Il maledetto infortunio di Kiki Mladenovic

Fantastica fino a giugno, la francese è caduta in una spirale negativa. A Wuhan ha perso l'ottavo match di fila. “È colpa di un infortunio al ginocchio patito a Wimbledon – racconta – ho perso ritmo e condizione fisica. Ma le cose stanno migliorando”. È ancora in lotta per un posto alle WTA Finals.
Il maledetto infortunio di Kiki Mladenovic
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Riccardo Bisti
26 settembre 2017

Se le cose vanno bene, i tennisti sono sommersi di richieste. Se arriva qualche sconfitta, spariscono dai radar. Ma grazie a un servizio effettuato dalla WTA, possiamo fare un salto nella crisi tecnica di Kristina Mladenovic. La francese sta vivendo una stagione a due facce: esaltante fino al Roland Garros, disastrosa da Parigi in poi. Un crollo verticale, con sette sconfitte di fila al primo turno e 16 set persi di fila. “Kiki” si è infortunata al ginocchio destro a Wimbledon, poi ha vinto la sua ultima partita al primo turno di Washington. Da allora, soltanto sconfitte. L'ultima batosta è arrivata a Wuhan, dove ha perso 6-3 6-2 contro Katerina Siniakova. “A ben vedere, è stata la miglior partita dell'ultimo periodo – ha detto la francese – sembra strano perché ho raccolto soltanto cinque game, tuttavia ho avuto questa sensazione. Provo a essere intelligente e a prendere le cose positive”. Fino a Wimbledon, ha giocato il suo miglior tennis. Poi c'è stata una banale scivolata sull'erba, in cui si è stirata il legamento del ginocchio destro. Ha perso 10-15 giorni “ed è stato molto difficile tornare a giocare. Ho perso lo slancio e un po' di forma fisica”. Dopo Wimbledon, aveva in programma un lavoro specifico per mantenere il tono muscolare. Non lo ha potuto rispettare, e da lì è iniziata una profonda crisi di risultati. Il tennis ha visto strisce negative anche peggiori, ma otto sconfitte di fila fanno notizia se nella prima fase della stagione hai vinto il tuo primo titolo (San Pietroburgo) e giocato tre finali, tra cui quelle molto prestigiose di Stoccarda a Madrid. “Quando sono tornata in campo ero piuttosto preoccupata. Dovevo recuperare una condizione fisica accettabile, e ci sono volute tre settimane. Quando ti concentri sulla parte atletica, il tennis finisce in secondo piano. E allora capita di giocare anche se non sei pronta. Magari trovi una top-30, perdi, e la fiducia se ne va”. Nonostante si trovi ancora nella spirale, Kiki è convinta di aver ritrovato un briciolo di fiducia. In fondo, nel 2017 ha raccolto un mucchio di vittorie di prestigio.

Il maledetto infortunio di Kiki Mladenovic

IL MASTERS È ANCORA UN OBIETTIVO
Sotto i suoi colpi sono cadute quasi tutte le migliori: Muguruza, Halep, Pliskova, Wozniacki e Venus Williams. “Ma non è che giocassi su una nuvola, ho portato a casa tante partite che non erano facili. La soddisfazione più grande? Ho giocato ad alti livelli per un paio di mesi di fila. È un lungo periodo, non è stata una coincidenza”. Ciò che le dà più fastidio sono le modalità con cui sono iniziate le difficoltà: sfortuna pura. “Se mi fossi rotta il ginocchio avrei già chiuso la stagione, ma anche così sono peggiorate un po' di cose. Resta comunque la miglior stagione della mia carriera e sto lavorando per venirne fuori”. I tanti punti accumulati nella prima parte dell'anno la collocano ancora in nona posizione nella WTA Race, la classifica che stabilirà le partecipanti alle WTA Finals di Singapore. Tra l'altro, proprio in queste ore sono stati ufficializzati i nomi delle prime cinque qualificate: Muguruza, Halep, Pliskova, Venus e Wozniacki. Per gli ultimi tre posti c'è una bagarre, in cui la Mladenovic può dire la sua. “La gente potrebbe pensare che in questo momento io sia molto nervosa perché sono a un passo dal traguardo, ma non riesco ad afferrarlo. Sinceramente, vorrei avere questo tipo di pressione!”. Lo dice con un sorriso, come a dire che certi problemi sono soltanto un privilegio. "Non mi va di cercare alibi, le cose succedono per una ragione. Piccoli dettagli possono fare la differenza, ed è proprio quello che mi sta succedendo. È bello essere ancora in lizza nonostante i risultati negativi. Ci sono ancora un paio di tornei, ma se non dovessi farcela andrò a Zhuhai per l'altro Masters. Bisogna essere positivi. Avrei preferito non farmi male perché l'infortunio ha compromesso i miei risultati, ed è un peccato non sapere cosa avrei potuto fare”. Kiki ha lo spirito giusto: sa bene che le cose possono cambiare da un momento all'altro. Intanto si consola con un bel traguardo ottenuto fuori dal campo: la sua relazione con Dominic Thiem sembra ormai ufficiale, se non altro perché è stata avvistata – e inquadrata – nel box dell'austriaco durante lo Us Open. Chissà che Dominic non possa darle qualche consiglio.

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