Marco Caldara - 25 agosto 2017

Welcome to the Us Open, Stefano Travaglia

Stefano Travaglia ci ha preso gusto: dopo Wimbledon, il 25enne ascolano conquista anche il tabellone dello Us Open. Un risultato che vale un sacco, per morale, classifica e portafoglio. Con gli ultimi due Slam "Steto" ha incassato tanto quanto nei sei (!) anni dal 2011 al 2016: soldi fondamentali per investire in ottica top-100.

Lo scorso fine settimana, appena arrivato al Billie Jean King National Tennis Center di New York insieme alla fidanzata e a coach Federico Torresi, Stefano Travaglia si è scattato una foto sotto la scritta “Welcome to the Us Open”, pronta ad accogliere le oltre 400.000 persone che da lunedì assieperanno i campi dell’ultimo Slam dell’anno. Non poteva sapere che solo qualche giorno più tardi quel selfie sarebbe diventato il simbolo del suo torneo, iniziato lunedì con le qualificazioni e pronto a scattare di nuovo sette giorni più tardi, con un benvenuto dal sapore diverso. Non più quello riservato ai 128 del torneo di qualificazione, bensì lo stesso che spetta ai 128 del main draw, fra i quali ci sarà di nuovo anche lui, come già il mese scorso a Wimbledon. Aveva lasciato il suo primo Slam con una ferita aperta, un KO per 7-5 al quinto contro Andrey Rublev troppo amaro per digerirlo, e allora ha scelto di metterci una pietra sopra nel modo più gustoso e più difficile. Il suo preferito. È fatto così: il terribile incidente domestico del 2011 sembrava avergli strappato di mano il suo grande sogno, e lui se l’è ripreso, mentre la sconfitta con Rublev aveva macchiato l’esperienza più importante della sua carriera, e lui si è regalato subito una seconda chance, dimostrando che sì, l’appetito vien mangiando. Fino a un paio di mesi fa nei Major aveva giocato tre volte le qualificazioni, senza mai passare un turno. Poi ha vinto tre partite a Roehampton e si è guadagnato i Championships, ne ha vinte altre tre a Flushing Meadows e si è regalato lo Us Open, diventato realtà nel doppio 6-3 con cui si è sbarazzato del tedesco Peter Gojowczyk, numero 105 del ranking ATP e semifinalista solo un mese fa all’ATP 250 di Newport. Era favorito il 28enne di Monaco Di Baviera, per classifica, esperienza, trascorsi Slam e pure scontri diretti, visto che l’aveva battuto nelle qualificazioni del Roland Garros. Invece la partita l’ha fatta “Steto”, dall'inizio alla fine.

80.000 EURO DI POSSIBILITÀ
Le qualificazioni del 25enne di Ascoli Piceno sono state un successo: due set a zero al primo turno al kazako Aleksandr Nedovyesov, due set a zero al secondo round a Christian Harrison e due set a zero anche al turno decisivo, stretta di mano e poi giù, sdraiato sul Decoturf a godersi l’applauso del Campo 13, uno dei più grandi fra quelli riservati alle qualificazioni. Qualcuno dirà che c’è poco da festeggiare, perché il tabellone vero e proprio lo stavano sorteggiando mentre lui si guadagnava un posto in extremis, ma è il bello della vita di chi deve passare dalla porta sul retro: i traguardi più sudati sono anche i più gustosi. E poi, a costo di essere ripetitivi, per chi veleggia nel mare aperto del tennis, abituato ad attraccare lontano dai porti più chic, i soldi di uno Slam hanno un peso enorme. Solo fra Wimbledon e Us Open, ancora prima di scendere in campo a New York, Travaglia si è già garantito circa 80.000 euro, gli stessi incassati sommando l’intera attività di 2011, 2012, 2013, 2014, 2015 e 2016. Sì, avete capito bene, sei anni di fatica e spese, e 115 tornei fra Challenger e Futures, eguagliati con soli due primi turni Slam. E guai a credere che siano 80.000 euro di guadagni, da spendere magari per una bella automobile o chissà quali sfizi. Sono 80.000 euro di possibilità. Possibilità di programmarsi con ambizione, possibilità di giocare a cuor leggero e dipendere meno dai risultati, e soprattutto possibilità di viaggiare più spesso insieme a coach e preparatore atletico. Piccoli grandi dettagli, che fanno la differenza. Intanto, Travaglia ha inviato un bel messaggio a chiunque se lo troverà di fronte al primo turno del tabellone: è pronto, lavorando duramente a Foligno ha capito che c’è un posto che lo aspetta fra i top-100, e ogni giorno che passa ci crede un po’ di più. È il leitmotiv del suo 2017 sempre in crescendo. A inizio stagione era fuori dai 300, e fino ad aprile giocava i Futures, poi ha vinto a Ostrava il suo primo Challenger, oggi è numero 143 e si è regalato due Slam di fila. Ma soprattutto, ha il tennis per farli restare il punto di partenza.

US OPEN 2017 – Turno decisivo qualificazioni maschili
Stefano Travaglia (ITA) b. Peter Gojowczyk (GER) 6-3 6-3
Vincent Millot (FRA) b. Simone Bolelli (ITA) 1-6 6-4 6-3

US OPEN 2017 – Turno decisivo qualificazioni femminili
Tereza Martincova (CZE) b. Georgia Brescia (ITA) 7-5 6-4

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