di Giorgio Spalluto - foto Getty Images
“Just what the doctor ordered”. Si può riassumere con queste 5 parole la prestazione odierna di Roger Federer che, contro Paul Henry Mathieu, ha fatto il minimo indispensabile per liberarsi di un ottimo colpitore, incapace, però, di impensierire la solidità palesata da Roger in questo inizio di torneo. Nulla a che vedere con le balbettanti prestazioni di inizio Wimbledon. Qui a New York Federer non sembra aver voglia di scherzare, tanto che nei suoi primi 3 incontri è rimasto in campo complessivamente meno di 5 ore (4h e 53 minuti per l’esattezza). Mathieu non è mai riuscito a strappare il servizio a Roger, sebbene sia stato il primo a procurarsi una palla break, sul 4-3 del primo set in suo favore. Col servizio l’elvetico scaccia il pericolo e, nel game successivo, strappa la battuta al numero 109 del mondo (ma con un best ranking di 12 nell’aprile 2008). Il francese non riesce a contenere con il rovescio, il dritto anomalo che Federer sferra ogni qual volta riesce a spostarsi sul “forehand” dalla parte sinistra del campo: 6-4 Federer e partita che sembra ormai in ghiaccio nel 3° gioco del parziale successivo, quando Roger ottiene il secondo break negli ultimi 3 turni di battuta di Mathieu, ormai rassegnato all’inevitabile esecuzione. L’unico brivido del match lo si percepisce proprio in dirittura d’arrivo con Paul Henry che, dopo aver subito il break nel 6° gioco del terzo set (4-2), si porta sullo 0-40 proprio quando Roger serve per il match, sul 5-3. Lo svizzero coglie l’occasione per regalare al pubblico un saggio del suo infinito repertorio mettendo a segno prima un dritto inside-out sulla riga, poi un ace (saranno 13 alla fine dell’incontro), infine un passate di rovescio. Game, set e match (6-4 6-3 6-3) per il numero 2 del mondo che si aggiudica il quinto confronto diretto consecutivo con PHM.
Per un francese che lascia, altri 2 che festeggiano e regalano alla Francia la sicurezza di un rappresentante nei quarti di finale. Al prossimo turno, infatti, andrà in scena un derby che promette spettacolo tra Gael Monfils e Richard Gasquet. Lo Yin e lo Yang del tennis transalpino. Da una parte l’istrionico “colored” della banlieu parigina, dall’altra il tristanzuolo talento di Beziers. Gael ha dovuto impiegare 4 set per avere la meglio su Janko Tipsarevic (che Roddick aveva “minacciato” di morte al termine del match perso col serbo, nel caso in cui non fosse andato avanti nel torneo) mentre Richard non ha ceduto alcun parziale al sudafricano Kevin Anderson.
Nessun problema per Robin Soderling che, dopo aver rischiato all’esordio contro Haider Maurer, ha infilato due prestazioni più che convincenti contro Dent e oggi contro Thiemo De Bakker. Lo scandinavo ha strappato il servizio già nel secondo game del match e non si è più voltato, regalando qualche chance all’avversario solo in chiusura d’incontro, quando ha dovuto annullare tre palle del contro break, sul 4-3 in suo favore nel terzo set.
Al prossimo turno, il numero 5 del seeding se la vedrà con Albert Montanes che ha beneficiato del ritiro di Kei Nishikori (sul 6-2 2-1), sfatto dopo la maratona di 4 ore e 59 minuti vinta contro Marin Cilic. La rivincita del quarto di finale dello scorso anno tra Federer e Soderling è ormai sempre più vicina.
I risultati
[2] R Federer (SUI) d P Mathieu (FRA) 64 63 63
[5] R Soderling (SWE) d T de Bakker (NED) 62 63 63
[17] G Monfils (FRA) d J Tipsarevic (SRB) 76(4) 67(4) 62 64
[21] A Montanes (ESP) d K Nishikori (JPN) 62 21 ret.
R Gasquet (FRA) d K Anderson (RSA) 64 76(3) 75
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