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Pablo Carreno Busta e l'incubo dell'altura

Reduce dalla Davis giocata sul livello del mare, Pablo Carreno Busta non si adatta ai 3.000 metri di Quito e perde all'esordio. “Non sapevo come giocare, ho provato tutte le soluzioni, ma non ne ho trovate di efficaci”. Però Albert Ramos, che ha viaggiato con lui, è ancora in gara...
Pablo Carreno Busta e l'incubo dell'altura
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Riccardo Bisti
9 February 2018

Per il secondo anno consecutivo, la prima testa di serie del torneo ATP di Quito ha perso al match d'esordio. Nonostante un bye (il tabellone è a 28 giocatori) e l'esordio al giovedì, Pablo Carreno Busta ha resistito per poco più di un'ora contro lo slovacco Andrej Martin, numero 156 ATP. Senza nulla togliere al vincitore (che peraltro vanta una finale al torneo ATP d Umago), lo spagnolo ha faticato ad adattarsi alle condizioni di gioco. Arrivava da Marbella, sul livello del mare, dove aveva contribuito al successo della Spagna in Coppa Davis. In Ecuador si gioca a quasi 3.000 metri d'altitudine. “Sinceramente, questa sconfitta non è dura come direbbe la classifica – ha detto Carreno, numero 10 ATP – credo che il mio avversario giochi molto bene in queste condizioni, si trova bene in altura e soprattutto è qui da una settimana. Aveva giocato le qualificazioni e un turno nel tabellone principale. Era già rodato, mentre io no”. Affermazioni condivisibili in parte, visto che il suo connazionale Albert Ramos ha raggiunto i quarti (sia pure battendo un avversario modesto come Roberto Quiroz) e veniva da un weekend ancora più impegnativo, in cui aveva giocato due singolari. “Non è facile giocare in altura” ha insistito Carreno Busta, che la prossima settimana giocherà a Buenos Aires, di nuovo sul livello del mare.

Pablo Carreno Busta e l'incubo dell'altura

SI TORNA SUL LIVELLO DEL MARE
Per il ragazzo delle Asturie, l'altitudine è un'enigma irrisolto: “La cosa più complicata è che non sapevo come giocare. Durante la partita ho provato tutte le soluzioni possibili, però lui ha giocato molto bene e mi ha reso la vita difficile. In alcuni momenti ha provato ad allungare gli scambi, ma ero disorientato. Non sapevo se andare avanti e attaccare, oppure restare indietro e attendere...”. Secondo Carreno Busta, mettere insieme partite nelle stesse condizioni è molto importante, perché la rarefazione dell'aria rende tutto più complicato. “Avessi giocato 2-3 match, le cose sarebbero andate meglio. Quando c'è stata la cena ufficiale del torneo, ero stato chiaro: la partita che mi faceva più paura era la prima, perché da lì avrei potuto soltanto migliorare”. Non avrà la possibilità di giocare ancora in Ecuador, dove era l'unico top-10 in tabellone. L'inizio di stagione di Pablo era stato positivo, dopo che aveva un po' tirato il fiato a fine 2018. “Ho raggiunto il mio miglior risultato in Australia, ma le condizioni non si possono paragonare. Anche se ho la giusta fiducia, era molto complicato adattarmi”. A proposito di adattamento, adesso è già in viaggio per l'Argentina. A Buenos Aires il campo di partecipazione sarà più qualificato: sebbene mancherà Marin Cilic, troverà un avversario ostico come Dominic Thiem. “Voglio raccogliere buoni risultati a Buenos Aires e a Rio de Janeiro" ha sentenziato Carreno. Visto come si è messo il tabellone, il favorito del torneo sembra Gael Monfils, a meno che Ramos Vinolas non smentisca le teorie di Carreno sulle difficoltà a un adattamento rapido...


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