
di Fabio Bagatella - foto Ray Giubilo
L’ingresso tra i pro avviene nel 2002. A tenerlo a battesimo niente meno che il Country Club di Monte Carlo. A 15 anni e 10 mesi Gasquet si presenta alla grande stabilendo subito due record: più giovane giocatore di sempre prima a superare le qualificazioni e poi a passare un turno in un Masters Series. Sconfitti nell’ordine Davydenko (83), Voinea (64) e Squillari (53). Safin (27) ne arresta la corsa al secondo turno ma Richard incanta dimostrando colpi da campione. Un mese dopo una nuova wildcard gli permette di debuttare nello Slam parigino. “Pesca” subito Albert Costa (22) ed è capace di strappargli un set lottando per larghi tratti dell’incontro alla pari con lo spagnolo. Per soli tre mesi non fissa un nuovo record: a 15 anni 11 mesi e 9 giorni è il secondo tennista più giovane di sempre nel main draw di un Maior (nel 1983 Francois Errard vi riuscì a 15 anni e 8 mesi). Si rifà comunque chiudendo l’anno tra i primi 200 (161) anche grazie agli ottimi risultati tra Itf e Challenger: mai nessuno a soli 16 anni vi era riuscito.
Il 2003 è avaro di successi nel circuito maggiore ma denso di vittorie in quello Challenger. I trionfi di Sarajevo, Napoli, Reggio Emilia, Grenoble e Bournemouth (in quattro occasioni su cinque senza concedere nemmeno un set agli avversari) gli consentono di entrare tra i top 100 (93).
Maggiori soddisfazioni gli riserva il 2004 anche se il ranking non migliora. Raggiunge le semifinali a Buenos Aires: supera Calleri (21) e Massu (14), cedendo solo a Coria (4). Al Roland Garros si aggiudica il doppio misto con la connazionale Golovin: 34 anni in due. A Metz sfuma il primo urrah nel circuito maggiore al cospetto Haehnel (185). Chiude la stagione al numero 107.
Il 2005 è l’anno della svolta nonostante problemi fisici e di salute gli permettano di giocare solamente dalla fine di febbraio ai primi di ottobre. Monte Carlo gli porta nuovamente fortuna. Supera Davydenko (15) e il leader mondiale Federer. Si arrende in semifinale al futuro vincitore, Nadal (17), dopo aver annullato quattro match points. Due settimane dopo ad Amburgo, Federer si “vendica” battendolo in finale. Arrivano anche le prime vittorie Slam: a Parigi è ancora Nadal (5 del seeding) a sconfiggerlo al terzo turno, a Wimbledon e all’US Open sono Nalbaldian (19) e Ginepri (46) negli ottavi. L’erba di Nottingham gli regala finalmente il primo titolo Atp: Gasquet domina dall’esordio alla finale dove lascia 5 giochi a Mirny (40). Gli ottimi risultati tra aprile e giugno lo proiettano stabilmente nei primi 20. E’ il miglior francese del ranking di fine anno (16) ed il solo (con Safin, Nadal e Nalbaldian) capace di piegare Federer nel corso del 2005.
Il 2006 è un’altra grande annata. Fino a metà giugno poche soddisfazioni ed un bilancio di 7 vittorie in 20 incontri disputati. La seconda parte della stagione è decisamente diversa: ben 27 vittorie in 35 matches disputati. L’importantissima conferma della vittoria di Nottingham funge da turning point. Si aggiungono i successi di Gstaad e Lione (in finale lascia rispettivamente 7 giochi a Byorkaman, 77, e 4 a Gicquel, 61); la finale al Masters Series del Canada (supera tra gli altri Blake, 6, prima di cedere al solito Federer) e gli ottavi all’US Open (ko contro Hewitt, 17, in 5 set). Si conferma il miglior tennista francese chiudendo per il secondo anno nei top 20 (18).
La definitiva consacrazione nel 2007. Dopo tanti inizi in sordina o condizionati da vari guai il trend cambia: semifinale a Sidney, ottavi all’Australian Open (superato da Robredo, 6) e quarti a Marsiglia. Niente tris a Nottingham sconfitto nei quarti da Clemont (38) ma la settimana successiva è lo Slam londinese a ripagarlo della delusione precedente. Giunge nei quarti senza perdere un set e riesce a piegare Roddick (3) in un epica battaglia conclusasi 8-6 al quinto recuperando due set di svantaggio. E’ per l’ennesima volta Federer (1) a fermarne la corsa in semifinale ma per il 21enne Gasquet c’è comunque la prestigiosa soddisfazione dell’entrata trai top ten. Nella seconda parte della stagione continuano i grandi risultati: trionfo a Mumbai (dove perde soltanto 20 giochi nei cinque incontri disputati), finale a Tokyo la settimana successiva demolito da un superlativo Ferrer (8) e semifinale al Masters Series di Bercy (ko con Nalbaldian, 21 dopo aver regolato Blake, 6). Ciliegina sulla torta di un’annata magica la qualificazione al Masters di Shanghai. Sorteggiato in un girone di ferro con Nadal (2), Djokovic (3) e Ferrer (6), Richard vince contro il serbo ma nulla può contro i due spagnoli. Con ben 49 match vinti, l’8o posto nel ranking ATP (4 anni dopo l‘ultimo francese, Grosjean), oltre un milione di dollari guadagnati, il 2007 di Richard può considerarsi un’annata formidabile. Il francese sembra pronto per il definitivo boom.
Nel 2008 Gasquet non conferma quanto di buono fatto vedere l’anno prima. Non è una stagione completamente negativa perché si registrano la finale di Stoccarda persa contro Del Potro (65), le semifinali di Bucarest e Tokyo, i quarti al Queen’s, al Masters Series del Canada e a Pechino. Non riesce però a difendere la semifinale di Wimbledon cedendo al quinto a Murray (11) dopo aver condotto 2 set a 0: esce così dai top ten e non vi rientrerà più. L’infortunio al ginocchio sinistro di metà stagione, il cambio di allenatore (da Deblicker a Peyre) non lo aiutano. Lo sbarco tra i top ten dei connazionali Tsonga e Simon gli tolgono lo scettro di miglior tennista francese. L’unico top ten sconfitto è Ferrer (5) sul cemento canadese. Chiude l’anno al 25o posto mondiale.
Nonostante il promettente inizio (semifinali a Brisbane, Sidney dove supera Simon, 7, e Dubai, dove beneficia del ritiro di Murray, 4), il 2009 si rivela un anno ancor più nero del 2008. Al Masters 1000 di Miami viene trovato positivo alla cocaina. Se la cava con una squalifica di due mesi e mezzo. Riprende a giocare a fine agosto sul cemento americano ma raccoglie poco nell’ultima parte della stagione: semifinale a Metz e quarti a Kuala Lumpur e Basilea. Per la prima volta dopo cinque anni è fuori dai primi 50 (53).
Il 2010 si apre meglio di come si era chiuso il 2009. In Australia è capace di raggiungere i quarti di finale a Brisbane (ko contro Roddick, 3) e la finale di Sydney (raggiunta senza perdere set) dove perde contro un ritrovato Baghdatis (42). All’Australian Open dà spettacolo al primo turno contro Youzhny (20) in uno dei match più belli ed emozionanti del recente Major. Vittima di problemi all’anca già all’inizio del secondo set, alla fine è costretto a cedere 4-6 al quinto dopo aver lottato punto su punto. I problemi fisici ne condizionano anche il rendimento sulla terra sudamericana dove il francese ha deciso di giocare nel mese di febbraio prima dei due Masters 1000 statunitensi di marzo.
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