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Il futuro n.1 ATP (non di simpatia); perché Agassi?

Riecco il nostro appuntamento audio: insieme a Jacopo Lo Monaco raccogliamo l'eredità degli Internazionali BNL d'Italia: la forza di Sascha Zverev (“n.1 in tre anni”). E ancora: le ragioni per cui Djokovic ha scelto Agassi, riflessioni su Thiem e Fognini, il vuoto di potere nel circuito WTA e tanto dialogo con voi.
Il futuro n.1 ATP (non di simpatia); perché Agassi?
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Redazione
24 May 2017





PRIMO BLOCCO – Primo titolo importante ad Alexander “Sascha” Zverev. Secondo Jacopo Lo Monaco, il tedesco diventerà numero 1 del mondo, ragionevolmente entro tre anni. “Anche perché possiede notevoli margini di miglioramento. A parte il rovescio, già fantastico, può migliorare in tutti gli altri settori del gioco. Federer potrebbe fare scuola: per diventare numero 1 ATP bisognerà seguire le proprie sensazioni e non sempre il calendario”. Alcune considerazioni su Zverev, non esattamente un mostro di simpatia. In finale ha superato Novak Djokovic, che ha annunciato l'inserimento di Andre Agassi nel suo team. “Credo che Gil Reyes avrà un ruolo – dice Jacopo – ma spero che gli venga affiancato qualcun altro, in modo da organizzare la quotidianità”. Ma perché ha scelto proprio Agassi? Secondo il nostro esperto, Djokovic ha sempre sofferto l'enorme popolarità di Roger Federer e Rafael Nadal, mai intaccata nemmeno quando ha iniziato a vincere tutto. “Scegliendo Agassi, personaggio amatissimo, potrebbe pensare di crescere sul piano della popolarità. Le differenze con Becker? Tre anni fa era Boris ad avere più bisogno di lui di quanto ne abbia oggi Agassi”. Alcune riflessioni su Dominic Thiem, ottimo protagonista negli ultimi tornei. “Però il modo in cui ha perso con Djokovic ci ha fatto capire che non può vincere il Roland Garros, proprio non trova il modo per batterlo”. Ribadiamo, ancora una volta, che non c'è niente di vero nella storia raccontata dal suo ex preparatore atletico, Sepp Resnik: l'austriaco non ha mai corso di notte, sollevato tronchi, attraversato fiumi o cose del genere. A chiudere, Fabio Fognini: l'azzurro ha raccolto una bella vittoria contro il n.1 Andy Murray, ma onestamente non vale tantissimo. “Questo Murray non è così forte, quest'anno ha un bilancio di 16 vittorie e 7 sconfitte, mentre in tutto il 2019 aveva perso 9 partite. A oggi, sulla terra, Fognini può quasi partire favorito”.

Il futuro n.1 ATP (non di simpatia); perché Agassi?

SECONDO BLOCCO – Nonostante i successi e la prima posizione nella WTA Race, Elina Svitolina non è troppo considerata dai media. Jacopo prova a dare una spiegazione: “E' penalizzata dal suo modo di apparire. Non si veste troppo bene, sembra che sia tutto un po' casuale. E' come se prendesse le prime cose che trova in borsa. E nel tennis di oggi, purtroppo, l'immagine conta”. Sul campo fa tutto benino ma è super sul piano atletico, al punto che in finale contro la Halep ha dato la sensazione di avere benzina per altre due ore. E' difficile individuare le favorite per il Roland Garros femminile. I bookmakers dicono Halep, Svitolina, Muguruza, Kerber, Kuznetsova e Mladenovic. “Proprio la francese, dovesse restare tranquilla e prendere energie dal sostegno del pubblico, potrebbe andare molto avanti”. Quali prospettive per il torneo di Roma? Un upgrade “alla pari” con Madrid potrebbe essere una soluzione realistica. “Se devo muovere una critica al torneo romano, è la scarsa qualità dei campi” dice Jacopo. Chiudiamo con le vostre domande.
- Fognini a parte, a Roma gli italiani hanno giocato bene ma hanno perso. E' preoccupante?
- I giocatori della “Lost Generation” (Nishikori, Raonic e Dimitrov) sono ancora in tempo per vincere qualcosa?
- Perché si tifa una squadra o un giocatore piuttosto che un altro? E via riflessioni e amarcord...

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