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Paradosso Errani: la sospensione può farle bene

Ora che il peggio sembra alle spalle (aspettando il CAS), il caso doping potrebbe avere un effetto positivo sulla carriera di Sara Errani. La voglia di rivalsa le ha restituito le motivazioni smarrite nei mesi scorsi, e quella che si è ripresentata a Tianjin sembra una Sara vecchio stile. Ha perso 11 game in tre match, ritrovando una sicurezza che mancava da un po'.
Paradosso Errani: la sospensione può farle bene
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Marco Caldara
11 ottobre 2017

In un mondo che spesso va al contrario, siamo proprio sicuri che i due mesi di sospensione per il test antidoping fallito siano destinati a restare solo una nota dolente nella carriera di Sara Errani? Certo, la macchia resterà per sempre e qualche dubbio pure, perché il “più probabile che” su cui è bastata la sentenza ITF non è una certezza e mai lo sarà, ma tutto ciò che ha ruotato intorno allo stop, come il polverone mediatico, le accuse, gli insulti via social e chi più ne ha più ne metta, potrebbe addirittura aver avuto un effetto positivo nella mente – e nella carriera – dell’azzurra. Secondo un proverbio cinese ogni crisi apre a due strade: rovina o possibilità. La romagnola sembrava destinata alla prima già nelle settimane precedenti alla squalifica, perché vinceva molto meno rispetto a prima e non era affatto scontato che trovasse la voglia per ripartire quasi da zero a 30 anni compiuti, dopo varie stagioni nei piani altissimi e con la certezza (o qualcosa di molto simile) che il meglio è già alle spalle. Ma una delle sue qualità è stata sempre quella di trovare forza nelle difficoltà, e proprio la notizia terribile della positività, arrivata a rendere nero il periodo più grigio della sua carriera, potrebbe averle restituito quegli stimoli che altrove non stava più trovando. Ci ha provato cambiando team, lasciando la Spagna e tornando a vivere vicino ai genitori, ma i risultati sperati non si sono visti. Lottava, ma dava l’impressione di farlo più per inerzia che per desiderio, come se le motivazioni fossero di colpo volate via, insieme a qualche problema fisico e a una classifica che peggiorava di settimana in settimana, fino a portarla fuori dalle top-100. Ora, invece, ha finalmente ritrovato qualcosa per cui lottare, per dimostrare a chi l’ha data per finita (o peggio) che può ancora essere competitiva ad alti livelli. La voglia di rivalsa e il desiderio di mettere a tacere tante bocche si sono tramutate in quella grinta che è sempre stata la benzina fondamentale del suo tennis. Tanto che il primo impatto col nuovo rientro nel circuito non poteva andare meglio.

Paradosso Errani: la sospensione può farle bene

UNDICI GAME PERSI IN TRE INCONTRI
Per zittire i critici non c’è miglior modo che vincere, e Sara non ha voluto perdere tempo. Appena è scaduta la sospensione è volata in Cina per un solo torneo, e i risultati le hanno subito dato ragione: al Tianjin Open ha superato le qualificazioni perdendo otto giochi in due incontri, e all’esordio nel main draw si è sbarazzata per 6-2 6-1 di Kateryna Kozlova, giocando un match da Errani vecchio stile, con gambe, solidità, cuore e una sicurezza che nel 2017 non si era praticamente mai vista. La 23enne ucraina di Nikolaev sta cercando di entrare stabilmente a livello WTA e gioca un tennis discreto, ma non sembra avere i mezzi per arrivare troppo più su della 71esima posizione raggiunta il mese scorso, tuttavia l’azzurra l’ha letteralmente spazzata via di superiorità, dominando dall’inizio alla fine un duello slittato avanti di 48 ore a causa della pioggia. Gli organizzatori l’hanno sbattuta sul quarto campo dell’impianto, al calar del sole, con appena una webcam per lo streaming WTA e davanti a non più di dieci persone. Non proprio il palcoscenico ideale per il ritorno nel Tour di una delle sole tre ex top-5 e finaliste Slam al via (con Sharapova e Kvitova), ma un bel simbolo della necessità di ripartire da dietro, lontano dalle telecamere, e sudarsi un traguardo dopo l’altro. È bastato un primo game da undici minuti, chiuso con un pugnetto alla terza palla-break, per capire lo spirito della Sara Errani che si è ripresentata nel circuito, desiderosa di restare appiccicata a ogni punto come ai tempi d’oro, con determinazione da vendere. E soprattutto prontissima per una scalata che da numero 280 del mondo sembra molto complicata, ma non può spaventare una come lei, abituata a lottare anche per il risultato più banale di una carriera in cui di facile non c’è mai stato nulla. Va ricordato che sulla sua testa aleggia il potenziale inasprimento della sanzione chiesto da NADO Italia (deciderà il CAS di Losanna), ma di quello – probabilmente – non se ne riparlerà prima del 2018. Per pensare al futuro c’è tempo, ora c’è un presente da andare a riprendersi.

WTA INTERNATIONAL TIANJIN – Primo turno
Sara Errani (ITA) b. Kateryna Kozlova (UKR) 6-2 6-1

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