“Ha tanto di quel talento contenuto nel suo corpo che è quasi difficile da credere. Direi che è quasi ingiusto che la stessa persona possa fare tutto come lui, servire, tirare diritto, rovescio, volée. E muoversi come sfiorasse solo il terreno, che è la caratteristica dei fenomeni” (Rod Laver, due Grand Slam nel 1962 e 1969)
Certe cose non si aggiustano in un anno, neanche nella testa dei fenomeni. Roger è a Ecublens dal principio del 1995, nel luglio 1996 ha già disputato il primo torneo Itf dedicato agli juniores: lo gioca in casa e passa due turni. Batte l’austriaco Lukas Rhomberg, perde contro l’australiano Nathan Healey.
Nella World Youth Cup trova un altro australiano incazzoso anche più di lui, Lleyton Hewitt, capitanato da un altro aussie, Darren Cahill. Cahill e Carter, reponsabile tecnico svizzero nell’occasione, sono amici di gioventù. Il primo è convinto che Roger non sia un miracolato, che il suo rovescino tagliato sia leggero, che abbia un caratteraccio. Bravo, non eccezionale. Carter no: sente che Roger è un fenomeno. Federer non sa ancora chi ha ragione ma sa che vorrebbe già essere perfetto.
Non ci riesce e allora spacca telai, impreca, piange, scalcia sedie e borsoni. Tanto che viene spedito dallo psicologo sportivo per calmare le mattane. Finisce la scuola dell’obbligo a sedici anni, saluta Ecublens e torna a lavorare con Carter, nel Novantasette: vanno a Bienne, in un centro tutto nuovo. A maggio il primo successo: torneo internazionale giovanile di Prato, sei partite vinte in due set, dal primo turno contro l’italiano ‘colorato’ Giunior Ghedina alla finale dominata col croato Kutanjac.
Novantotto: è l’ultimo anno da puro under, quello del botto. Domina i Victorian Championships, semifinale agli Australian Open (lo supera Andreas Vinciguerra); batte un ragazzo di Livorno, Filippo Volandri, in finale al Città di Firenze.
Con una prima di servizio esterna sul rovescio di Irakli Labadze sono suoi i Championships di Wimbledon 1998 (foto): 6-4 6-4. Pure quelli di doppio, con Olivier Rochus. In finale agli Us Open lo sgambetta un argentino che serve piano ma palleggia da senior, David Nalbandian, ma Roger si vendica all’Orange Bowl di dicembre in semifinale. In finale fa fuori Guillermo Coria. Finisce l’anno come numero uno del mondo dei minorenni. Il Fed-Ex è partito.




