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La storia degli Internazionali

Ha preso il via il Torneo della Capitale. Andiamo a ripercorrere l'albo d'oro e i grandi campioni che hanno fatto grande il Foro Italico...

 

La prima edizione del torneo femminile, 1930, porta la firma della spagnola Lili de Alvarez, la progenitrice del tennis iberico, che sconfisse in finale la nostra Lucia Valerio, dominatrice del tennis italiano negli anni '20-'30.

Proprio la Valerio sarà ancora protagonista nell'anno successivo con la vittoria sull'americana Dorothy Andrus e con tre sconfitte patite in finale: nel 1932 con la francese Adamoff, nel '34 con la statunitense Jacobs e nel '35 con la danese Krahwinkel-Sperling.

 

Dopo la pausa bellica, il 1950, nella prima edizione giocata al Foro Italico, si apre con la vittoria di un'altra italiana, seppur di origine tedesca, Annelies Ulstein, che batte in due set la britannica Joan Curry.

Per trovare nomi di prestigio nell'albo d'oro, bisogna aspettare il 1954 con il successo di Maureen Connolly e il 1958 con quello della brasiliana Maria Ester Bueno. Negli anni '60 anche il torneo femminile prende finalmente quota: significativa la tripletta di Margareth Smith-Court, campionessa australiana vincitrice di ben 62 titoli complessivi negli Slam e il tris della Bueno nel 1965, dopo le vittorie nel '58 e '61.

 

Nel 1970 arriva il primo e unico successo di Billie Jean King, seguito da quello dell'imprevedibile britannica Virginia Wade. Finali storiche e di qualità quelle delle edizioni '74-'75 che videro due nette affermazioni di Chris Evert su Martina Navratilova. La campionessa americana sarà in grado di aggiudicarsi altre tre volte il torneo, dal 1980 al 1982, battendo per due volte la romena Ruzici e una la cecoslovacca Mandlikova.

E' proprio dall'inizio degli anni '80, che il torneo femminile sposta la sua sede al Junior Tennis di Perugia, per transitare anche a Taranto nel 1985, edizione in tono minore vinta dalla nostra Raffaella Reggi, ultima azzurra a mettere il suo nome nell'albo d'oro.

 

Dopo la pausa del 1986, le donne tornano a tutti gli effetti al Foro Italico e lo fanno meglio che mai, instaurando una solida tradizione e un campo di partecipazione d'eccellenza, alla pari con quello maschile.

Nel 1987 a trionfare è la nuova dominatrice del circuito femminile, Steffi Graf, che batte in tre set Gabriela Sabatini. Proprio la bella argentina sarà assoluta protagonista al Foro Italico, che la adotterà, trattandola come una regina. Ben quattro vittorie ('88, '89, '91 e 92'), intervallato dal successo di Monica Seles sulla Navratilova nel 1990. Roma è uno dei pochissimi tornei che Martina non è riuscita a vincere nella sua leggendaria carriera.

 

Dopo l'era Sabatini, si apre quella Martinez. La spagnola Conchita, vince quattro edizioni di seguito (dal '93 al '96), battendo sempre un'avversaria diversa: Sabatini, Navratilova, Sanchez e Hingis.

Nel '97 la Martinez tenda il pokerissimo, ma a stopparla è la francese Mary Pierce.

 

Da qui in poi si susseguono vincitrici diverse, senza alcuna continuità. Nomi comunque di primissimo piano come, quelli di Martina Hingis, Venus e Serena Williams e Monica Seles nel 2000, in uno degli ultimi sussulti di una grande e drammatica carriera.

 

Nel 2001, la grande sorpresa: la vittoria di Jelena Dokic su Amelie Mauresmo. A soli 18 anni, la serba naturalizzata australiana conquista il titolo più prestigioso; sembra l'abbrivio per una serie di grandi successi, ma il terribile padre Damir e tanti problemi fisici rallentano e poi stoppano la scalata di Jelena.

La Mauresmo tornerà in finale nel 2003, perdendo con Kim Clijsters, ma si rifarà vincendo le edizioni successive, in finale con Capriati e Schnyder.

 

Nel 2006, la Hingis spara la sua ultima cartuccia, prima del ritiro definitivo (battuta una giovanissima Safina), per poi lasciare spazio al bis di Jelena Jankovic e al primo successo proprio della Safina, arrivata sulla connazionale Kunzetsova.

 

E' ancora vivo il ricordo dell'incredibile favola di Maria Jose Martinez Sanchez nel 2010. Nell'era delle regolariste e picchiatrici, la mancina spagnola si distingue per uno spettacolare gioco di tocco e voleé. In finale piega la Jankovic, cogliendo un successo da allora mai più ripetuto e nemmeno avvicinato.

Nel 2011, la storia lascia spazio alla cronaca, con la prima vittoria di Maria Sharapova su Samantha Stosur, in una finale funestata dalla pioggia.  

 




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