di Giorgio Spalluto - foto Getty Images
Erano in molti alla vigilia del torneo a nutrire qualche perplessità sulla reale attendibilità della testa di serie numero 1 assegnata a Caroline Wozniacki, in contumacia di Serena Williams. Ebbene la netta affermazione ai danni di una comunque discreta Maria Sharapova per 6-3 6-4, giunta dopo i 3 game complessivi concessi nei precedenti tre incontri, lancia definitivamente la danese verso la riconferma della finale, colta più che a sorpresa lo scorso anno.
Dopo anni caratterizzati dall’ascesa di ragazze ipermuscolate in grado esclusivamente di tirare forte, la numero 2 del mondo sta dimostrando come, anche senza un colpo definitivo, si possa essere ai vertici del tennis mondiale, grazie a una straordinaria solidità.
Nel match odierno, Caroline approfitta inizialmente delle consuete amnesie al servizio della sua avversaria, colpevole di 3 doppi falli nel game (il quarto) che consente alla danese di ottenere il break.
Sul 4-1 la giocatrice di origine polacca si porta sullo 0-40, ma Maria si scuote per un attimo e, con le unghie e con i denti, resta aggrappata al match. Non solo. Portando a compimento un parziale di 8 punti a 1, Masha si procura le sue prime due palle break. Caroline le annulla entrambe (la prima al termine di uno scambio terribile di 27 colpi) ma Masha non ne vuol sapere di mollare la presa ed alla sesta occasione riesce a fare breccia nel muro eretto dalla danese. Dal possibile 5-1, la siberiana si ritrova indietro di un solo game (4-3). Si tratta di un fuoco di paglia. La Sharapova, troppo discontinua al servizio (meno del 50% di prime), va sotto nuovamente 0-40 e questa volta Caroline ne approfitta. Nel game successivo la russa non sfrutta un’occasione per il controbreak, cedendo al termine di un altro scambio durissimo (23 colpi). Al terzo setpoint Caroline manda in archivio un primo parziale combattutissimo in cui la danese si è dimostrata quasi invalicabile, in grado di respingere al mittente le autentiche bordate della russa, i cui 19 errori gratuiti complessivi derivano principalmente dalla frustrazione nel dover colpire sempre una palla in più.
La russa rischia subito in apertura di secondo set. Salva due palle break, mantenendo un turno di battuta in cui mette a referto ben 3 doppi falli. La Wozniacki si ritrova a fronteggiare palle break sia nel secondo che nel quarto game, ma in qualche modo riesce a respingere gli attacchi della russa che, rispetto al primo set, alterna alle solite sventole da fondo, alcune deliziose palle corte. Il break in favore della russa sembra nell’aria quando, sul 3-2, si porta sullo 0-30 ed, invece, è la danese a piazzare l’allungo decisivo. Un parziale di 12 punti a 3 (agevolato dall’8° doppio fallo di Maria sulla palla break) consente alla numero 2 del mondo di involarsi sul 5-3. La Sharapova ha solo il tempo di salvare un matchpoint, grazie a una coraggiosa sortita a rete, e di rimandare l’epilogo al decimo game. Caroline è attenta nel turno di servizio che le regala la 14° vittoria consecutiva, dopo quelle collezionate a Montreal e New Haven.
Non si può dire che la Sharapova abbia molta fortuna nei sorteggi visto che, come a Wimbledon, ha dovuto a fronteggiare, già in ottavi, la prima favorita del seeding. Continua così il suo digiuno per quello che concerne i quarti di finale a livello di slam che Maria non raggiunge dal Roland Garros 2009.
Al prossimo turno la Wozniacki affronterà la slovacca Dominika Cibulkova, contro cui vanta un bilancio di 4 vittorie e 1 sola sconfitta. Le due si sono affrontate meno di due settimane fa a New Haven, con vittoria di Caroline per 6-4 6-1.
Non c’è stata storia nell’ultimo ottavo finale del tabellone femminile che vedeva di fronte la finalista di Wimbledon, Vera Zvonareva, contro la tedesca Andrea Petkovic. La russa ha regolato la giovane avversaria con un 6-1 6-2 che sarebbe potuto essere ancora più duro se, sul 5-0 del secondo set, non avesse concesso il break. Grazie a questo risultato Vera, che al prossimo turno partirà favorita contro l’estone Kaia Kanepi (nessun precedente), raggiunge i quarti nell’ultimo slam che le mancava ed ipoteca un posto al Master di Doha.
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