L'uomo dietro la rinascita di Del Potro

L'argentino aveva ingaggiato coach Sebastian Prieto nella diffidenza generale. Da quando lavorano insieme, ha vinto 35 partite su 42 e qualcuno pensa che possa addirittura lottare per il n.1 ATP. Pur non giocando troppo bene, batte alla distanza Kohlschreiber e vola in semifinale. Ad attenderlo troverà il redivivo Milos Raonic.
L'uomo dietro la rinascita di Del Potro
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Riccardo Bisti
17 marzo 2018

La bacchetta magica esiste solo nelle favole. Tuttavia, i recenti numeri di Juan Martin Del Potro fanno pensare che Sebastian Prieto abbia toccato le corde giuste. Del Potro sembrava ormai finito, almeno per le primissime posizioni. Dopo aver contribuito allo storico successo dell'Argentina in Coppa Davis, aveva perso un po' di motivazione e tanti connazionali erano arrabbiati per il suo comportamento. Non gradivano il fatto che non si decidesse ad assumere un coach a tempo pieno. Poi, alla vigilia dello Us Open, l'annuncio: arriva Sebastian Prieto, 42 anni, ex coach di Diego Schwartzman e in quel momento impegnato con Diego Andreozzi. Molti pensarono che sarebbe stata una soluzione per continuare in una sorta di anarchia agonistica. Modesto giocatore, coach poco conosciuto, background così così. E invece la carriera di Del Potro ha vissuto l'ennesimo colpo di coda. Talmente fragoroso che la stampa argentina si è scatenata: secondo loro, può persino lottare per il numero 1 ATP. Sembra difficile, specie pensando all'attuale forma di Roger Federer, ma i numeri sono dalla sua parte. Quando Del Potro ha assunto Prieto, il suo bilancio nel 2017 era di 18 vittorie e 11 sconfitte. Da allora, ha vinto 35 partite su 42, con tanto di titoli a Stoccolma e Acapulco, senza dimenticare la semifinale allo Us Open, quella a Shanghai, e la finale a Basilea. Il tutto con il silenzioso Prieto al suo angolo. Un tipo che non parla molto, non sorride granché e colpisce per la sua serietà. Anzi, la sua sobrietà. In un'epoca in cui volgarità ed esultanze sguaiate sono state ampiamente sdoganate, Prieto è sempre concentrato, si lascia andare a qualche applauso, ma non si esalta neanche dopo i punti più spettacolari. E Del Potro ne gioca parecchi.

L'uomo dietro la rinascita di Del Potro

PRIMO SET DI SOFFERENZA, POI LA RISCOSSA
La prova è stata superata e oggi è saldamente al suo fianco, anche nell'avventura a Indian Wells, dove Del Potro è in semifinale dopo la tribolata vittoria contro Philipp Kohlschreiber. Un 3-6 6-3 6-4 che poteva essere più netto, se solo l'argentino fosse stato più concreto nelle palle break avute nel primo set. Il tedesco (a caccia della prima semifinale in un Masters 1000) ha impostato la partita nel modo giusto, con coraggio e personalità. Ma Del Potro era superiore e – pur amministrando certi momenti con apparente indolenza – ha rimesso in piedi il match e ha trovato il break decisivo al quinto game del terzo set, dopo che Kohlschreiber si era salvato sull'1-1, annullando quattro palle break e spingendo Del Potro a scaraventare per terra la racchetta. “Come tutti hanno visto, non è stata una partita facile – dice Palito – ma ho atteso che arrivassero le mie chance per trovare il modo giusto di giocare, e l'ho fatto dopo il primo set. In particolare, ho trovato il ritmo in risposta. La chiave? Sono stato più aggressivo con il rovescio a due mani e ho giocato più spesso lungolinea”. In semifinale se la vedrà col redivivo Milos Raonic, finalista nel 2016, emerso da un match complicato contro Sam Querrey (battuto 7-5 2-6 6-3).

L'uomo dietro la rinascita di Del Potro

QUELL'INCROCIO A LINZ
“So bene che Milos è in grado di vincere il torneo. Anche Roger e Coric stanno giocando molto bene. Può succedere di tutto, ma vorrei vincere finalmente il mio primo Masters 1000” ha detto Del Potro, che ha trovato il team ideale. Oltre a Prieto, lo seguono in giro per il mondo il fisioterapista Diego Rodriguez (ex di Nalbandian) e il preparatore atletico Leonardo Jorge. Sistemata la parte fisica, che tanti problemi gli aveva dato in passato, Del Potro aveva bisogno di qualcuno che tirasse fuori il meglio dal suo tennis, magari dopo aver preso atto che il rovescio in topspin non sarà più quello di un tempo. Prieto era l'uomo giusto. “Mi ha portato ordine e tranquillità. Sono stato molto tempo senza allenatore, mettendo insieme gli esercizi da fare, procurandomi le palline... tutto questo è logorante e dopo un po' si sente. In 5-6 tornei insieme il mio livello è aumentato molto, per non parlare dei risultati”. Detto che l'argentino è un vincente, nel senso che difficilmente perde le partite combattute, a Indian Wells non sta giocando troppo bene. A volte sembra affaticato, di sicuro ha qualche dolore alla schiena. Eppure trova sempre il modo per sfangarla, come era successo anche negli ottavi contro Leonardo Mayer. Curiosamente, Prieto era con lui in uno dei momenti chiave della sua carriera: Linz, 2007, prima convocazione in Coppa Davis. Oltre a loro due, Canas e Acasuso completavano il team. Dieci anni dopo, Juan Martin e Sebastian si sono ritrovati quasi per caso. Ed è stata una delle mosse più intelligenti che potesse fare.

SI RIVEDE MILOS RAONIC
Nell'altro match di giornata, Milos Raonic ha trovato quel qualcosa in più necessario per battere Sam Querrey. “A Indian Wells mi trovo bene, avverto una maggiore calma rispetto agli altri tornei – ha detto dopo il 7-5 2-6 6-3 finale – è tutto più tranquillo, non devi affrontare il traffico per arrivare al club. Tutto questo mi tranquillizza”. Nel corso del match, Raonic ha cercato spesso la via della rete e ha cercato di non regalare nulla a Querrey. “L'ho messo nelle condizioni di dover vincere la partita, ma non ce l'ha fatta. Molte cose sono andate bene, anche se ho avuto qualche alto e basso e se non fossi stato un po' fortunato alla fine del primo set, forse sarebbe andata diversamente. La strada è ancora lunga”. Con Del Potro è avanti 2-1 negli scontri diretti, avendo vinto l'ultimo lo scorso anno a Delray Beach.

MASTERS 1000 INDIAN WELLS – Quarti di finale
Roger Federer (SUI) b. Hyeon Chung (KOR) 7-5 6-1
Borna Coric (CRO) b. Kevin Anderson (RSA) 2-6 6-4 7-6
Milos Raonic (CAN) b. Sam Querrey (USA) 7-5 2-6 6-3
Juan Martin Del Potro (ARG) b. Philipp Kohlschreiber (GER) 3-6 6-3 6-4

Semifinali (Diretta Sky Sport 2)
Roger Federer (SUI) vs. Borna Coric (CRO) ore 19
Juan Martin Del Potro (ARG) vs. Milos Raonic (CAN)

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