Da Roma, Marco Caldara - 15 maggio 2017

Sara non va, e la Next Gen Arena non la aiuta

Il tabellone di Sara Errani agli Internazionali d’Italia poteva diventare interessante, ma prima c’era da battere Alizé Cornet. Una missione fallita dalla romagnola, anche se più per meriti dell’avversaria che per demeriti suoi. Tuttavia, resta la sconfitta, la seconda di fila all’esordio al Foro Italico.

ROMA - In un lunedì da zero su quattro per i colori italiani, il compito di salvare la bandiera era tutto sulle spalle di Sara Errani. Spalle larghe, capaci di sopportare tante difficoltà, tante critiche e trascinarla insieme a gambe e cuore fino a risultati sui quali avrebbero scommesso papà Giorgio e pochi altri, ma che non sembrano più parte della stessa giocatrice di qualche tempo fa. L’azzurra si è presentata agli Internazionali con discrete speranze, alimentate dalla semifinale a Rabat di un paio di settimane fa e da un tabellone potenzialmente interessante. Il problema è che per renderlo interessante per davvero c’era da superare un esordio non semplice contro la francese Alizé Cornet, avversaria in passato di alcune battaglie e qualche polemica. La prima volta aveva vinto la francese, finalista agli Internazionali d’Italia nel lontano 2008 ad appena diciotto anni, poi erano arrivate quattro vittorie consecutive di Sara, ma l’impressione è che la sfida dello scorso anno a Wimbledon abbia riportato l’equilibrio sulla sponda francese. L’ha confermato il 6-3 6-4 che ha condannato l’azzurra alla seconda sconfitta consecutiva all’esordio a Roma, in una Next Gen Arena dal clima freddino, quasi surreale considerando che in campo c’era era delle migliori quattro italiane di tutti i tempi. La conformazione del secondo campo del Foro Italico non aiuta perché è un po’ dispersiva, ma tolta una manciata di ragazzi romani, che seduti non distanti dal clan Errani facevano un gran casino, per il resto il pubblico sembrava quasi disinteressato, presente giusto per non sprecare i soldi del biglietto. Una situazione che non ha aiutato l’azzurra, contro un’avversaria che – va detto – ha giocato un gran bel match, volando subito sul 4-0 e giocando sempre da una situazione di vantaggio.

IL FISICO C’È, LA TESTA MENO
“Sarita” ha lottato, come suo solito, difendendo, provando a spingere, alzando la traiettoria quando ne aveva bisogno, ma la Cornet ha giocato meglio tutti i punti importanti e ha vinto un game fondamentale sul 4-3 del secondo set. È stato il più lungo dell’intero match: la 27enne di Nizza ha cancellato ben cinque palle-break, ha tenuto la battuta e poi ha potuto concentrarsi per vincere uno degli ultimi due game. Non ci è riuscita nel primo, mancando un match-point con un errore di diritto, ma l’ha fatto in sicurezza nel secondo, senza correre rischi. “Ho avuto molte occasioni, e ci sono stati tanti game ai vantaggi che non sono riuscita a vincere”, ha detto in conferenza stampa l’azzurra, visibilmente arrabbiata a giudicare dalla brevità delle risposte. “Fisicamente non mi sentivo male, ma quando il morale si abbassa anche il fisico reagisce meno. Ho cercato di usare di più il rovescio lungolinea, è qualcosa su cui sto lavorando, però ne ho anche sbagliati molti”. Roma era l’occasione per raccogliere qualche punto prezioso e continuare la risalita in classifica, invece l’azzurra ha perso subito e avrà di fronte altri tempi duri, con un occhio fisso alle entry list per capire se e quando riuscirà a evitare le qualificazioni. Potrebbe farcela al Roland Garros, anche se al momento è ancora fuori di due posizioni. “La programmazione dipende da quello – ha chiuso –, se entrerò in tabellone la prossima settimana andrò a Strasburgo, altrimenti dovrò andare a Parigi per giocare le qualificazioni”. Una situazione che non le capitava da parecchi anni.

DEBORAH ILLUDE, POI CROLLA
Se a livello maschile l’unico italiano in gara resta Fabio Fognini, fra le donne ci sarà la sola Roberta Vinci, che esordirà martedì sul Pietrangeli contro Ekaterina Makarova. È terminata all’esordio, infatti, la bella corsa romana di Deborah Chiesa, che a sorpresa ha vinto le pre-qualificazioni conquistando l’unica wild card in palio per il main draw, e contro Lesia Tsurenko ha fatto sognare il pubblico del Campo 2. Erano ancora delusi dall’amarissimo ritiro di Gianluca Mager, ma la ventenne trentina ha riacceso gli animi con una partenza spettacolare, volando addirittura sul 5-1 con due break. Ma lì qualcosa si è rotto ed è iniziata la rimonta dell’ucraina, capace di vincere il set con un parziale di sei giochi consecutivi, annullando anche tre set-point sul 3-5. Nel secondo invece c’è stata poca partita: la Chiesa ha sparato le ultime cartucce conquistando una palla-break sia nel primo sia nel terzo game, ma le ha mancate entrambe e appena ha ceduto il servizio ha perso definitivamente il contatto con l’avversaria, cedendo 7-5 6-2. La sensazione – come dice anche la classifica e il livello di tornei che è solita disputare – è che rispetto ai colleghi giovani al maschile la Chiesa sia meno pronta per giocare a certi livelli. Ma i margini di miglioramento sono enormi.

WTA PREMIER FIVE ROMA – Primo turno
Alizé Cornet (FRA) b. Sara Errani (ITA) 6-3 6-4
Lesia Tsurenko (UKR) b. Deborah Chiesa (ITA) 7-5 6-2

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