Tennis di famiglia: i fratelli e le sorelle della racchetta

Matteo e Jacopo Berrettini giocheranno il doppio insieme a Cagliari, aggiungendosi al lungo elenco di fratelli e sorelle che hanno popolato e popolano il circuito maggiore. Fra storie di successo come le Williams, i Murray, i Bryan o i Safin, e altri che invece non sono riusciti a reggere il peso di un cognome illustre. Ecco le più famose

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Foto Felice Calabrò

Matteo Berrettini è finalmente pronto a fare il suo rientro nel circuito dopo l’infortunio addominale di Melbourne, ma c’è ancora qualche dettaglio da mettere a punto. Così, per non calcare troppo la mano in vista dell’ormai imminente Masters 1000 di Monte Carlo, il numero 10 del mondo ha deciso di giocare solo in doppio al Sardegna Open di Cagliari, scegliendo un partner speciale come il fratello Jacopo, di due anni più giovane e anche lui tennista professionista. Una particolarità che ha attirato l’interesse degli appassionati, e aggiunto un’altra coppia al lunghissimo elenco di fratelli che negli anni hanno frequentato i circuiti ATP e WTA, con più o meno fortuna. Un viaggio attraverso le storie più conosciute.

La presenza in tabellone di Berrettini/Berrettini (sfideranno gli argentini Duran/Pella) non è una novità assoluta: Matteo e Jacopo, attualmente numero 507 del ranking di singolare, hanno già giocato insieme in un paio di occasioni, l’ultima nel 2017 al Challenger di Cortina d’Ampezzo, dove si arresero nei quarti di finale. In Italia, il caso più famoso di fratelli tennisti è quello di Adriano e Claudio Panatta. Il primo non ha bisogno di presentazioni, ma anche il secondo, di dieci anni più giovane, è stato un ottimo giocatore. È arrivato al numero 46 della classifica mondiale nel 1984, vincendo un titolo ATP l’anno seguente, sulla terra di Bari. Nel femminile, invece, sono arrivate entrambe fra le prime 100 del mondo le sorelle modenesi Adriana e Antonella Serra Zanetti. Adriana, classe ’76, è arrivata al n.38 WTA ed è stata la prima italiana a raggiungere i quarti all’Australian Open (2002), mentre Antonella è stata numero 60 al mondo nel 2006.

Avere un fratello numero 5 del mondo può diventare un problema, specialmente quando l’obiettivo è lo stesso ma fra i risultati c’è una differenza enorme, ma a Petros Tsitsipas, classe 2000 e numero 981 ATP, avere Stefanos in casa ha regalato anche qualche discreta opportunità. Come due edizioni dell’ATP Cup, oppure un paio di wild card per dei tornei del Tour di singolare (barattate con la presenza del fratello) e una manciata di apparizioni in doppio. Addirittura, quest’anno il giovane Petros è riuscito a strappare persino l’esordio in un torneo del Grande Slam, giocando accanto al fratello all’Australian Open. Non sono riusciti a superare il primo turno, ma si sono riscattati qualche settimana dopo a Rotterdam, vincendo il loro primo match nel Tour. In precedenza, le uniche vittorie dei due fratelli grechi erano arrivate nel 2016 in Italia, in uno dei tanti tornei Futures di Santa Margherita di Pula. Raggiunsero la finale, ma dovettero arrendersi.

Foto Ray Giubilo

Il primo tennista di famiglia è stato papà Alexander, che nel 1979 ha rappresentato l’URSS in Coppa Davis, ma non è mai riuscito ad arrivare fra i primi 100 al mondo. È andata decisamente meglio ai suoi figli: prima è stata la volta del mancino Mischa, che col suo tennis serve&volley è arrivato fino al numero 25 del mondo, poi è toccato ad Alexander, di dieci anni più giovane, che ha ottenuto – e otterrà – risultati ben diversi. Proprio l’esplosione del giovane “Sascha” è stata lo stimolo che qualche anno fa ha riportato in alto il fratello maggiore: pareva un ex giocatore ormai da qualche stagione, tanto da aver iniziato ad accompagnare il giovane in alcuni tornei, invece ritrovò la forma e le motivazioni per arrivare nei primi 30 del mondo. Curiosa l’enorme differenza di stile fra i due, che sono legatissimi. Insieme hanno vinto due titoli ATP: nel 2017 a Montpellier e nel 2019 ad Acapulco. Fra i big del Tour ha giocato una volta il doppio col fratello anche Gael Monfils: lui e Daryl, classe ’93 e mai nel ranking ATP, persero all’esordio nel 2012 a Montpellier.

Foto Ray Giubilo

Senza ombra di dubbio le sorelle più famose nella storia della racchetta. Per quello che hanno significato e continuano a significare per il nostro sport, e anche per tutti i successi raccolti, sia a livello individuale sia in doppio. Infatti, oltre ad aver raccolto 30 Slam di singolare in due ed essere state entrambe in testa alla classifica WTA, le figlie del mitico Richard hanno conquistato anche quattordici (!) Major in coppia, completando per due volte il Career Grand Slam. Avevano l’abitudine di giocare insieme soprattutto nei primi anni di carriera, poi il doppio ha gradualmente perso appeal e anche loro si sono accodate al lungo elenco delle big che l’hanno snobbato sempre di più, ma ogni tanto capita ancora di vederle insieme. Nel 2018 al Roland Garros la loro ultima partita in coppia, due anni prima a Wimbledon l’ultimo titolo in un Major. Insieme Serena e Venus hanno conquistato anche tre medaglie d’oro alle Olimpiadi: Sydney 2000, Pechino 2008 e Londra 2012, sui prati dell’All England Club. Talvolta giocano il doppio insieme (l’ultima a Dubai) anche le gemelle Karolina e Kristyna Pliskova: hanno raggiunto 4 semifinali WTA, mai una finale.

Andy e Jamie Murray sono fra i pochi fratelli nella storia della racchetta ad aver vinto entrambi un titolo del Grande Slam – ma non insieme – e ad essere stati in testa alla classifica mondiale, ma in due specialità diverse. Andy, di un anno più giovane, ha vinto tre Slam in singolare; il mancino Jamie se n’è presi due in doppio, Australian Open e Us Open. I due hanno giocato il doppio insieme in tante occasioni, ma soprattutto in Coppa Davis (conquistando delle vittorie importantissime per il Regno Unito) e mai in un torneo del Grande Slam. A livello ATP hanno vinto due titoli: nel 2010 a Valencia e l’anno successivo a Tokyo. Titolo Slam e numero uno anche per i fratelli Cara e Byron Black. Lei ha vinto tantissimo fra doppio e misto, lui ha saputo conquistare un solo Slam ma ha comunque chiuso la carriera con 22 titoli ATP, guidando la classifica di doppio nel 1994. Ha vinto dei Major (quattro: 2 in doppio e 2 nel misto, di cui uno con la sorella) anche il terzo fratello Wayne, che però non è mai riuscito a diventare numero uno. Stesso discorso per la famiglia Sanchez: Arantxa ha vinto svariati Slam ed è stata numero 1 in singolare e doppio, mentre Emilio ha guidato la classifica di doppio. Javier, invece, è stato al massimo n.23 in singolare.

Foto Art Seitz

Fra i fratelli ad aver vinto uno Slam ma non insieme anche i McEnroe: John e Patrick. Il primo ne ha collezionati diciassette fra singolare, doppio e misto, mentre il fratello, più giovane, meno famoso e (molto) meno vincente, ha conquistato nel 1989 il successo al Roland Garros. Niente titoli Slam, ma 3 su 3 fra le prime 10 al mondo per le sorelle bulgare Maleeva. La più famosa, nonché la più anziana, è Manuela, non solo perché è stata la più forte delle tre, vincendo 19 titoli WTA e arrivando al numero 3 della classifica, ma perché era in campo in occasione dell’accoltellamento a Monica Seles, uno degli eventi tristemente noti nella storia della racchetta. Nei tornei del Grande Slam ha raggiunto al massimo due semifinali, oltre ad aver vinto lo Us Open 1984 nel misto, mentre le sorelle si sono fermate ai quarti. Magdalena, la più giovane, è stata numero 4 del mondo vincendo 10 titoli, la sorella Katerina invece è arrivata al numero 6.

Foto Ray Giubilo

La coppia di fratelli più famosa nella storia del tennis? Facile: Bob e Mike Bryan. I gemelloni californiani hanno dominato il circuito di doppio per oltre un decennio, conquistando sedici Slam (in 30 finali), un centinaio di titoli ATP e anche un Oro Olimpico, nel 2012 a Londra. Mai nessuno era riuscito a dominare quanto loro, e difficilmente qualcuno ci riuscirà negli anni a venire. Oltre ai Bryan, gli unici fratelli capaci di vincere uno Slam in coppia nell’Era Open sono stati gli altri statunitensi Gene e Sandy Mayer. Hanno conquistato due Major a testa, di cui uno insieme, il Roland Garros del 1979. Si sono fermati in finale, invece, i gemelli Tim e Tom Gullikson, entrambi top-5 in doppio e finalisti ai Championships nel 1983. Oggi la coppia di fratelli più forte nel circuito di doppio è quella composta dagli inglesi Ken e Neal Skupski, rispettivamente classe ’83 e ’89. Tre i titoli nel loro palmarès: Montpellier 2018, Budapest 2019 e il più importante conquistato qualche settimana fa ad Acapulco.

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Provateci voi, a fare i tennisti portando lo stesso cognome di quel Novak che sta lassù in cima, e promette di diventare il più grande di tutti i tempi. I suoi fratelli Marko, classe 1991, e Djordje, classe 1995, hanno fatto un tentativo, ma hanno capito presto che era meglio cambiare strada. In realtà il primo non è stato nemmeno malissimo, arrivando al numero 571 del mondo e vincendo un titolo Futures in singolare, mentre il più giovane della famiglia non è mai riuscito a brillare di luce propria, abbandonando definitivamente già a vent’anni. A entrambi il cognome ha regalato qualche apparizione nel circuito maggiore, ma tutte senza fortuna. Marko e Novak hanno giocato il doppio insieme in una decina di occasioni, sfiorando anche la finale nel 2018 a Doha, mentre Djordje ha avuto il privilegio nel 2015 a Pechino, vincendo anche una partita. Oggi a lui è affidata la direzione degli eventi “di famiglia”: l’Adria Tour che tanto ha fatto discutere nel 2020 e l’ATP di Belgrado tornato in calendario dopo una lunga assenza. Sta provando a fare il tennista anche Moritz Thiem, fratello di Dominic: classe ’99, è numero 1479 del mondo.

Foto Ray Giubilo

Negli anni, il circuito è stato popolato anche da tante altre coppie di fratelli e sorelle. Oggi ci sono gli svedesi di genitori etiopi Mikael ed Elias Ymer, rispettivamente numero 92 e 208 al mondo, mentre sono rimasti soli sia Aljaz Bedene (il cui gemello Andraz ha provato a emergere senza successo) sia Arina Rodionova, n.163 Wta, sorella dell’ex n.60 Anastasia. Stesso destino per Urszula Radwanska, sorella minore dell’ex n.2 Wta Agnieszka, che malgrado navighi ormai lontano dalle posizioni di vertice (è stata fra le prime 30) è ancora in attività, e per le ucraine Bondarenko. Alona, ex top-20, ha detto basta; Kateryna – mai oltre il numero 87 – gioca ancora. Fino allo scorso anno c’erano anche i fratelli Melzer, l’ex top-10 Jurgen e il più giovane Gerald (arrivando al numero 68), mentre si sono ritirati da qualche anno sia i Lapentti sia i Rochus. Nicolas Lapentti è stato numero 6, il fratello Giovanni numero 110. Entrambi nei primi 40, invece, i belgi Rochus: il più forte Olivier è arrivato al n.24, vincendo due titoli ATP, Christophe si è fermato al numero 38.

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Impossibile dimenticare, infine, Marat e Dinara Safina, fino a oggi l’unica coppia di fratello e sorella capaci di arrivare al numero uno delle rispettive classifiche mondiali di singolare. Lui, rimasto amatissimo dal pubblico sia per il suo talento sia per le tante leggende (più o meno vere) che circolano sul suo conto, è arrivato in testa alla classifica nel 2000, a soli vent’anni, prima di appendere la racchetta al chiodo nel 2009, con una quindicina di titoli ATP fra i quali due Slam: Us Open 2000 e Australian Open 2005. Proprio gli Slam sono stati invece il grande rimpianto della sorella, classe ’86. Ha giocato tre finali e le ha perse tutte, una a Melbourne e due a Parigi, ma questo non le ha comunque impedito di salire al comando del ranking WTA, nel 2009, per un totale di 25 settimane. Nella sua bacheca 12 titoli WTA e un argento a Pechino 2008.

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