13/02/2010

Meteore - Ernests Gulbis

di Fabio Bagatella - foto Getty Images

 

E' il 2007 l'anno in cui Ernests Gulbis inizia ad affermarsi a livello internazionale. Alle vittorie nei Challenger di Besancon, Sarajevo e Mons (in Belgio senza concedere nemmeno un set) che gli permettono di entrare stabilmente tra i top 100, si aggiungono le prime partecipazioni agli Slam dove il lettone si mette subito in evidenza. Al Roland Garros, dopo aver superato in tre rapidi set l'ex top ten Henman (che chiuderà la carriera a fine anno), si merita gli elogi di John Lloyd, capitano britannico di Davis: “prestazione eccellente di Gulbis, frutto di puro e semplice talento.” La corsa di Ernests si ferma al secondo turno, al cospetto di Montanes ma la sua ascesa in classifica continua. Iniziato l'anno ben oltre la 100a posizione mondiale (140) è capace di entrare nei top 50 a soli 19 anni. Sono le vittorie all'US Open che gli permettono di scalare il ranking. Giunge negli ottavi senza perdere un set. Robredo (8) racimola la miseria di 6 giochi, Moya (17) deve sudare per fermarlo alla soglia delle semifinali.

 

Nel 2008 il 20enne Gulbis fa ancora meglio. Non è ancora tempo per la prima vittoria nel circuito ATP ma al lettone sembra mancare davvero poco per giungere al top. Sulla terra parigina si spinge fino a i quarti dove cede solo dopo tre tiratissimi set a Djokovic (3). Tra le sue “vittime” un nuovo top ten (James Blake, 8), battuto anche a Cincinnati in estate. Spesso sono i sorteggi a penalizzarlo trovandosi subito di fronte i “big”: Nalbaldian (7) e Davydenko (4) al secondo turno di Indian Welles e Miami, Murray (11) e Nadal (2) al secondo e terzo turno sull'erba del Queens e di Wimbledon, Roddick (8) al secondo turno dell'US Open. Il 4 agosto tocca il suo best ranking, numero 38: sembra proprio pronto per il salto di qualità.

 

La stagione 2009, che doveva essere quella della definitiva consacrazione, si trasforma in un'inaspettata debacle. I migliori risultati sono i quarti di finale di Tokyo e San Pietroburgo. Ad agosto esce dopo oltre due anni dai top 100. Oggi è numero 98.

 

Il 2010 sembrava partito sotto buoni auspici: a Doha, dopo aver superato anche il nostro Seppi (49) è giunto ai “quarti” perdendo contro Federer ma giocando ad armi pari. La secca sconfitta contro Monaco (33) all’esordio degli Australian Open ci ha riconsegnato il solito Ernests: grande genio ma anche tanta tanta sregolatezza

 

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