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No, Sloane. Non è un sogno. È tutto vero.

PAROLA ALLE FINALISTE - ll lungo (e sincero) abbraccio dopo il match-point resterà la cartolina più bella dello Us Open femminile, simbolo della grande amicizia fra Stephens e Keys. Che, per non farsi mancare nulla, festeggeranno addirittura insieme. "Mi ha invitato - ha detto la Keys davanti ai giornalisti - e pagherà tutto lei". Stephens: "è un momento magico per tutti, è successo qualcosa di folle".
No, Sloane. Non è un sogno. È tutto vero.
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Redazione
10 September 2017

La certezza è che né Sloane Stephens né Madison Keys l’avevano immaginata così, la loro prima finale in un torneo del Grande Slam. Troppo facile per la prima, troppo difficile per la seconda, che – si pensava – doveva giocare il ruolo della favorita. Invece le ha prese di santa ragione, applicando male il solito piano tattico tanto facile da pensare quanto complesso da far funzionare, contro un’avversaria che invece ha fatto tutto alla perfezione, col piglio della veterana. Proprio lei che ha ripreso a camminare a metà aprile dopo una quindicina di settimane passate fra sedia a rotelle e stampelle, e il 2017 l’ha iniziato solamente a Wimbledon. Un piccolo sogno che diventa realtà, da festeggiare insieme alla sconfitta.

SLOANE STEPHENS

“Quando mi sono fermata per l’operazione non avrei mai pensato di essere qui con accanto il trofeo dello Us Open. Pensavo al ranking protetto, a un sacco di cose sbagliate. Poi ho lavorato duro per tornare in campo, e appena ce l’ho fatta tutto lo stress è volato via. Sono riuscita a giocare a mente libera, e non si cono parole per descrivere quello che è successo, il processo che c’è alle spalle e tutto il resto. Se raccontassimo questa storia, penserebbero tutto che è qualcosa di folle. Sono solo felice di avercela fatta”.

“Ho cercato di concentrarmi solo su me stessa. Prima di scendere in campo ero estremamente nervosa, e il mio allenatore mi ha solo suggerito di respirare, di fare dei respiri profondi, e tutto sarebbe andata meglio. Una volta entrata nello stadio mi sono sentita meglio. Nervi o non nervi, c’era da giocare una partita. Sono stata fortunata a riuscire a reggere la pressione un po’ meglio, e su quello mi sono concentrata”.

“Non è stato divertente non riuscire a camminare per praticamente sedici settimane, per non mettere pressione sul piede. Ho portato a lungo un tutore, poi le stampelle. Non c’è nulla di bello. Ho solo cercato di rimanere positiva, pensare che un giorno sarei tornata in campo e che le cose sarebbero andate meglio. Ho atteso con ansia il momento in cui sarei riuscita a giocare di nuovo a tennis”.

Non credo che questo titolo mi permetta di sentirmi a un livello diverso rispetto a prima. Dovrò comunque continuare a lavorare allo stesso modo. Il mio ranking sarà un tantino migliore, ma se solo penso che qualche settimana fa era fuori dalle prime 900 del mondo, parlare di livello è difficile. Voglio solo provare a continuare di questo passo, e cavalcare il più a lungo possibile questa onda positiva”.

“Mia mamma è stata un grande supporto per tutta la mia vita. Ho avuto tanti alti e bassi, alcuni periodi difficili, ma lei c’è sempre stata, al 100%. Aver condiviso con lei gli ultimi sedici giorni è stato qualcosa di speciale. È un sacco di tempo. Non era mai venuta ad alcun torneo prima di questo, e credo che anche per lei siano state due buone settimane”.

“Il mio coach era davvero fiero di me, contento per me. La strada per arrivare qui è stata lunga. Come team, ne abbiamo passate e superate tante, operazione compresa. Questo è un momento magico per tutti: per lui, per me, per la gente che c’era nel mio box”.

“Non so dire quanto tempo mi ci vorrà per realizzare ciò che è appena successo. Due settimane, due mesi, non ne ho idea. Sembra tutto così irreale, sento come se stessi vivendo un sogno. Come se mi stessi per svegliare. È qualcosa di incredibile, davvero cool. Non ho ancora realizzato la situazione, ma appena riuscito a staccare un attimo, e rilassarmi, ci penserò. E realizzerò di essere sul serio la campionessa dello Us Open”.

No, Sloane. Non è un sogno. È tutto vero.

MADISON KEYS

“Oggi non ho giocato il mio miglior tennis, e sono molto dispiaciuta. I nervi mi hanno condizionato, e non ho saputo gestire la situazione come avrei dovuto. Ma se quando mi sono operata al polso (a fine 2016, ndr) mi avessero detto che alla fine dell’anno in arrivo avrei avuto nella borsa un trofeo da finalmente Slam, ne sarei stata molto contenta. Questo torneo mi insegna che sono una lottatrice. Entro un paio di giorni il dispiacere passerà, e sarà molto felice del risultato ottenuto”.

“Oggi non mi muovevo perfettamente, ma non voglio togliere nulla alla prestazione di Sloane, ha giocato veramente bene, mentre io non credo di averlo fatto. È una combinazione di cose, e per me il risultato è stato un disastro. Non sono contenta di come sono andate le cose, ma ho provato a combattere al massimo, dando tutto ciò che avevo”.

“Ciò che sta facendo Sloane è davvero fantastico, e il gatto che ci stia riuscendo dopo aver trascorso così tanto tempo lontano dal campo lo rende incredibile. Ma lei ha sempre avuto il talento. Credo che aver trascorso un periodo senza poter giocare l’abbia aiutata tantissimo a capire quanto adora il tennis, in numerose vie diverse, e credo sia la cosa migliore che le potesse capitare. Sono contenta per lei, e spero che in futuro potremo giocare altre finali Slam l’una contro l’altra”.

“Sono stata nervosa per tutta la mattina, e Sloane è una giocatrice difficile da affrontare quando commetti tanti errori. Il problema è stato che quando sono scesa in campo non ero completamente sicura su cosa fare, e questo ha aumentato ancora di più il nervosismo. Non mi sono mai sentita completamente a mio agio, in nessun momento. Forse il suo stile di gioco le permette di gestire un po’ meglio la tensione, ma in fondo è lo stesso per entrambe”.

“Ho visto la parte finale della sua semifinale contro Venus, ed ero contentissima per lei. È speciale quando, da atleti, si vedono altri atleti ottenere risultati da ricordare. Non solo nel tennis. È una cosa bella. Quando ha vinto e ha alzato le braccia al cielo, ero felicissima per lei. Se parteciperò alla sua festa? Assolutamente sì, ci andrò al 1000%. Pagherà tutto lei”.

“Le ultime due settimane mi hanno mostrato che quando riesco a giocare senza pressione possono succedere cose buone. Proverò a replicare la stessa situazione anche in futuro. Oggi non è andata bene, ma come sono dispiaciuta per me sono anche felice per Sloane. Tuttavia, non credo sia il momento giusto per mettermi ad ascoltare le mie emozioni. Non so nemmeno bene dove sono. Penso che bere, alla festa di stasera, mi aiuterà a superare questo momento difficile (ride, ndr)”.

No, Sloane. Non è un sogno. È tutto vero.

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