
di Fabio Colangelo - foto Ray Giubilo
Era dagli Australian Open del 2009 che un azzurro non superava almeno un turno in uno dei due slam sul cemento. Questo però sembrava il torneo giusto per invertire la rotta, poiché se è vero che due dei tre sorteggi non erano stati tra i migliori, ci si aspettava che almeno Andreas Seppi riuscisse “nell’impresa”. Purtroppo invece, per il terzo major consecutivo sul cemenro, nessun italiano è riuscito a spingersi fino al secondo turno. Come detto la sorte non era stata benevola nei confronti di Fognini e Starace, opposti a Verdasco ed Almagro, rispettivamente numero 8 e 14 del seeding, mentre Seppi affrontava un terzo spagnolo ma molto meno quotato e a suo agio sui campi rapidi come Granollers (94 delle ultime classifiche). A dire il vero si sperava che anche i primi due potessero compiere “l’impresa” visto il cattivo stato di forma dei rispettivi avversari, ed invece il risultato finale è stato Spagna 3, Italia 0.
Fognini reduce dal successo sullo stesso Verdasco a Wimbledon è entrato in campo deciso e convinto di farcela. Come spesso gli accade, ha alternato momenti di gioco di altissimo livello a delle pause che contro giocatori di una certa caratura non ci si può permettere. Ha dimostrato ancora una volta di potersi esprimere bene anche sul duro, e di valere una posizione molto più alta di quella che occupa ora. E’ stato l’unico ad affrontare tutta la stagione americana, nonostante non avesse la classifica per giocare in tabellone in nessuno dei tornei di preparazione, e siamo sicuri che questa scelta ambiziosa e coraggiosa alla lunga darà i suoi frutti. Sta migliorando molto nella gestione della partita e delle emozioni, e nonostante lui non possa essere soddisfatto di questa stagione, ha dimostrato finalmente a se stesso e agli altri di valere almeno un posto nei primi 20-30. Dalla sua ha anche l’età (23 anni) che gli concede ancora tempo per fare esperienza e progredire.
Starace ha lottato 4 set prima di cedere ad un Almagro che dopo i successi sulla terra aveva raccolto solo una vittoria nei due Masters 1000 americani. Potito purtroppo ha dimostrato ancora una volta di voler evitare il più possibile il cemento, giocando solo New Heaven come preparazione a Flushing Meadows. Forse troppo poco in uno sport in cui non si può lasciare più niente al caso.
Anche Andreas Seppi aveva deciso di limitare la sua preparazione al solo torneo di New Heaven, contrariamente a quanto aveva fatto nelle ultime stagioni in cui si era sempre presentato al via di tutta (o quasi) la stagione estiva americana. Granollers sembrava l’avversario ideale per riprendere confidenza col cemento dopo il primo turno della settimana precedente. In vantaggio per due set a zero l’altoatesino si è però inspiegabilmente spento (“Nel quarto set ho avvertito delle contratture dietro la coscia che mi hanno ostacolato i movimenti. Ho perso più per il caldo che per l’avversario”, avrebbe detto poi in conferenza stampa) cedendo di schianto a un giocatore che aveva preparato questo Slam disputando solo un match (perso) sul cemento in un challenger in Spagna.
Altro fattore poco positivo da considerare è che abbiamo avuto solo tre giocatori impegnati nel main draw. Dopo i miglioramenti dal punto di vista quantitativo degli ultimi anni, la speranza è che questo sia solo un episodio, e che si torni ad avere più azzurri in tabellone. Per la qualità per ora dobbiamo continuare a puntare sulle donne…
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