LA SCOMMESSA DI ZIO TONI

Una carriera come quelle di Albert Costa e Carlos Moya, entrambi vincitori Slam e top 10 mondiali? Difficile non firmare quando un ragazzino ha solo 15 anni. Però a Manacor, c’era chi la pensava diversamente… …
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  • 1/4 Rafael Nadal a 16 anni, nel 2003
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    Lorenzo Cazzaniga
    22 dicembre 2018

    Rafael Nadal aveva 15 anni quando il suo mentore, Carlos Moya (entrambi sono dell’isola di Maiorca), lo invitò a cena, insieme allo zio-coach Toni. Nadal era una bella promessa ma ancora non aveva esordito a livello professionistico; Moya chiese a Toni: «Per Rafa, firmeresti una carriera come quella di Albert Costa?». Costa aveva vinto Roland Garros ed era stato top 10 mondiale. «Onestamente? No», rispose sicuro Toni. Moya rimase sorpreso da tanta fermezza e chiese nuovamente: «E per una carriera come la mia?». L’asticella si alzava: Moya aveva vinto Roland Garros, fatto finale all’Australian Open e raggiunto la vetta del ranking mondiale, seppur per sole due settimane. Toni rispose: «Per una carriera come la tua, certo, firmerei subito». Però Toni ricorda: «Appena usciti presi da parte Rafael e gli dissi che in quel momento non avrei mai firmato per una carriera come quella di Carlos. Però eravamo a casa sua, come facevo a dirglielo?». La sua scommessa, zio Toni la vinse già due anni dopo quella cena, quando Nadal affrontò Albert Costa a Monte Carlo e Carlos Moya ad Amburgo. Ecco come finì con Moya e qui con Costa.


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