LA RIVISTA IN EDICOLA - Maggio 2012
05/02/2012

Incredibile Schiavone: risorge e vince

Incredibile Schiavone: risorge e vince

dalla nostra inviata a Biella, Roberta Lamagni

 

E’ successo. Dopo il primo incontro della seconda giornata di Fed Cup contro l’Ucraina, l’Italia si ritrova avanti 2 a 1. E’ successo, sì, ma non come tutti ci saremmo aspettati. Francesca Schiavone ha conquistato il punto del vantaggio contro Kateryna Bondarenko in 169 minuti, dopo aver recuperato un parziale di 7-6 5-1.

 

Un match folle, sconclusionato, giocato tra alti e bassi di emozioni, tra esaltanti, rari per la verità, colpi spettacolari, e generosissimi cadeaux da entrambi i lati. Una sofferenza, una condanna, uno strazio: per chi ne prende parte, per chi assiste, per chi si lascia trascinare nel vortice: un viaggio all’inferno, andata e ritorno.

 

L’avvio è confortante. Sembra avere un piglio più deciso, Francesca. Sembra…

Subito 2-0 con poco sforzo, dando l’illusione di essersi in parte ritrovata. Semplicemente più ordinata. Poi la ricaduta, la ripetizione del copione del giorno precedente, solo mostrando un po’ più di dignità. Da 2 a 0 a 2-4 in 23 minuti. Tante sbracciate da fondo, qualche tentativo di forzare la mano con diritti disincrociati ma poca strategia, poca lucidità. Non è la Francesca che strappa gli applausi con recuperi e giocate mirabolanti, piuttosto è una che concede tanto, troppo, e riceve altrettanto. Annebbiata nelle scelte, intorpidita negli spostamenti.

 

Le emozioni sono forti, non sempre positive. In panchina e sugli spalti si soffre, ci si arrabbia, comunque si partecipa. Pennetta e Vinci incitano la Schiavo maltrattando bam-bam. L’incontro è delicato e non è concesso lasciarselo sfuggire senza lottare. Ma Francesca è impotente. Esalta il pubblico su 15 di poco valore, con un serve & volley prima, con un recupero “dei suoi” poi, ma quando il punto conta, si eclissa.

Il primo set si conclude, malamente, per 7-6(6), in un tie break agganciato dopo aver recuperato un parziale di 3 giochi a 5 e annullato altri due set point nel gioco decisivo.

 

Il secondo parziale, se possibile, è ancora più sconcertante. Un’accelerazione di quanto già avvenuto. 1-0 Schiavone, che viene poi risucchiata senza quasi rendersene conto in un baratro più profondo del primo.

La confusione è totale. E’ il linguaggio del corpo della stessa Francesca a parlare per lei. Sbaglia due volte direzione dopo la sosta del cambio campo, si concede una pausa sulla sedia di un giudice di linea, poi, sul 3-1 15-40, si dirige verso Barazzutti. Il cenno del capitano è eloquente: gioca, le fa segno, il game non è ancora finito. Manca poco però: 4-1. Segue un toilet break di poco conforto: 5-1.

 

E l’incubo della vittoria - a volte può capitare- attanaglia la Bondarenko. Completamente in tilt, senza curarsi di un’avversaria già in doccia, concede 15 su 15, nei modi più originali. Senza annoiare, insomma.

7 a 5 per l’azzurra il finale di secondo set. Le sofferenze saranno ripagate? Nemmeno per sogno! Non ancora perlomeno.

 

Il set conclusivo è un testa a testa, ma la musica non cambia. Le elargizioni sono tante e il macigno del vantaggio sprecato, della vittoria non colta pesa sulle spalle dell’ucraina. 1-1, 2-2, poi un nuovo slancio della Bondarenko che, ancora, si scioglie. Per l’ultima volta. La numero uno azzurra la riaggancia (4-4) e la azzanna (6-4), definitivamente. Il punto del match, dopo 2 ore e 46 minuti di gioco, se lo conquista con una volée di rovescio, seguendo una seconda di servizio a rete. E lì Francesca crolla, di felicità.

 

 


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