LA RIVISTA IN EDICOLA - Febbraio 2012
07/09/2010

Roger sul velluto. Masha KO

Roger sul velluto. Masha KO

di Giorgio Spalluto - foto Getty Images

 

Con il successo su Jurgen Melzer per 6-3 7-6 6-3 si completa la serie di allenamenti agonistici che hanno consentito a Roger Federer di giungere nei quarti di finale senza consumare neanche una stilla di energia. Rispetto alle esecuzioni ai danni di Brian Dabul, Andreas Beck e Paul-Henri Mathieu, ci si aspettava un match leggermente più combattuto contro il terzo avversario mancino di questo suo torneo, sebbene nell’unico precedente, peraltro recentissimo (Wimbledon, sempre in ottavi), il viennese avesse racimolato appena 8 giochi.   

 

Roger, che se si eccettua Nadal non perde con un mancino dal torneo di Sydney del gennaio 2003 (Squillari), parte forte mettendo subito pressione all’austriaco che cede il servizio nel quarto gioco (3-1). Federer, per contro, tiene a zero i suoi primi 3 turni di battuta. La serie di punti consecutivi al servizio si ferma a 13. Melzer indovina 3 risposte al fulmicotone che gli consentono di recuperare il break di svantaggio (4-3). Roger non si scompone e ristabilisce immediatamente le distanze. Le percentuali al servizio del semifinalista dello scorso Roland Garros sono troppo basse (58% di prime, 40% di punti sulla 1a) per poter impensierire Federer che chiude per 6-3 (dopo soli 27 minuti) un primo parziale molto più a senso unico di quanto non dica il punteggio.   

 

Nel secondo Melzer sale notevolmente al servizio (74% di prime) e non consente mai allo svizzero di impensierirlo nei suoi turni di battuta. Roger invece deve annullare in apertura di set le uniche palle break di un parziale che si deciderà al tiebreak. La parità sussiste fino al 4-4, quando Federer conquista il primo minibreak, beneficiando di quello che è il suo secondo nastro favorevole del “jeu decisif”. La sorte dà una grossa mano allo svizzero che chiude col punteggio di 7-4 e, quasi per scusarsi, regala all’avversario un break di vantaggio in apertura di terzo set. Melzer, ancora frustrato per gli episodi negativi del tiebreak precedente, restituisce il favore all’elvetico che non si lascia pregare e piazza l’allungo decisivo nel sesto gioco (non prima di aver annullato ben 4 palle break sul 2-2) per il 6-3 finale dopo 2 ore e 2 minuti di tennis piacevole in cui Roger è sembrato sempre in totale controllo.

 

Adesso, in quella che sarà la sua 26esima apparizione consecutiva in un quarto di finale di Slam (una in meno rispetto a Connors), il numero 2 del mondo ritroverà Robin Soderling che ha impiegato un po’ di tempo per carburare contro uno dei sei spagnoli ancora in gara (l’unico della parte bassa del tabellone), Albert Montanes, sconfitto per 4-6, 6-3, 6-2, 6-3. Senza nulla da perdere, il catalano ha approfittato dell’inizio letargico dello scandinavo, concedendo le prime palle break, solo nel quarto gioco del secondo set. Il break susseguente ha dato il la all’assolo del numero 5 del mondo che torna ad affrontare Roger Federer nei quarti di uno slam, dopo lo storico match di Parigi in cui si arrestò la striscia di 23 semifinali consecutive per lo svizzero. Si tratta del loro quinto confronto a livello di slam negli ultimi due anni, a partire dalla finale del Roland Garros 2009. L'anno scorso a New York, dopo aver dominato i primi due parziali, Roger la spuntò solo al tie-break del quarto set in cui annullò un pericolosissimo setpoint. Furono quelli i prodromi dello showdown parigino, che regalò allo svedese la prima vittoria dopo ben 12 sconfitte di fila.

 


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