
dalla nostra inviata a Biella, Roberta Lamagni
Serve il conforto della cagnolina Princess a Kateryna Bondarenko per affrontare i giornalisti in conferenza stampa.
Distratta dal cucciolo che tiene sulle ginocchia, però, la numero uno ucraina non pare aver ancora realizzato l’incredibile vicenda di cui è stata protagonista. I complimenti sono per la Schiavone; per sé nessun rimpianto. Perlomeno così ci vuole far credere.
“Credo sia più una sua vittoria che una mia sconfitta” commenta. “Nel secondo set ho sempre pensato di poter vincere, ogni volta che perdevo uno dei game che mi avrebbe dato il punto mi dicevo ‘Il prossimo è quello giusto’. Credevo in me stessa ma non è bastato. Non è un match che voglio cancellare però, perché da ogni incontro puoi imparare qualcosa. Da questo ho imparato che ogni volta che la Schiavone è sotto può ricominciare a giocare da Schiavone”.
Francesca è d’accordo? “Sì, anche se vorrei giocare un po’ più da Schiavone prima. Vorrei chiedere a me stessa di non arrivare a quei momenti, oggi sono stata troppe volte sull’orlo”.
Ma come si rovescia una partita così? “Mah, quando sei lì ti lasci andare, le tensioni scendono e cresce il gioco. Non parlo di un gran livello, intendiamoci. Lei ha dubitato e io ho usato l’esperienza, ma ogni volta che cercavo di fare qualcosa di più la palla andava corta o troppo lunga. Poi, quando da 4-2 ho fatto il 4-3 nel terzo, mi sono detta ‘Questa partita lei non la sa vincere’. Anche se non si direbbe, nemmeno ieri pensavo di perdere. Non ho lasciato andare nessun punto. Però so che se gioco a ritmo basso l’avversario si accomoda, apparecchia la tavola e mangia”.
E quando regna la confusione, quando nemmeno si riesce a tenere il punteggio in campo, come è accaduto oggi, cosa passa per la testa? “Stavo solo pensando al gioco. Mi sono persa il punteggio perché cercavo di capire come poter uscire da questa situazione, come muovermi, come giocare…”
Il pubblico, 4895 spettatori in questa seconda giornata, non ha smesso di sostenerla e incitarla: “Ho sentito tanta passione. Forse sarà la nazionale, ma ho trovato tanto calore e voglia di portare a casa la partita. Così quando mi hanno urlato ‘Non ti arrendere’ ho risposto che no, proprio questo non è da me”.
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