di Aliosha Bona
- 04 September 2020

Serena, Azarenka e Pironkova: mamme in grande spolvero a New York

Lo Us Open è lo Slam delle mamme: erano nove ai nastri di partenza. A Serena e Vika, si aggiunge una super Pironkova al terzo turno.

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La lista è lunghissima, forse mai come oggi. La 'bolla' di New York è stata piacevolmente insidiata da mamme in veste di campionesse. Troppo facili gli esempi di Serena Williams e Vika Azarenka, entrambe ex numero uno al mondo che tra una vittoria e l'altra hanno avuto la forza di dare alla luce. Due passati diversi ovviamente, un presente simile per quanto riguarda gli obiettivi. Dopo la vittoria al Western & Southern Open, la bielorussa si è iscritta di diritto all'elenco delle papabili vincitrici degli Us Open. Serena invece è da considerare sempre e comunque un pericolo costante nonostante l'avvicinamento tribolato allo Slam americano.

Azarenka ha definito la nascita del piccolo Leo come il dono più grande della propria vita, mettendolo sempre in primo piano tra questioni personali e la battaglia legale con l'ex compagno. Con la Williams abbiamo invece imparato a conoscere Olympia, che durante il periodo di fermo dal tennis ha posato con fare ribelle sul campo, assieme alla mamma e con una piccola Wilson in mano.

Se Serena e Vika, come detto, rappresentano due esempi lampanti di come si possa tornare a competere nonostante un parto e un figlio (o più) da mantenere, lo stesso si può dire parlando di Kim Clijsters. La belga non è riuscita a superare lo scoglio dell'esordio contro la ventunesima testa di serie Alexandrova. La storia della trentasettenne di Bilzen non ha eguali nel mondo della racchetta: tre figli, dal 2008 al 2016 e l'ennesimo ritorno a distanza di 8 anni datato lo scorso anno. Tra le mamme in main draw agli Us Open, ma già eliminate tra primo e secondo turno, spiccano anche i nomi di Vera Zvonareva, Kateryna Bondarenko, Patricia Maria Tig, Tatjana Maria e Olga Govortsova.

Tra le mamme sopravvissute alle prime due uscite, c'è una sorprendente Tsvetana Pironkova. Di anni ne ha 32, ben più giovane di Clijsters, anche se non più una ragazzina: tre anni fa la nascita di Alexander prima di approcciare il lento rientro alle competizioni. Tra infortuni e attese non rispettate a dispetto di una mano a dir poco educata, Pironkova si ritrova al terzo turno degli Us Open con l'obiettivo di divertirsi: “Con la maternità - racconta la bulgara, che ora è attesa all'esame Vekic - cambia tutto, le priorità non hanno più nulla a che vedere con quelle che hai avuto prima. Niente è più lo stesso. Ma anche solo l’idea che un giorno mio figlio mi avrebbe potuto vedere sul campo da tennis mi ha dato una motivazione in più, rendendomi felice, e insieme, diventare madre, mi ha tolto la pressione extra che avevo prima. Quando vivevo la partita come una questione di vita o di morte. Oggi invece stare in campo è soprattutto divertimento”.

A marzo l'annuncio ufficiale del ritorno sul circuito: "Ero convinta - prosegue in conferenza stampa - non avevo dubbi di aver preso la giusta decisione al momento giusto, ma la pandemia qualche dubbio me l’ha fatto venire. Anche se poi questa forzata attesa si è trasformata in positivo, mi ha dato ancor più tempo, 5-6 mesi, per prepararmi ancora meglio. Ero preparata mentalmente al rientro alle gare, non c’è niente di super nuovo per me sul Tour, mi sento bene, mi muovo bene, colpisco bene la palla, perché non dovrei vincere partite?”.

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