Marco Caldara - 23 giugno 2017

Sfortuna Giorgi: ci si mette anche il fisico

Prima del 2017, Camila Giorgi non si era mai ritirata in tutta la carriera, mentre quest’anno l’ha già fatto due volte. A Birmingham le costa caro un problema alla coscia, che la obbliga ad abbandonare un quarto di finale a livello Premier che attendeva dal 2014. Il problema non dovrebbe essere troppo grave, ma a Wimbledon mancano appena nove giorni.

Camila Giorgi ci sta provando a raddrizzare un 2017 nato male, e negli ultimi due mesi ha sconfitto due top-5 e una top-15, segno che quando tutto va bene il tennis funziona a dovere. Il problema, quest’anno, oltre alla mancanza di continuità che le è costata qualche occasione fallita di troppo, è anche il fisico, che negli anni scorsi è sempre stato uno dei suoi punti di forza. E così eccola passare da zero ritiri in undici anni di attività internazionale fra ITF e WTA, a due nell’arco di nove tornei, e per due ragioni diverse. A inizio stagione ci si è messo un problema alla schiena, che l’ha costretta al ritiro nelle qualificazioni a Dubai e le ha permesso di giocare appena due tornei da metà febbraio a metà aprile, mentre ora è il turno di un problema muscolare alla coscia della gamba destra, che l’ha obbligata a ritirarsi dal WTA di Birmingham. Un ritiro che fa male, perché arriva nel primo quarto di finale a livello Premier dal 2014, sull’amata erba, all’indomani della vittoria contro una top-5 e contro un’avversaria alla portata come Asleigh Barty. In palio c’era quella che sarebbe stata appena la seconda semifinale in carriera in un Premier, preziosa per il morale ma soprattutto per risalire in classifica, e tornare finalmente a evitare l’obbligo di dover passare molto spesso dalle qualificazioni. Ma non è c’è stato nulla da fare. Una partenza tutt’altro che brillante non ha aiutato l’azzurra a dimenticare il fastidio, la temperatura intorno ai 15 gradi ha fatto la sua parte, e sul 5-2 (e servizio) in favore dell’australiana nel primo set l’azzurra ha preferito gettare la spugna.

NOVE GIORNI PER RECUPERARE
Si è deciso tutto in pochi istanti: dopo aver tenuto agevolmente il servizio, l’azzurra – che non aveva palesato particolari difficoltà – ha chiesto l’intervento di papà Sergio, ma più che un consulto da coach, voleva un confronto sul da farsi. Gli ha spiegato di sentire un fastidio eccessivo alla parte interna della coscia (“mi tira troppo”, le parole di Camila), e la reazione del padre per nulla sorpresa lascia immaginare come il problema si fosse palesato già prima dell’incontro. Evidentemente l’azzurra ha voluto provarci comunque, ma appena si è resa conto che era meglio non forzare la situazione ha deciso di mollare, per provare a recuperare in vista di Wimbledon. “Stop, stop, stop”, le ha confermato papà, e così è stato. Il giudice di sedia ha chiesto da prassi l’intervento della fisioterapista (che si è fatta attendere oltre due minuti, malgrado fosse l’unico incontro in corso), ma non c’è stato nessun trattamento. La Giorgi le ha spiegato la situazione e poi è andata a stringere la mano alla Barty, con un espressione piuttosto preoccupata sulla situazione. Al di là dell’entità del problema, che non dovrebbe essere così grave altrimenti la Giorgi non sarebbe nemmeno scesa in campo, resta tanta amarezza perché l’infortunio arriva proprio nel momento sbagliato, sulla superficie che più esalta il suo tennis e alla vigilia di quello che per l’azzurra è il torneo più importante dell’intera stagione. Tuttavia, prima dell’inizio dei Championships ci sono ancora nove giorni. Se il problema non si rivelerà troppo grave, potrebbero bastarle per recuperare al 100%.

WTA PREMIER BIRMINGHAM - Quarti di finale
Ashleigh Barty (AUS) b. Camila Giorgi (ITA) 5-2 ritiro

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