di Giorgio Spalluto - foto Getty Images
La terza giornata degli US Open regala ai nostalgici del serve&volley il trionfo dell’ultimo grande interprete di quel tennis dai gesti bianchi ormai scomparso dai grandi palcoscenici. Michael Llodra, autentico esegeta della materia, ha regalato al pubblico del Grandstand quello che si candida a essere il più grande “upset” del torneo, ai danni di un Tomas Berdych obnubilato dalle continue discese a rete del parigino che non gli hanno dato ritmo. Il numero 7 del seeding, dopo aver perso il primo set al tiebreak per 7-3, sembra poter rimettere le cose a posto in apertura di secondo parziale quando ha a disposizione ben 3 palle break nel 2° gioco. Le prime due (consecutive) vengono annullate da altrettante demivolee di rovescio sopraffine di difficoltà massima. Durante lo stesso game, su una situazione di parità, il transalpino si ferma per un problema alla pianta del piede, già messo a dura prova da un nuovo paio di scarpe acquistato alla vigilia del match. Il medical time-out richiesto da Llodra contribuisce a spezzare il ritmo di Berdych che, nel game successivo, perde per la prima volta il servizio, lui che fino a quel momento non aveva concesso nulla nei suoi turni di battuta. Il numero 35 del mondo, avanti di un break, continua a sciorinare il suo splendido gioco di volo, mantenendo con autorità il proprio servizio e chiudendo il secondo parziale per 6-4. Stesso punteggio nel terzo set con il francese che scappa subito in apertura, non voltandosi più e conquistando dei sei successi più importanti della sua carriera, che conferma il momento straordinariamente positivo del tennis francese che può contare su ben 12 rappresentanti al secondo turno.
Bocciatura senza appello per Tomas Berdych che interrompe così il suo momento magico a livello di slam, dopo la semifinale di Parigi e la finale di Wimbledon. Buon per Murray, la cui strada verso la semifinale si fa sempre più in discesa. Il ceco, infatti, era l’avversario più ostico nel quarto dello scozzese che oggi ha esordito in maniera soft con lo slovacco Lukas Lacko, regolato col punteggio di 6-3 6-2 6-2. Niente più che un allenamento agonistico per il numero 4 del mondo che ha perso solo una volta il servizio in apertura di secondo set, al termine di un game impreziosito dal colpo schiena alla rete (ma non sotto le gambe) del giovane slovacco.
Prossimo avversario dello scozzese sarà l’eccentrico giamaicano Dustin Brown che non ha lasciato nemmeno un set allo spagnolo Ruben Ramirez Hidalgo, sconfitto per 6-4 7-6(6) 7-5.
La seconda testa di serie a dire addio anzitempo al torneo newyorkese è la numero 15. Ivan Ljubicic ha ceduto per 6-3 6-7(4) 6-3 6-4 a una delle grandi speranze del tennis statunitense, quel Ryan Harrison che due anni fa aveva fatto parlare di sé per essere diventato il terzo più giovane tennista ad aver vinto un match a livello Atp, dopo Gasquet e Nadal, all’età di 15 anni e 11 mesi. Un predestinato della racchetta che, al prossimo turno, se la vedrà con uno dei giocatori più “caldi” del momento, l’ucraino Sergiy Stakhovsky vincitore per 6-7(8) 7-5 6-4 6-2 sull’australiano Luczak. Non è andata altrettanto bene all’altro giovanissimo yankee al debutto agli US Open, Bradley Klahn, vincitore quest’anno del titolo NCAA, che ha strappato comunque un set al più titolato connazionale Sam Querrey.
I risultati
[4] A Murray (GBR) d L Lacko (SVK) 63 62 62
M Llodra (FRA) d [7] T Berdych (CZE) 76(3) 64 64
[14] N Almagro (ESP) d P Starace (ITA) 46 64 64 76(5)
R Harrison (USA) d [15] I Ljubicic (CRO) 63 67(4) 63 64
[20] S Querrey (USA) d B Klahn (USA) 63 46 75 64
S Stakhovsky (UKR) d P Luczak (AUS) 67(8) 75 64 62
D Brown (JAM) d R Ramirez Hidalgo (ESP) 64 76(6) 75
M Granollers (ESP) d A Seppi (ITA) 26 57 63 62 63
G Garcia-Lopez (ESP) d L Kubot (POL) 63 62 76(4)
V Hanescu (ROU) d C Berlocq (ARG) 62 64 63
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