di Fabio Bagatella - foto Ray Giubilo
E' il 2003 a segnare il passaggio di Ana Ivanovic al professionismo. Un mese prima del suo sedicesimo compleanno il primo successo in un incontro WTA. In Lussemburgo supera il primo turno delle “quali” battendo 6-0 6-1 Freye (701) ma si ferma al secondo racimolando due giochi contro Arvidsson (122). A fine anno è numero 705 del mondo.
Nel 2004 fa il suo ingresso tra le top 100 a neppure 17 anni. Dedica la prima parte della stagione al circuito ITF dove incamera tre successi consecutivi: a Maiorca, Gifu e Fukuoka, nei due tornei giapponesi partendo addirittura dalle qualificazioni. Dopo le sconfitte all'esordio di Vienna e Birmingham (rispettivamente contro Frazier 38 e Barna 48) ed i domini in altri due ITF (Fano e Batumi), giunge finalmente il primo successo nel main draw di un evento WTA. A Zurigo supera le “quali” sbaragliando tutte avversarie di gran lunga meglio classificate, piega dopo una durissima battaglia Golovin (29) arrendendosi al secondo turno solo a Venus Williams (11). Nei due tiebreak che decidono il match fallisce complessivamente otto set points (cinque nel primo e tre nel secondo). In Lussemburgo coglie i primi quarti di finale: sconfigge Kremer (97) e Asagoe (39) prima di cedere a Medina Garrigues (46). Al termine del torneo, il 1 novembre, la sua “prima volta” tra le prime 100 del mondo (96). A fine stagione perde solo una posizione (97).
Il 2005 è l'anno della prima gioia WTA, delle prime vittorie contro una top ten e dell'entrata fra le prime 20 al mondo. La stagione si apre subito alla grandissima: a Canberra, poco più che 17enne, si aggiudica il primo titolo WTA partendo dalle “quali”. Vince otto incontri concedendo un solo set (nel secondo turno del main draw contro Dominikovic 126). A Melbourne un buon terzo turno dove impegna Mauresmo (2). A Miami e Roland Garros fa ancora meglio: due ottimi “quarti”. Negli USA regola tra le altre Petrova (12) e la top ten Kuznetsova (7) ma è ancora Mauresmo (2) a fermarla, in Francia si rifà sulla transalpina (2) ma deve subire la vendetta di Petrova (9). Tra i due quarti di finale da segnalare anche la “semi” di Varsavia dove liquida Zvonareva (10) e Dechy (15) perdendo contro Henin (22). Dopo il terzo turno di Wimbledon (ko con Pierce 14) e il secondo dell'US Open (out contro Vento-Kabchi 72), ancora due semifinali nel finale di stagione. A Zurigo e Linz è sempre Schnyder (9) ad impedirle l'ingresso in finale. Dopo un'ascesa costante nel ranking (il 7 marzo tra le top 50, il 4 luglio tra le top 20), chiude l'annata a stretto contatto delle “big” (16).
Il 2006 è un anno di conferme in attesa della definitiva esplosione. A Montreal si aggiudica il suo secondo “WTA” dove solo Jhi Zheng (27) è capace di strapparle un set. Tra le sue vittime, Safina (14) in “semi” ed Hingis (12) in finale, che non raccolgono più di cinque games a testa. Nel corso di una stagione molto regolare, ben sette quarti di finale. A Sidney perde contro Kuznetsova (14) dopo aver fatto fuori Mauresmo (3), ad Indian Wells e ' S-Hertogenbosh viene sconfitta da Dementieva (8), a Varsavia si “vendica” su Schnyder (8) ma cede a Chakvetadze (34), a Los Angeles è battuta da Jankovic (28), a Linz da Sharapova (3) e ad Hasselt da Krajicek (41). Negli Slam poca gloria: secondo turno a Melbourne (out contro Stosur 98), terzo a Parigi (contro Myskina 11), quarto a Londra (contro Mauresmo 1), terzo anche a New York (contro Serena Williams 91). A fine anno è comunque sempre vicinissima alle migliori (14).
Il 2007 è l'anno dello sbarco tra le top 5 e della prima finale Slam. L'inizio è subito scoppiettante: una finale a Tokyo (dove si rifà su Jankovic 10 e Sharapova 1 prima di perdere contro Hingis 6) e tre “quarti” (Gold Coast, Sidney e Antwerp). La “semi” sulla terra verde di Amelia Island (ko con Golovin 20) fa da prologo a due tornei formidabili sul “rosso” europeo: vittoria a Berlino dove in finale piega 7-6 al terzo Kuznetsova (3) e finale al Roland Garros dove si ripete sulla russa nei “quarti” e su Sharapova (2) in “semi”. Nella finalissima niente da fare: Henin (1) le lascia tre giochi. Entra per la prima volta tra le primi dieci giocatori più forti del mondo (8). A Wimbledon arriva il suo best di sempre sull'erba: si arrende in semifinale a Venus Williams (31) dopo aver sconfitto Petrova (9) e Vaidisova (10). Alla ceca annulla tre match points sotto 4-5 nel terzo set. A fine torneo è numero 5 del mondo. Anche il “veloce” è foriero di soddisfazioni: trionfi a Los Angeles e Lussemburgo battendo in finale rispettivamente Petrova (9) e Hantuchova (10). A fine anno è quarta nella classifica WTA e si qualifica per i suoi primi Championship. Supera il round robin con due vittorie (con Kuznetsova 2 e Hantuchova 9) e una sconfitta (con Sharapova 6) ma si arrende in semifinale alla leader mondiale Henin.
Il 2008 è il suo anno: finale a Melbourne, trionfo al Roland Garros e la vetta della WTA. Che sia una grande stagione lo si capisce sin dall'inizio: “semi” a Sidney dove cede 6-4 al terzo alla leader mondiale Henin e seconda finale Slam in quel di Melbourne. Nel Maior australiano si arrende 7-5 6-3 solo a Sharapova (5) dopo aver piegato Venus Williams (8) e Hantuchova (9). Dopo i “quarti” di Dubai (ko contro Dementieva 11) arriva il prestigioso successo di Indian Wells dove regola Jankovic (4) in semifinale e Kuznetsova (3) in finale. Sulla terra battuta europea fa ancora meglio: “semi” a Berlino (out contro Dementieva 9) e primo urrah Slam al Roland Garros. A Parigi solo Jankovic (3) è capace di strapparle un set in semifinale. Se la finale oceanica le consegna il secondo posto mondiale, quella francese la proietta in testa al ranking mondiale. Il 9 giugno, a 20 anni 9 mesi e tre giorni, è la settima giocatrice più giovane di sempre a diventare numero uno al mondo. Grande delusione a Wimbledon dove si salva sul filo di lana al secondo turno (10-8 al terzo contro Dechy 97 annullando un match point grazie ad un nastro favorevole) ma cede malamente al terzo contro Jhi Zheng (133). Nella seconda parte di stagione molte eliminazioni premature anche per un problema al pollice destro che le impedisce tra le altre cose di partecipare ai Giochi Olimpici di Pechino. Nell'ultima parte dell'annata due buoni risultati: la vittoria di Linz e la semifinale di Zurigo (out contro Venus Williams 9). A fine anno è numero cinque del mondo. Partecipa la seconda volta ai Championships ma, dopo due sconfitte (con Jankovic 1 e Zvonareva 9), si ritira per un'infezione virale.
Il 2009 è un anno nero: nessun titolo in bacheca, molti bocconi amari e l'uscita dall'elite mondiale. Da salvare c'è solo la prima parte di stagione con la finale di Indian Wells e i due “quarti” di Brisbane e Dubai. In California raggiunge l'ultimo atto sconfiggendo avversarie nel complesso “abbordabili” (la meglio classificata è Flavia Pennetta 16), prima di cedere a Zvonareva (6). In Australia e in Medio Oriente sono invece Mauresmo (23) e Serena Williams (1) a batterla piuttosto nettamente. Negli Slam coglie al massimo gli ottavi di finale: a Parigi, asfaltata da Azarenka (9) e a Londra dove si ritira sotto 1-6 0-1 contro Venus Williams (3). Tutta la seconda parte di stagione è letteralmente da dimenticare. Chiude un annata, iniziata discretamente e conclusa nel peggiore dei modi, fuori dalle prime 20 del mondo (22).
Il 2010 si apre con la discreta semifinale di Brisbane in cui supera con grande fatica Dokic (56), Bacsinszky (53) e Pavlyuchenkova (40) prima di perdere seccamente contro la rientrante Henin. Poi solo delusioni: a Melbourne esce al secondo turno (contro Dulko 36), in Fed Cup raccoglie cinque giochi sia con Kuznetsova (4) che con Kleybanova (31), tra Miami e Indian Wells riesce a battere solo Parmentier (106) perdendo contro Sevastova (63) e Radwanska (9), a Stoccarda è ancora la polacca a fermarla all'esordio. A fine marzo i punti non difesi della finale californiana la relegano fuori dalle top 50 dopo quattro anni. A Roma la rinascita: giunge in semifinale senza concedere set eliminando avversarie del calibro di Dementieva (6), Azarenka (10) e Petrova (18). Solo una Martinez-Sanchez (26) in stato di grazia riesce a fermarla. Occupa attualmente la 58a posizione del ranking WTA ma la bella prova del Foro Italico, dove l'anno scorso perse al secondo turno (con Radwanskal 12), le consentirà di migliorare decisamente la sua classifica.
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