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Il grande inganno di Darko Grncarov

Un'inchiesta di Ben Rothenberg ha smascherato il castello di bugie creato dal macedone Darko Grncarov. Aveva raccontato di aver ripreso a giocare dopo un ictus e la sua faccenda aveva spopolato su Twitter, affascinando nomi importanti come James Blake, Serena Williams e persino il brand Adidas.
Il grande inganno di Darko Grncarov
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Riccardo Bisti
13 February 2018

Lo scorso novembre, il sito britannico Metro UK aveva pubblicato un'intervista a un aspirante giocatore professionista. Darko Grncarov, 20enne macedone, raccontava una storia affascinante. Diceva di essersi ripreso da un coma e di essere pronto a tentare la via del professionismo. Poiché un paio d'anni prima era uscita la notizia-bufala di un presunto tifoso spagnolo di Roger Federer, capace di svegliarsi dopo undici anni coma, la faccenda ci aveva messo sull'attenti. Tuttavia, quella di Grncarov aveva ben altre premesse, a partire da una scheda sul sito ITF che raccontava di un ragazzo nato il 28 maggio 1997, senza contare un account Twitter addirittura “verificato”. A dire il vero, dall'estate 2016 Twitter offre a tutti la possibilità di richiedere la “certificazione” del proprio profilo. La semplice domanda non implica l'accettazione, dunque Grncarov (o chi per lui) ha effettuato tutti i passaggi richiesti per richiedere la verifica e l'ha ottenuta. Peraltro, è stato il settimo cittadino macedone a ottenere la certificazione. Ma torniamo a noi: se “Jesus Aparicio” era un fantasma (nonostante la notizia abbia continuato a circolare e ancora oggi ci siano migliaia di risultati su Google), Darko Grncarov è una persona reale. Al profilo Twitter, ne accompagnava uno su Instagram (oggi reso privato) dove aveva pubblicato una serie di filmati che lo mostravano in campo. O meglio - come vedremo - voleva far credere che fosse lui. Trovare una sua foto era pressoché impossibile. Tennis Italiano aveva ubblicato la storia menzionando e linkando la fonte principale: Metro UK.

IL PRINCIPIO DI UNA BUFALA
Grazie al lavoro di Ben Rothenberg, giornalista del New York Times, pubblicato su Slate, emerge che Grncarov si è inventato quasi tutto. O, almeno, tante cose sono false e non è possibile verificare la veridicità di altre, su tutte l'ictus che lo avrebbe colpito prima di andare in Egitto a giocare il suo primo match professionistico, nelle qualificazioni di uno dei tanti Futures organizzati a Sharm El Sheikh. “Il giorno dopo l'ictus mi sono svegliato per un paio d'ore e ricordo di aver urlato perché mi scoppiava la testa. Il ricordo successivo è il risveglio, avvenuto sei mesi dopo” aveva detto a Metro. È opportuno segnalare che Metro UK ha fatto sparire il suo articolo non appena è stata pubblicata la storia di Rothenberg. Una storia che parte lontano, dalle prime comparsate mediatiche di Grncarov nella sua Macedonia. Era uscita la notizia della sua vittoria in un torneo in Olanda nel 2014, spunto per fargli fare un'ospitata in TV. Messo al corrente delle bugie di Grncarov, il conduttore si è detto deluso e preso in giro, ammettendo che “Siamo un piccolo paese senza grande successo nello sport, e abbiamo pensato che fosse una storia interessante”. Per evitare ripercussioni sulla sua carriera, ha chiesto l'anonimato. L'unica partita giocata da Grncarov è stata uno match giovanile a Podgorica, in Montenegro. Ha perso 6-0 6-0. Avevamo verificato la “carriera” del macedone, infatti il nostro articolo terminava così: "A livello junior ha giocato solo una partita, perdendola 6-0 6-0, mentre tra i professionisti avrebbe dovuto giocare un torneo a Sharm El Sheikh, lo scorso aprile, ma si è ritirato prima di scendere in campo per le qualificazioni. Visto che non è più un bambino, non sembra il pedigree ideale per avvicinarsi ai livelli di cui parla, peraltro con una certa disinvoltura”.

POPOLARITÀ SOCIAL (E NON SOLO)
La vicenda di Grncarov ha varcato i confini della Macedonia la scorsa estate, quando ha pubblicato un post in cui raccontava dell'ictus. Tanti personaggi, anche famosi, hanno manifestato simpatia nei suoi confronti. James Blake, persino Serena Williams. Come se non bastasse, durante l'Australian Open ha rilasciato un'intervista di 9 minuti con BBC Radio in cui ha espresso posizioni progressiste, dicendo che rifiuterebbe di giocare sulla Margaret Court Arena a causa delle ben note dichiarazioni della ex campionessa australiana. “Dovessi giocare su quel campo, non scenderei in campo e non direi niente agli organizzatori. Darei semplicemente forfait”. Interrogato sulla sua attività, disse di aver perso una “persona speciale”, ma che avrebbe ripreso entro un paio di mesi. Rothenberg riporta che un post su Twitter – poi cancellato – faceva intendere che la persona perduta sarebbe la madre Mirjana. Tuttavia, secondo il cronista americano, un account Facebook di quella che sembrerebbe la madre di Darko ha continuato a pubblicare contenuti anche dopo l'annuncio della sua presunta morte. Una volta raccolte diverse testimonianze sulla scarsa veridicità delle sue parole (Troicki disse di non averlo mai sentito nominare, i professionisti macedoni di non averlo mai visto giocare, peraltro seccati dal fatto che la sua storia abbia occupato parecchio spazio sui media, togliendone alla vere problematiche del tennis macedone), Rothenberg gli ha chiesto un'intervista. Lui ha accettato, a patto di non mostrarsi in volto. “Quando Serena Williams mi ha scritto su Twitter è stato il miglior momento della mia vita. Il mio cuore ha smesso di battere per qualche secondo” ha scritto in un dialogo avvenuto esclusivamente via messaggi privati su Twitter.

ACCOUNT CANCELLATO, RICOMPARSO E POI "PROTETTO"
A suo dire, il 6-0 6-0 incassato a Podgorica non si sarebbe effettivamente svolto (perché c'è sugli archivi ITF, allora?) e il presunto torneo in Olanda, tanto pompato dai media macedoni, “non era un torneo ufficiale”. Rothenberg racconta che l'atteggiamento del suo interlocutore è cambiato quando gli ha chiesto del torneo in Egitto e della questione del coma. “Domanda giusta, nessun problema, ma mi sembri scortese”. E poi, quando gli ha fatto che alcuni filmati postati sui social erano inequivocabilmente “rubati” a un altro giocatore, lo spagnolo Cameron Henricy Trigolos, ha replicato “non hai diritto a dire queste cose, sei poco professionale”. Colto in flagrante, ha cancellato il suo account Instagram, quello Facebook e quello Twitter. Quest'ultimo è ricomparso nel pomeriggio di martedì e ha pubblicato alcuni post molto, molto risentiti contro Rothenberg. Li ha cancellati, dopodiché ha protetto il suo account, dandovi accesso ai soli “follower confermati”. Infine, in serata, lo ha cancellato di nuovo. Il lavoro di Rothenberg è troppo preciso e accurato per dare ancora credito a Grncarov, che peraltro sta minando ulteriormente la sua credibilità con il suo atteggiamento. Di certo è stato molto bravo: ha tratto in inganno migliaia di persone, compresi personaggi importanti come Serena Williams (che aveva iniziato a seguirlo su Twitter), James Blake e addirittura Adidas, che in un post aveva scritto “Benvenuto nel team” (anche questo rimosso). Secondo Saska Cvetkovska, giornalista macedone consultata da Rothenberg, potrebbe aver pagato un team per promuovere il suo marchio e la sua immagine. Qualunque sia la verità, è una storia molto triste. Su questo non ci sono dubbi.


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