Riccardo Bisti - 08 dicembre 2017

The Final: i mille incroci di Aniene-Parioli

A dispetto di storie ultrasecolari, TC Parioli e CC Aniene non si erano mai giocate lo scudetto del tennis. Lo faranno oggi e domani, a Foligno, in un match dalle tante implicazioni extra-tennistiche. Gli incroci tra i due club sono tanti, ma resta un forte campanilismo che renderà vibrante l'ultimo atto di un campionato così così. Favorito l'Aniene di Vincenzo Santopadre.

Cinque letterine a formare la parola magica. Derby, fortissimamente derby. L'ultimo atto ufficiale del 2017 sarà lo scudetto al maschile, con l'inedita finale romana tra il Circolo Canottieri Aniene (nato nel 1892) e il Tennis Club Parioli (1906). Due circoli prestigiosi, colmi di storia e simboli di una Roma elegante, persino aristocratica. All'interno dei due club vigono norme un po' anacronistiche: ad esempio, l'associazione all'Aniene è riservata agli uomini, salvo validissime eccezioni per meriti sportivi (due nomi su tutti, Federica Pellegrini e Flavia Pennetta). Al Parioli c'è ancora il dress code: a tennis bisogna giocare vestiti di bianco, come se fossimo nel tempio di Wimbledon. A modo suo, anche il club romano è un tempio: è lì che si è formato Adriano Panatta, figlio di Ascenzio, custode del circolo. Ma neanche ai tempi di Panatta hanno vinto in Serie A1. Per trovare l'ultimo titolo bisogna andare indietro fino al 1942. Ci riproveranno a partire da oggi, ora di pranzo, in diretta TV su SuperTennis, quando Francesco Bessire sfiderà Jacopo Berrettini nel primo dei quattro singolari. Quando si sarà assegnato lo scudetto femminile, scenderanno in campo Matteo Berrettini e Miljan Zekic. Tutto il resto si stabilirà domenica. Non c'è in palio soltanto lo scudetto del tennis, ma anche una supremazia cittadina che a Roma è fortemente sentita, dal calcio in giù. A ben vedere, non sarà la trasposizione tennistica di Lazio-Roma, non fosse che tra i giocatori in campo c'è una netta prevalenza di romanisti, con la curiosa eccezione dei fratelli Berrettini: pur essendo romani, sono entrambi tifosi della Fiorentina (più Jacopo che Matteo, a dire il vero).

ANIENE FAVORITO
Ma non c'è dubbio che ci sia una forte e sana rivalità sportiva tra biancoverdi e gialloblu, peraltro con curiosi intrecci. Il primo riguarda Vincenzo Santopadre, uomo-simbolo dell'Aniene ma con un passato di ben 17 anni al Parioli. Senza dimenticare il legame con Zibi Boniek, ex DS del Parioli e padre della moglie Carolina. A rafforzare il cerchio, l'amicizia che lega lo stesso Boniek a Giovanni Malagò, presidente del CONI e presidente onorario dell'Aniene (incarico lasciato dopo la salita al vertice dello sport italiano: lo ha fatto per motivi di opportunità, visto che non c'era incompatibilità tra le cariche). Gli intrecci potrebbero crescere in futuro, qualora Flavio Cobolli diventasse un punto di forza del Parioli: quest'anno guarderà le partite dalla panchina, pur avendo già esordito nel girone, ma a breve potrebbe cercare di dare un dispiacere (sportivo, s'intende) a papà Stefano, tecnico dell'Aniene e storico membro del team, prima da giocatore e poi da coach. Ad essere onesti, sembra un derby un tantino squilibrato: l'Aniene ha mischiato una linea verde inaugurata qualche anno fa a un paio di “pezzi grossi” come Bolelli e Cipolla, senza dimenticare Quinzi e Caruana, mettendo in piedi una squadra competitiva in ogni “spot”. La policy del Parioli, bellissima, è quella di lavorare sui giovani del vivaio. Lo fanno tra le donne, mentre tra gli uomini si concedono lo sfizio dello straniero, sia pure senza cercare il colpo a effetto. E allora sono bastati Ante Pavic e (soprattutto) Miljan Zekic a battere squadre più blasonate e centrare una finale inaspettata, quasi sorprendente. I punti pesanti sono arrivati dai numeri 3 e 4, Moroni e Bessire. Il primo punta a diventare un grande giocatore, il secondo anche, pur avendo già 23 anni e lavorando con i bambini nella stagione invernale per mettere da parte i soldi necessari per svolgere un po' di attività internazionale. Nel 2018 proverà a dare una svolta alla sua carriera. Oggi, intanto, se la vedrà con il biondo Jacopo Berrettini e, per entrambi, sarà la prima volta in diretta TV.

SUPREMAZIA CITTADINA
​L'Aniene sembra avere qualcosa in più, vuoi per l'esperienza (è la quinta finale dal 2010 a oggi), vuoi per una qualità complessiva che sembra superiore. Il rientro di Simone Bolelli è avvenuto appena in tempo: reduce da un fastidio al ginocchio, il bolognese ha giocato l'ultimo match del girone, indispensabile per il lasciapassare in vista dei play-off, dopodiché è stato impeccabile contro il CT Maglie. In tutta onestà, Matteo Fago avrà bisogno di un miracolo per batterlo. Ma di questo si parlerà domenica, così come Moroni-Cipolla. La Serie A1 2017 è stata un po' anonima, senza vere imprese (fatta eccezione per la semifinale di ritorno tra CT Italia e Parioli), ma – vivaddio – non ci sono state polemiche su faccende regolamentari e/o disciplinari, antipatica costante negli ultimi anni. In premio una finale colma di fascino, che forse spingerà a seguire il match anche gli snob che non ritengono la A1 meritevole di considerazione. D'altra parte, ogni estate, Aniene e Parioli si incrociano spesso sui campi della Canottieri Lazio per il mitica Coppa Canottieri di calcetto. Un modo come un altro per tenere viva una rivalità che sul campo principale – quello da tennis- non aveva avuto grandi occasioni per manifestarsi. E allora la finale di Foligno assume un valore quasi extrasportivo. Più sociale che tecnico, più umano che tennistico. 0-0, palla al centro, la Roma del tennis va a caccia del suo padrone. Stavolta, sarà anche il padrone d'Italia.

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