Lorenzo Cazzaniga - 26 gennaio 2019

MUSETTI CAMPIONE JUNIOR A MELBOURNE: SCONFITTO L’AMERICANO NAVA AL TIE-BREAK DECISIVO

Lorenzo Musetti vince una bella battaglia contro il potente americano Emilio Nava per 14-12 al termine di un incredibile match tie-break: è il sesto titolo Slam junior per un azzurro
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  • 1/10 Lorenzo Musetti è il quinto giocatore italiano ad aver vinto un titolo Slam junior, il primo in Australia (Andrea Gaudenzi è l'unico con due successi, Roland Garros e US Open)

    Il tennis è questione di millimetri. E mezzo millimetro ha rischiato di costare una vittoria Slam junior a Lorenzo Musetti, (17 anni a marzo) in un match tie-break incredibile. Nella sua geniale follia, sul primo match point, Musetti ha tirato una seconda di servizio violentissima: ace. Game, set e match. Quasi, perché la sentenza di Hawk Eye mostra il segno della palla che sfiora solamente la riga centrale ma viene giudicata fuori di un niente, tanto che è necessario uno zoom per mostrarla ai giocatori. C’era da crollare davanti a tanto coraggio così poco premiato, soprattutto quando l’avversario, l’americano Emilio Nava (di origini portoricane) ha annullato una seconda palla match (seconda di servizio sulla riga e smash vincente) e, a sua volta, si è portato a match point. Qui, Musetti ha servito benissimo e, sul 13-12, ha incassato il cinquantesimo errore gratuito dell’avversario, che ha tirato fuori un comodo dritto da metà campo. È la sesta vittoria azzurra in un torneo Slam junior, la prima in Australia

    Per un set e mezzo, sembrava di rivedere la finale persa da Musetti allo US Open dello scorso anno contro il brasiliano Seyboth Wild. Nava è giocatore che può sviluppare notevole potenza e trovare tanti winner, qualità che l’hanno trascinato fino al 6-4, 2-2, 0-40. Musetti è stato bravo ad annullare quelle tre delicate palle break e a far cominciare una nuova partita, infilando una striscia di cinque giochi consecutivi e determinata dalla maggior solidità dell’azzurro che ha sbagliato pochissimo mentre, d’un tratto, lo yankee pareva aver spostato il mirino. Pareggiati i conti, il terzo set è diventata una battaglia di nervi, risolta da quel drammatico match tie-break (14-12).

    Musetti ha confermato qualità e difetti: un’ottima mano, un tennis vario ed elegante, un rovescio stilisticamente bellissimo e una viva solidità con i fondamentali. Ha notevolmente migliorato il servizio, con la prima che viaggia poco distante dai 200 km/h e cominciato a rinforzarsi fisicamente. Gli manca un po’ il colpo killer, una soluzione a cui affidarsi con continuità nei momenti decisivi, perché non sempre si può cercare di tirar fuori il coniglio dal cilindro. E poi il dritto dovrà diventare forzatamente più incisivo una volta sbarcato tra i pro. Eleganza e tocco di palla sono una ciliegina apprezzata da noi guardoni del gioco, ma non sono sufficienti a vincere tra gli adulti. Musetti ha comunque una buonissima visione del gioco e sa leggere i momenti del match per scegliere a quale arma affidarsi, sfruttando un bagaglio tecnico notevole. Psicologicamente ha dimostrato di saper recitare il ruolo di favorito della viglia, pur se il nervosismo era apparente, testimoniato da lunghi soliloqui: la pressione è tanta e dovrà saperla gestire, a costo di rinunciare a qualche successo giovanile per ragionare a medio-lungo termine. L’esperienza di Gianluigi Quinzi dovrebbe aver insegnato. In questo dovrà essere bravo Simone Tartarini, il maestro che l’ha accompagnato fin qui, perché non è facile pensare con un paio d’anni di anticipo, ma il lavoro tecnico di costruzione va svolto adesso, prima di accumulare ritardo. In passato abbiamo avuto giovani di grande qualità tecniche che non hanno saputo completarsi con le armi che il gioco moderno obbliga ad avere: Federico Luzzi e Filippo Baldi sono due esempi di giocatori con un tennis vario e una buonissima mano che non sono riusciti a sfondare (anche se Baldi è migliorato tanto nell’ultima stagione e si sta affacciando a buoni livelli). Musetti sembra avere qualità ancora maggiori per sviluppare quel tennis aggressivo necessario per diventare un top player. Le qualità ci sono tutte.

    TUTTE LE FINALI SLAM JUNIOR DEGLI ITALIANI

    AUSTRALIAN OPEN
    2019: Musetti c. Nava (Usa) 4-6 6-2 7-6 (14-12)

    ROLAND GARROS
    1971: Barazzutti b Warboys (Gbr) 26 63 61
    1990: Gaudenzi b. Enqvist (Sve) 26 76 64
    1992: Pavel (Rom) b. Navarra 61 36 63
    1994: Diaz (Spa) b. Galimberti 63 76

    WIMBLEDON
    1987: Nargiso b. Stoltenberg (AUS) 76 64
    2013: Quinzi b. Chung (KOR) 75 76

    US OPEN
    1990: Gaudenzi b. Tillstroem (Sve) 62 46 76
    2018: Seyboth Wild (Bra) b. Musetti 61 26 62

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