Tutti gli strumenti del Genio

Un contratto a vita firmato nel 2006 con Wilson, un amore incontrastato per la sua Pro Staff. Abbiamo ripercorso la storia delle racchette di Roger Federer. Una storia lunga oltre 20 anni

1/10

Nel 2003 Roger conquista per la prima volta in carriera i Championships con una Pro Staff Tour 90 - Foto Ray Giubilo

1 di 5

Sono stati scritti tanti libri e probabilmente saranno anche girati film (lo speriamo un po’ tutti) sulla carriera di Sua Maestà Roger Federer. Un’icona del tennis, forse il più grande giocatore di tutti i tempi, al di là dei numeri, dei record, degli Slam.

Un giocatore, un uomo, un campione, unico, irripetibile. Della sua storia entrano a far parte di diritto anche le sue fide compagne di avventura, le sue racchette. Che lo hanno aiutato a riempire la sua bacheca: 103 trofei vinti, 20 tornei dello Slam, una Coppa Davis, una medaglia d’oro olimpica. Con loro ha sempre deliziato il pubblico con le sue giocate, in ogni angolo del globo. Per oltre 21 anni di carriera, tutte griffate Wilson.

Roger si è presentato al grande pubblico con la racchetta del suo idolo, Pete Sampras, con il quale si è anche scontrato nello storico match di Wimbledon 2001, che per tutti ha segnato il passaggio del testimone. Una racchetta che, tra gli altri, usavano anche Stefan Edberg e Jim Courier: la Wilson Pro Staff 6.0 85.

Un telaio a dir poco proibitivo. 85 pollici quadrati di ovale, profilo sottilissimo da 17 millimetri, peso importante (senza corde) da 340 grammi bilanciato a 30,5 centimetri; 62 punti di rigidità, schema corde 16x18. E incordatura interamente in budello naturale.

In realtà i più appassionati ed esperti sostengono che le Pro Staff 85 di Pistol Pete provenissero dalla fabbrica di Saint Vincent (un’isola dei Caraibi) mentre quelle del giovane Ruggero erano Made in China. “Con questo attrezzo - ha detto lo stesso Roger in un’intervista - ho iniziato a giocare, forse anche troppo presto, a 14 anni. Era molto pesante, ma mi piaceva talmente tanto che l’ho tenuta addirittura fino al 2002”. E noi con quel telaio ce lo ricordiamo vincitore al Palalido di Milano.

All’inizio del 2002 Roger si presentò con una nuova Wilson: Hyper Pro Staff 6.1, con una livrea silver. In realtà stava continuando ad usare la sua 85; la versione in commercio di questa nuova Hyper Pro Staff era addirittura da 95 pollici quadrati. Solo al Roland Garros di quell’anno Federer aumentò il suo ovale passando a un piatto da 90 pollici quadrati, con Hyper Pro Staff 6.0 Yellow. Nel 2003 poi fu la volta della Pro Staff Tour 90. “Da 85 a 90 pollici quadrati il cambio di ovale è stato importante. Pro Staff Tour 90 è la racchetta con cui sono entrato nei top ten, ci sono molto affezionato; ci ho vinto il mio primo Wimbledon, nel 2003. E ho cominciato a cambiare i settaggi dell’incordatura”. Tra l’altro si è aggiunta anche una corda orizzontale, perché il pattern è diventato da quel momento 16x19. Per quanto riguarda le corde, RF ha optato per la soluzione ibrida ma reverse, al contrario: budello Wilson Natural Gut sulle verticali e monofilamento (Luxilon Alu Power) sulle orizzontali; un settaggio scoperto quasi per caso, ma a cui poi si ispireranno molti altri suoi colleghi.

La Pro Staff 90 è in realtà la racchetta che Roger ha continuato a usare per oltre dieci anni fino al 2013, anno dell’altro suo storico cambio di attrezzo.

In questo decennio si sono susseguite nelle mani del campione svizzero cinque versioni (per lui solo paintjob customizzati): nel 2004 si comincia con la Pro Staff nSix.One Tour 90 sempre con Kevlar, grafite e un 10% di Hyper carbon, racchetta più flessibile delle precedenti. Un telaio titolare di 11 tornei dello Slam (due triplette Slam 2004 e 2006), biancorosso come la bandiera svizzera. Poi dal 2007 KFactor Six.One 90: più rigida e potente (per i materiali impiegati), è la racchetta che ha portato Roger a trionfare a Parigi nel 2009. Si torna a una veste grafica più semplice con la rossonera Six.One Tour 90 Blx (con l’aggiunta del “basalto”) e con la successiva di nuovo bianca e rossa: è la Blx Pro Staff Six.One 90.

Come già anticipato, però, Federer sino agli inizi del 2014 ha continuato a usare il medesimo telaio (la Pro Staff Tour 90 commercializzata nel 2003), camuffato nelle diverse livree. In questa lunga parentesi, nel 2006 (la sua stagione più vincente) lo svizzero ha firmato con Wilson un contratto a vita, che anche dopo il ritiro lo vedrà impegnato come ambasciatore del marchio americano.

Dopo la sua annata meno soddisfacente, il 2013, culminata con la sconfitta a Wimbledon per mano di Stakhovsky, Roger Federer decide di iniziare la nuova stagione con grandi cambiamenti: annette Stefan Edberg al suo staff tecnico e gioca sino a giugno 2014 con un prototipo Wilson tutto nero. Qualcosa di misterioso nelle sue mani lo si era già avvistato in due tornei estivi sul rosso, Amburgo e Gstaad, ma nelle prime dichiarazioni del 2014 in Australia, RF ci tiene a precisare che la nuova racchetta non è quella dell’estate precedente. “E’ un fatto che il tennis sia uno sport in continua evoluzione, e con esso pure la tecnologia delle racchette. Ma bisogna sempre pensarci due volte prima di cambiare attrezzo. Ora mi sembra arrivato il momento di cambiare qualcosa nel mio”.

Con il senno di poi molti si sono chiesti: Roger, ma perché non ci hai pensato prima? La nuova Wilson Pro Staff RF97 Autograph è la prima che porta il nome di Roger Federer e che è impreziosita dalla sua firma serigrafata, ma soprattutto è la prima 97 tra le mani del Re: un cambio epocale, questa volta vero, e significativo. Sono addirittura 97 i pollici quadrati dell’ovale, decisamente aumentato in ampiezza, segno che il tempo passa e che pure Federer ha capito di doversi in qualche modo rendere la vita più facile.

L’unica immagine negativa del suo tennis (almeno fino al 2009) che molti tifosi e appassionati avevano tristemente negli occhi erano le steccate con il rovescio coperto a una mano, magari provocate dal dirittone mancino carico di top di Rafa Nadal.

Colorazione rossa (segno della statunitense Wilson) e nera, con qualche inserto bianco, la Pro Staff RF97 Autograph pesava 340 grammi con bilanciamento a 30,5 centimetri (senza incordatura) e profilo da 21,5 millimetri (dai 17 del 2001...). Il passaggio brucia le tappe: Roger avrebbe dovuto esordire con la nuova arma a Flushing Meadows, ma già nei Masters 1000 americani ne fa sfoggio. Per i comuni mortali, ecco un modello decisamente più giocabile e meno pesante (315 grammi senza corde e poco più bilanciato in avanti): la Pro Staff 97.

La novità viene annunciata in estate: “Mi ricordo ancora quando da piccolino indicai subito una Wilson a mio padre. Era la mia prima racchetta!". Con questa frase inizia il video di presentazione della nuova racchetta, disponibile da settembre e con qualche giorno di anticipo negli store di Flushing Meadows.

Dopo Wimbledon 2016, Federer si ferma e termina anzitempo la stagione. In Australia, a inizio 2017, il Maestro si presenta con la nuova versione total black della Pro Staff RF97 Autograph, elegantissima, perfetta per il suo stile. Alternanza di opaco e lucido (black Velvet e black tuxedo) con le scritte in argento incise col laser; un “abito” rigorosamente da sera, sull’onda della moda di altri settori (auto e hi-tech per esempio). Le novità sono estetiche e impreziosiscono il look dell’attrezzo: c’è anche la faccia stilizzata del Campione e la scritta Designed with Roger in Switzerland - Engineered in Chicago. “E’ stato emozionante partecipare dall’inizio alla fine alla progettazione di questa racchetta. Abbiamo scelto il nero perché simbolo di classe, stile, eleganza, come lo smoking”.

E’ la racchetta che gli vediamo in mano ancora oggi, per molti la più bella di sempre. Nel 2018, in concomitanza con la stagione sull’erba, Federer si è esibito con l’edizione bianco-nera della Pro Staff RF97 Autograph, con due inserti bianchi a ore 3 e ore 9; “abbiamo messo il bianco della camicia allo smoking” - aveva dichiarato. Non farà molta strada, tanto che subito dopo Wimbledon viene accantonata, forse più per motivazioni psicologiche, chissà...

Infine, nell’ottobre 2017, dopo averlo già lanciato con i modelli Burn e Blade, Wilson inserisce nella linea Pro Staff il CounterVail (una tecnologia aerospaziale).

Nel 2020 è confermato il nuovo (speriamo non ultimo) cambio di Roger. Se ne saprà di più il 14 settembre, quando potremo svelare le immagini ed eventuali ritocchi in termini di specifiche. La racchetta è invece prevista nei negozi a partire da lunedì 28 settembre

Nel 2018, in occasione della seconda edizione della Laver Cup, a Chicago, Wilson prepara una limited edition della RF97 Autograph completamente rossa. L’idea viene poi riproposta, sempre in tiratura limitata, nel 2019 con un look tutto nuovo, in blu, dedicato ai colori del team Europa: finitura alternata opaca e lucida a ore 3 e ore 9, con dettagli neri e argentati. Due vere chicche.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
TUTTO SU ROGER, RAFA E NOLE