di Lorenzo Ercoli
- 06 October 2020

Nadia Podoroska e la filosofia zen che vale una semifinale a Parigi

La 23enne argentina approda tra le migliori quattro al Roland Garros e corona un anno decollato grazie alla collaborazione con Pedro Merani, allenatore di bowling ed inventore di una filosofia zen

Foto Ray Giubilo

Prestigio sì, ma anche soldi: questo è quanto vale la semifinale al Roland Garros 2020 per Nadia Podoroska. Sul volo di ritorno l’argentina darà sicuramente più di un’occhiata al ricco assegno, non tanto per avarizia, ma perché dal suo approdo nel circuito ha passato il tempo a contare pesos e a dormire sui divani di amiche, allenatori e colleghe, se non addirittura in aeroporto. Nadia è dovuta diventare grande in fretta, solo un paio di mesi fa si è riuscita a prendere un appartamento in affitto ed il pezzo di carta che riceverà a fine torneo sarà fresco ossigeno per lei. Prima però le converrà studiare l’incontro che vede protagoniste Martina Trevisan e Iga Swiatek, perché dovrà affrontare una delle due per un posto in finale.

Frech, Cristian e Wang: queste le tre avversarie sconfitte per raggiungere il secondo main draw slam della carriera. Il primo percorso perfetto nelle qualificazioni è invece datato agosto 2016, Nadia aveva solo 19 anni, approdò in tabellone agli Us Open e nell’emisfero opposto iniziarono a sprecarsi i paragoni con Gabriela Sabatini. Se Podoroska sarà un fuoco di paglia o meno non è dato saperlo, ma di certo ha già messo il suo nome su un record dato che con la vittoria ottenuta su Elina Svitolina è diventata la prima qualificata di sempre ad approdare in semifinale al Roland Garros.

Ad inizio stagione l’approdo tra le prime 200 con la vittoria di Petit-Bourg e la prestigiosa semifinale a Newport Beach, alla ripresa è approdata tra le migliori quattro al 125K di Praga e ha trionfato al W60 di Saint-Malo. A pensarci bene Nadia aveva tutto per poter essere una sorpresa a Parigi e se fino ai quarti ha trovato un tabellone spoglio per gli standard di uno slam, non ha fallito la prova del nove contro Svitolina, della quale in un’altra vita sarebbe potuta essere connazionale viste le evidenti origini ucraine. Un 2020 fantastico quindi per la sudamericana e per quanto strano sorge il dubbio che il merito possa essere anche di Pedro Merani. Un anno fa infatti Nadia ha avviato una particolare collaborazione con Pedro che vive a Doha dove allena la nazionale di bowling del Qatar. Merani ha elaborato un sistema in cui le neuroscienze e il bompu zen si incontrano, dando vita ad una variante della scuola del buddismo, senza includere però la parte religiosa. Essere diffidenti è lecito, ma Nadia è convinta: “È un aspetto su cui non avevo mai lavorato: non è legato alla psicologia, ma piuttosto è un processo di conoscenza di sé tramite degli esercizi di meditazione, rilassamento e visualizzazione”. Ha spiegato in questi giorni, rispondendo ai dubbi di curiosi e scettici; con la certezza che quelli non convinti dalle parole abbiano cambiato idea guardando i risultati.

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