Novak Djokovic: "Se io, Federer e Nadal siamo ancora in alto c'è un motivo"

Le dichiarazioni del numero uno al mondo dopo il nono titolo vinto agli Australian Open

Foto Ray Giubilo

Un altro successo agli Australian Open, il nono su altrettante finali giocate a Melbourne. Novak Djokovic ha superato in tre set Daniil Medvedev al termine di una prova a dir poco perfetta e adesso guarda con sempre più fiducia al futuro. "Ora, dopo aver raggiunto lo storico risultato di settimane al numero 1 ATP, sarà per me un sollievo perché concentrerò tutta la mia attenzione principalmente sugli Slam - confessa Nole -. Non ho intenzione di essere imbattuto quest'anno, sia chiaro, ma voglio vincere ogni partita che gioco. La rivalità con Roger e Rafa? Mi ispirano, la concorrenza tra noi è su più aree. Siamo riusciti tutti e tre a giocare il nostro miglior tennis negli Slam perché abbiamo acquisito negli anni un'esperienza tale da saper come vincere in 5 set. I ragazzi più giovani sembrano comunque vicini. Per Tsitsipas, Zverev, Medvedev è solo una questione di tempo, si spera non così vicino. Se io, Rafa e Roger siamo ancora in alto c'è un motivo".

Nole ha risposto anche alle domande sul recente passato, dall'infortunio rimediato contro Taylor Fritz passando alla squalifica subita agli Us Open. "Si trattava di uno strappo muscolare sull'addome obliquo. Ho sentito che era uno strappo per lo "schiocco" e per come mi sono sentito dopo. "Cosa abbiamo fatto sui muscoli? Vedrete i dettagli nel documentario alla fine di quest'anno con tutto ciò che è stato fatto dietro le quinte. La squalifica a Flushing Meadows? Mi ha segnato. Stavo andando bene e mi sentivo alla grande, poi ci sono stati alti e bassi fino alla fine della stagione. È stata una sensazione strana, come una sorta di mancanza di motivazioni".


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