 48 a 32 coppie, con un turno in meno da giocare e la finale anticipata al giovedì, sul Centrale al termine delle semifinali femminili. Una scelta che ha attirato le perplessità di Andy Murray, secondo il quale l’idea di snellire il tabellone è intelligente, ma la finale anticipata rischia di diventare un autogol. Non tanto perché si giocherà di giovedì, ma perché organizzarla così presto rende necessario iniziare comunque il torneo nei primi giorni come in passato, e privandosi quindi della possibilità di vedere in gara i top players. “Credo – ha scritto Murray in un dibattito su Twitter –, che il tabellone ridotto andrebbe sfruttato diversamente, facendo iniziare il torneo più tardi. Si potrebbe firmare al venerdì della prima settimana, e ci sarebbe tutto il tempo per concluderlo nel week-end della seconda. Così facendo, tutti quei giocatori di alto livello che dovessero uscire di scena dal singolare nei primi due-tre turni potrebbero essere incoraggiati a partecipare. Così come altri dei principali protagonisti del doppio. Ora si firma al mercoledì mattina, il che significa che solo chi ha perso al primo turno potrebbe farci un pensiero”. Un punto di vista interessante, quantomeno per aumentare la chance di vedere qualche buon giocatore in una disciplina divertente ma dimenticata.

Foto Ray Giubilo

Oltre a illustrare le novità per il 2022, negli ultimi giorni a Church Road sono stati impegnati anche con la presentazione ufficiale dell’enorme progetto di ampliamento dell’impianto. Dovrà passare da diversi iter d’approvazione, anche se non dovrebbe incontrare particolari ostacoli visto che riguarda l’area da 73 acri a fianco del tennis, che oggi ospita un golf club ma ed è di proprietà dello stesso All England Club. Il progetto prevede la realizzazione di 39 nuovi campi, fra i quali un terzo Show Court da 8.000 posti a sedere, con tetto retrattile. Il fine è quello di permettere ai Championships di mantenere degli standard di altissima qualità e di rimanere il torneo di tennis più importante al mondo, con conseguenti benefici per la comunità locale e non solo. La sua applicazione pratica mira a permettere che si disputino all’interno dell’impianto anche le qualificazioni (sempre giocate a Roehampton per non rovinare i campi, ma in condizioni di gioco diverse e spesso criticate dai tennisti), oltre che a garantire più spazio ai tornei giovanili e anche agli allenamenti. Il tutto per rimanere in corsa anche a livello di impiantistica con gli altri colossi del tennis mondiale, in particolare Australian Open e Us Open.

Il totale di campi proposti sembra esagerato, ma è semplicemente calcolato sommando il numero di campi presenti a Roehampton (26, di cui 18 utilizzati per gli incontri delle qualificazioni e 8 per gli allenamenti), più i sei provvisori che attualmente vengono realizzati nel periodo del torneo in delle aree verdi dell’impianto, e altri sei che serviranno per gli allenamenti dei giocatori, così da poter garantire un campo a testa per ciascun giocatore, mentre al momento i tennisti si trovano costretti a dividere le prenotazioni. Naturalmente, quando le qualificazioni verranno trasferite all’AELTC i campi utilizzati non saranno gli stessi del tabellone principale, così da conservare l’erba al meglio, ma torneranno a loro volta utili per gli allenamenti nelle due settimane successive. Un altro obiettivo, data la maggiore quantità di campi a disposizione, è quello di raddoppiare le dimensioni dei tabelloni dei tornei di tennis in carrozzina e del nascente evento under 14, così come di ospitare a SW19 anche le qualificazioni dei tornei juniores. Qualora il progetto venisse approvato senza intoppi, i lavori nella parte nord della zona interessata potrebbero iniziare già nel 2022, quelli della parte sud dal 2023. La stima, visto che per garantire gli standard di Wimbledon l’erba ha bisogno di parecchio tempo, è di aprire i campi nel 2026, e di portarci le qualificazioni dal 2028. Il nuovo stadio, invece, dovrebbe essere pronto nel 2030.

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