Matteo Berrettini: "Provo empatia nei confronti di Djokovic. Australian Open? Posso vincere"

Matteo Berrettini, dopo esser stato eliminato dall'ATP Cup, si esprime in conferenza stampa sul caso Novak Djokovic: l'azzurro, pur riconoscendo l'importanza della vaccinazione, prova empatia nei confronti del numero uno del mondo

Matteo Berrettini - Foto Ray Giubilo

L'Italia di Jannik Sinner e Matteo Berrettini, nella notte, è stata eliminata dall'ATP Cup per mano della Russia. Il finalista in carica di Wimbledon, allora, si è presentato in conferenza stampa per analizzare le principali tematiche concernenti l'attualità, tra le quali spicca il caso relativo al visto di Novak Djokovic. "Provo empatia nei confronti di Djokovic - ha riflettuto il numero 7 del mondo -, nessuno vorrebbe mai trovarsi in una situazione del genere: non so neanche per quante ore l'hanno rinchiuso in quella stanza, non oso immaginare. Al contempo, comprendo il sentimento del popolo australiano: non dev'essere stato facile, per loro, subire quel lockdown così stringente in questi due anni. Io, personalmente, sono vaccinato, ma ho seguito da vicino questa situazione, era troppo importante per poterla ignorare".

L'azzurro si è anche espresso sugli Australian Open che stanno per iniziare, commentando nella seguente maniera: "Credo ci sia un bel gruppo di tennisti che possono vincere il torneo e, tra questi, ci sono anche io. Devo pensare di poter conquistare il trofeo. Per il resto, Zverev sta giocando molto bene, Tsitsipas sta migliorando sempre più la sua condizione, Sinner anche può fare grandi cose. Secondo me è bello quando ci sono diversi tennisti che possono puntare alla vittoria finale".

Infine, un commento sul match andato in scena qualche ore fa, quello perso contro Daniil Medvedev per 6-2 6-7 6-4. "Ho affrontato uno dei migliori tennisti al mondo - ha affermato Berrettini -, nonché colui che ha conquistato l'ultimo trofeo Major e uno dei principali favoriti per l'Australian Open. Mi serve passare da match come questi per migliorare, magari la prossima volta sarò io a trionfare. Già l'anno scorso mi sentii molto più indietro rispetto a Medvedev di quando non mi sia sembrato oggi, questo mi rende contento. Di rovescio - ha proseguito il capitolino - penso di aver giocato bene, anche se non sarà mai una grande arma come il servizio e il dritto, inoltre credo di aver interpretato molto bene l'incontro dal punto di vista tattico".

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