Davydenko è il primo russo a trionfare
nel Master – Kafelnikov si era fermato in finale nel 97, come lo stesso
Nikolay nel 2008 a Shanghai - ma non è il primo giocatore a vincerlo senza
essersi mai aggiudicato una prova dello Slam. Nel 1998 Corretja vinse ad
Hannover recuperando 2 set a Moya, nel 2005 Nalbandian vinse a Shanghai,
recuperando, a sua volta, 2 set di svantaggio a Federer. Nikolay è il primo
a vincere le Atp World Tour Finals senza essere mai giunto in finale a
livello major. E forse non è un caso che Davydenko sia riuscito ad ottenere
il successo più importante della sua carriera in un torneo che non prevede
alcun match al meglio dei 5 set. “Certo, se anche negli slam
si giocasse sui 3 set, potrei cominciare a vincerli anch’io. Vincere in
3 set è più facile. Uno come Del Potro può giocare allo stesso livello
per tutti e 5 i set. E’ così che ha battuto Roger a New York.”
L’unico aspetto su cui può e deve migliorare, è indubbiamente quello fisico,
se è vero, come dice in conferenza stampa, che negli ultimi 2 anni si è
limitato ad allenarsi un paio d'ore al giorno. Addirittura prima del torneo
era andato a Mosca, e per 6 giorni non aveva toccato la racchetta. “Non
ho fatto nulla. Poi mercoledì sono venuto a Londra e mi sono allenato fino
a domenica, senza sapere in quali condizioni mi sarei presentato”.
Che il suo segreto sia stato quello di staccare completamente la spina? A differenza di altri giocatori che sono sembrati spenti, esausti, consunti da una stagione interminabile, il russo è sembrato migliorare giorno dopo giorno, match dopo match, lui che aveva iniziato il Master con una sconfitta contro Djokovic - per la 23° volta, sulle 36 edizioni disputate con la formula del round robin, a vincere il Master è un giocatore precedentemente sconfitto nel corso del torneo - al termine di uno dei più bei match del torneo.
“Adesso posso andare in vacanze alle Maldive e, con questi soldi, mi potrò permettere di comprare un appartamento a Mosca dove spero di diventare più famoso di quello che sono oggi”. Eh sì, perché al povero Nikolay gliene dicono sempre di tutti i colori: impiegato del catasto, contadino ucraino, squallidone, ragioniere pelato, per un linciaggio mediatico ingeneroso, per un ragazzo dall’enorme talento che si fonda sul suo strepitoso senso del'anticipo e sull’inesorabile istinto geometrico.
Nikolay racconta sempre in conferenza stampa, di come a Mosca, il mese scorso, ci rimase un po’ male nel vedere il pubblico schierato tutto per Marat Safin, alla sua ultima uscita nel torneo di casa, opposto proprio a Davydenko nel match di esordio. “Spero che adesso che si è ritirato, il pubblico voglia tifare anche per me”
Quattro anni di fila senza mai uscire dai primi 5 – il 2009 lo chiuderà al 6° posto anche perché ha saltato i primi 3 mesi della stagione - 3 Master 1000 vinti in carriera (per un totale di 19 tornei del circuito maggiore) 5 volte semifinalista nei tornei dello Slam… e adesso anche un Atp World Tour Finals.
Cos’altro dovrà fare, questo ragazzo, per ricevere le giuste attenzioni? Mettersi una parrucca?
© 2009 “Il Tennis Italiano” - Tutti i diritti riservati




