
di Fabio Bagatella - foto Ray Giubilo
E’ il 2004 l'anno in cui il 18enne Monfils inizia a mostrare il suo valore. A livello junior è un dominio assoluto: vince Australian Open, Roland Garros e Wimbledon lasciando complessivamente due miseri set. Debutta anche nel circuito ATP grazie a due wildcards. A Metz è capace di superare Malisse (49) e Patience (116) prima di arrendersi al coetaneo Gasquet (151); a Bercy sorprende Enquivst (79) cedendo con onore a Hewitt (3). Chiude la stagione molto vicino ai primi 200 con una scalata di oltre 700 posizioni in meno di 365 giorni.
Nel 2005 l'ascesa prosegue. Ai trionfi nei Challenger di Besancon e Tunisi dove sconfigge in finale rispettivamente C. Rochus (99) e Santoro (50), si aggiungono i primi grandi risultati nel circuito maggiore. Vince il suo primo titolo Atp a Sopot, raggiunge la finale Metz e Lione. Nel primo caso si arrende a Ljubicic (16) dopo essersi “vendicato” di Gasquet arrestandone la corsa nei quarti. Nel secondo, solo Roddick (3) riesce a sconfiggerlo. Poche soddisfazioni negli Slam: racimola come best un terzo turno a Wimbledon dove comunque batte Hrbaty (25). Dopo neppure due anni tra i pro è già numero 30 del mondo.
La scalata s'interrompe nel 2006 anche per colpa di una serie di infortuni che ne pregiudicano il rendimento nella seconda parte di stagione non consentendogli di difendere i molti punti raccolti l'anno prima. Si registrano comunque la finale di Doha (ko contro Federer, 1), la semifinale a Roma (battuto da Nadal, 2), gli ottavi al Roland Garros (out contro Djokovic, 67) e i quarti al Queen's (forfait contro Blake, 7). Degni di nota i primi successi contro un top ten: Roodick (5) al Foro Italico, Blake (8) a Parigi e Ljubicic (4) a Londra. Dopo i French Open è il primo francese nel ranking ATP (23). A fine anno scivola al 46o posto mondiale.
Anche il 2007 non è un annata straordinaria. Nella prima parte di stagione, Challenger a parte, non riesce mai a passare più di un turno, precipitando fino al 78 posto del ranking. Decisamente migliore la fase centrale dell'annata: finale di Poertschach, quarti a Gastaad, semifinale a Washington e Bucarest (dove parte dalle qualificazioni). Sconfigge tre top ten: Roddick (3) in Austria, Davydenko (5) in Svizzera e Robredo (7) a Stoccarda. Alla fine di settembre dopo la settimana-maratona rumena un problema ai tendini lo costringe nuovamente a fermarsi. Non giocherà più fino alla fine della stagione che chiude sui livelli dell'anno precedente (38).
Il 2008 si apre nel peggiori dei modi ma si conclude alla grande. I guai di fine 2007 gli consentono di iniziare a giocare solo a marzo. E' con l'arrivo della terra europea che arriva il rilancio. La vittoria nel Challenger di Marrakech fa da preludio al suo miglior Slam di sempre. Entusiasma il pubblico parigino spingendosi fino alle semifinali ed arrendendosi al solo Federer (1) in quattro set. Tra i suoi scalpi anche Ferrer (5) sconfitto nettamente nei quarti. La seconda parte della stagione è densa di buoni risultati: la finale di Vienna, le semifinali di Nottingham e Bangkok , i quarti alle Olimpiadi di Pechino (supera Nalbaldian, 8 per poi cedere a Djokovoc, 3) e al Masters Series di Madrid (regola Roddick, 8 ma perde contro Murray, 4). Ottavi invece agli US Open dove sconfigge ancora Nalbaldian (7). Con un lusinghiero bilancio di 5 vittorie e 7 sconfitte contro i top ten, alla fine anno per Monfils c'è un ottimo 14o ranking ATP.
Nel 2009 nonostante alcuni guai fisici si conferma su altissimi livelli. L'inizio è scoppiettante: finale ad Acapulco (ko contro Almagro, 21), semifinali a Doha dopo aver sconfitto il leader mondiale Nadal che gli rende pan per focaccia a Rotterdam, ottavi all'Australian Open (suo best nel Maior oceanico). A marzo irrompe nei top ten (9). Nella parte centrale dell'anno sono ancora i problemi fisici a condizionarne una flessione nel rendimento. Al Roland Garros è comunque protagonista: lascia 9 giochi a Roddick (6) ma deve alzare bandiera bianca nei quarti contro il futuro campione Federer (2). Sul finire dell'estate ritorna a macinare vittorie: ottavi all'US Open, vittoria e secondo titolo ATP a Metz, quarti a Kuala Lumpur, semifinale a Tokyo e quarti a Vienna. Dulcis in fundo la finale al Masters Series di Bercy dove Djokovic lo supera solamente 7-6 al terzo. Chiude un'altra ottima stagione al 13o posto
Il 2010 si è aperto sulla falsa riga del 2009: due buone semifinali (a Brisbane e Johannesburg), due discreti quarti (a Rotterdam e Marsiglia). Agli Australian Open si è fermato nel terzo turno contro il bombardiere Isner (28). Si conferma a un tiro di schippo dal vertice (13) e secondo francese del ranking ATP (dietro a Tsonga, 11) ma siamo sempre in attesa del vero acuto, arriverà?
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